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Cicciomessere Roberto - 14 marzo 1984
UN COLPO DA 10 MILA MILIARDI
Con un accordo Dc/Pci sugli armamenti

di Roberto Cicciomessere

SOMMARIO: Un movimento pacifista a senso unico, fondato solo sulla paura degli euromissili, indotto a denunciare solo le responsabilità occidentali e incurante di quello dell'impero sovietico, è stato portato a fallimento e al disastro. Chi lo ha sfruttato riprende a tessere i fili dei compromessi sugli armamenti e sul commercio delle armi.

(NOTIZIE RADICALI N. 66, 14 marzo 1984)

Roma, 16 maggio.

Nel chiuso della Commissione difesa, probabilmente in sede legislativa, Dc e Pci si accingono a firmare un contratto da 10 mila miliardi per commesse belliche che si aggiunge a quelli già precedentemente sottoscritti.

Nel disinteresse di tutti la commissione ha iscritto all'ordine del giorno e inizierà nei prossimi giorni a discutere il disegno di legge numero 1290 contenente "programmi di ricerca e sviluppo - Am-X, Eh-101, Catrin - in materia di costruzioni aeronautiche e di telecomunicazioni".

Apparentemente si tratta di un finanziamento di 996 miliardi di lire esclusivamente per la ricerca e sviluppo (non produzione!) del caccia Am-X, dell'elicottero Eh-101 e del sistema campale di trasmissioni "Catrin". Ma tutti sanno e non dicono che l'approvazione di questo progetto rappresenta praticamente l'autorizzazione alla produzione su larga scala dei predetti sistemi d'arma.

Un documento dell'Ufficio studi della camera ci aiuta a quantificare l'onere complessivo di questo "affare". Solo per il caccia Am-X, si spenderanno 532 miliardi di lire per la prima fase di sviluppo dei sei prototipi che secondo stime prudenti costeranno alla fine 1.000 miliardi. I 187 aerei Am-X di serie che saranno adottati dall'Ami verranno a costare circa 6.000 miliardi.

Minori informazioni esistono sull'elicottero Eh-101 che però verrà a costare circa 500 miliardi nella fase di ricerca e sviluppo e circa 1.500 miliardi per la produzione di circa 50-70 mezzi di cui sarà dotata la Marina (il corrispondente Sh-3D costa oggi circa 21 miliardi l'uno).

Siamo a 9.000 miliardi.

Il sistema Catrin costa 226 miliardi solo per la fase di ricerca e sviluppo ma non dovrebbe costare meno di 1.000 miliardi se acquistato dall'Esercito.

Alla marina, che risulterebbe esclusa dall'"affare", non potranno essere negati i 12 aerei a decollo verticale "Harrier" da imbarcare sulla portaerei Garibaldi e che costano circa 50-60 miliardi a esemplare.

Sono quindi superati abbondantemente i 10.000 miliardi di commesse belliche aggiuntive per i prossimi anni.

Il Pci ha fatto fino ad oggi orecchie da mercante rispetto a questa enorme commessa ritardando l'approvazione del disegno di legge numero 1290. Chiedeva contropartite.

Queste sono arrivate puntualmente con l'accordo di discutere congiuntamente la legge dei 10.000 miliardi con un'altra proposta d'iniziativa dei deputati Alberini (Psi), Cerquetti (Pci), Di Re (Pri) e Zamberletti (Dc) che prevede "provvedimenti per l'area tecnico-amministrativa della Difesa" (n· 1197).

Apparentemente quest'ultima proposta riguarda le procedure contrattuali per l'acquisizione di sistemi d'arma, la riorganizzazione degli uffici centrali della Difesa e il controllo parlamentare sulle procedure d'acquisizione delle armi. Sostanzialmente rappresenta invece l'entrata del Pci, con il suo diritto di veto, nella decisione sui vari programmi di riarmo, la lottizzazione insomma, estesa anche al Pci, delle commesse belliche.

Il Pci darà quindi l'assenso all'approvazione definitiva del contratto di 10.000 miliardi, assicurandosi la sua fetta di potere su tutte le produzioni belliche. Che faranno i pacifisti del Pci, del Pdup, quando nelle prossime settimane sarà suggellato questo contratto? Cosa dirà la Caritas di fronte alla decisione di Dc e Pci di rinviare ulteriormente, successivamente all'approvazione del disegno di legge di riarmo, la discussione delle proposte di regolamentazione dell'esportazione di materiale bellico?

 
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