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Pannella Marco - 27 dicembre 1986
"Laici e verdi al Senato presentino liste uniche"
di Marco Pannella

SOMMARIO: La proposta ai partiti laici e ai verdi di presentare liste comuni al Senato. La replica de "Il Giornale".

(il Giornale, 27 dicembre 1986)

Caro direttore,

la Lega per la "Riforma elettorale", in senso uninominale e anglosassone, ha raggiunto i duecento parlamentari aderenti. Se si eccettuano, dunque, i parlamentari comunisti e affini, bloccati come un sol uomo dal monolitismo del Pci, che solamente i miopi non vedono essere sempre più di moda sulle cose davvero importanti, buona parte degli eletti italiani ed europei non si limitano ad "esser d'accordo" su una idea, ma si organizzano per farne, oggi, una lotta ed un obiettivo politici.

Per questo, e di fronte ad una notizia e una conferma così esplicite e di valore, ribadisco la proposta che alle prossime elezioni soprattutto se anticipate, tutti i laici, e i verdi, presentino al Senato liste uniche, indicando in quel voto un aspetto referendario: chi vuole che si voti con due o tre candidati al massimo, che in tal senso sia riformato l'intero assetto politico del Paese, voti per i candidati che si pronunciano (siano essi laici o dc) e che prefigurano di già, nell'oggi, quell'obbiettivo.

Per chi conosce le leggi elettorali esistenti, dovrebbe esser chiaro che, anche in caso di insuccesso relativo, i laici disporrebbero al Senato di almeno un 15-20 per cento di eletti in più. E, in caso di successo, di almeno il 50 per cento. Castelli in Spagna? Si facciano simulazioni e conti, come abbiamo fatto. Sarebbe sufficiente un pubblico accordo per cui i partiti così coalizzati dovrebbero assicurare eletti al Senato in rapporto alle percentuali che ciascuno riporterebbe alla Camera, con liste autonome. Se tutti i candidati al Senato fossero d'accordo, al momento della presentazione, cioè preventivamente, e si impegnassero con gli elettori a render possibile, se necessario con dimissioni, il compiersi di questo gioco, non dovrebbe esser difficile raggiungere lo scopo previsto.

Quel che è certo, è che proposte come quella del senatore Gianfranco Pasquino, non a caso gradita ai vertici della Dc e ormai anche a quelli del Pci, rischiano di mutare in contro-riforma partitocratica la riforma necessaria del nostro sistema politico ed elettorale.

Si otterrebbe il predominio assoluto delle segreterie dei partiti, si avrebbe una fortissima spinta a moltiplicare le formazioni politiche presenti alle elezioni; avremmo, in breve, liberali, radicali (anche!), socialisti, repubblicani, socialdemocratici, nazionalisti e federalisti, verdi e bianchi del Pci e della Dc...

Posso sperare, caro direttore, che il "il Giornale" apra prima o poi un dibattito, e faccia anche una inchiesta come pressoché solo ormai fa, per far uscire dal limbo degli esperti una prospettiva che merita l'inferno e il paradiso di una scelta democratica?

Cordiali saluti.

------- Risposta de Il Giornale -------

La proposta di Pannella è sicuramente intelligente, ma non altrettanto intelligibile. Saremmo contenti che lo diventasse, perché la prospettiva di un successo laico è fra le cose politiche che più ci piacciono. E allora Marco faccia uno sforzo: accanto alla proposta ci metta le istruzioni per l'uso. Ci basterà una dichiarazione alle agenzie di stampa e in cui spieghi due cose: l'esatto meccanismo che darà ai laici metà del Senato e il miracolo che consentirà a laici e verdi di convivere nelle stesse liste. Se saprà convincerci, gli apriremo volentieri le pagine del Giornale.

 
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