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Pannella Marco - 22 marzo 1987
"Lettera aperta al Presidente del CSM"
di Marco Pannella

SOMMARIO: La puntigliosa denuncia delle inadempienze, degli abusi, delle lesioni al prestigio dell'ordine giudiziario compiute dal Consiglio Superiore della Magistratura negli ultimi anni.

(Il Messaggero, 22 marzo 1987)

"Sa il Presidente del CSM le lesioni gravissime al prestigio dell'ordine giudiziario che vengono inferte dagli incredibili comportamenti del Consiglio che, per dovere costituzionale, egli presiede?

Sa della sistematica demolizione di ogni alveo, di ogni garanzia, di ogni diritto, che da questo CSM rovina sulla giustizia?

Sa, immagina, come si è formata nella Corte Costituzionale la maggioranza che ha imposto il rigetto delle due richieste referendarie sui criteri di elezione del CSM e sulla caccia?

Sa, immagina, s'informa, su quanti sono i magistrati, i giudici italiani che invece di svolgere l'attività per la quale sono stati nominati giudici della Repubblica, sono "distaccati" ad amministrare il potere negli "uffici" del Ministero di Grazia e Giustizia, della Corte Costituzionale, del CSM, e via dicendo?

Sa del fiorire quotidiano di notizie - che cominciano a passare anche sulla stampa grazie alle breccie di onesta informazione che qua e là si aprono nelle cronache giudiziarie e fra i cronisti dell'"emergenza" - che hanno semplicemente dell'incredibile e appartengono molto spesso al campo degli illeciti penali?

Sa, per passare a quisquiglie, che il Presidente Carnevale ha appreso dai giornali della delibera sul suo caso, assunta ieri, in un lampo, mentre anni non sono bastati per affrontare i casi di comportamenti sostanzialmente camorristici di decine e decine di magistrati napoletani, tributari ufficiali del sottobosco della corruzione amministrativa locale?

Sa, per restare alle pinzillacchere, perchè mai in recentissime e prestigiose nomine ai vertici della magistratura, sia stato scavalcato, bocciato il Presidente Palazzolo di Caltanissetta, per eleggere il magistrato Sgroi (peraltro validissimo anche lui), e come si sia riusciti, forse, a evitare un ricorso che sarebbe stato certamente vinto dall'interessato?

Sa, per tornare a fatti più sostanziosi, chi sia a Roma il Procuratore Generale della Repubblica da ormai due anni? Immagino di no. Non lo sa nessuno. Il CSM aveva nominato il magistrato Sanmarco, egregia persona. Ma il TAR, le cui delibere in merito sono immediatamente esecutive, aveva annullato questa nomina. Risultato: il dottor Sanmarco occupa sempre quel posto, che è in realtà vacante, per assenza di atti dovuti da parte del CSM.

Lei sa, Signor Presidente, perchè a Roma processi di immenso rilievo sono stati fatti attendere, messi in parcheggio, non tenuti per anni, fino a far poi scattare le immonde speculazioni delle "scarcerazioni per decorrenza termine" di "criminali", con anni di carcere per anticipata espiazione della pena? Non ne ha nessuna idea? Ma nemmeno nessuna curiosità? Non la sfiora il dubbio che si sia voluto così attendere che a giudicare, pre-giudicare fossero solamente questo o quel magistrato?

Sa perchè, per la prima volta, il CSM chiede che siano conosciuti trimestralmente i dati relativi all'attività della Prima Sezione della Corte di Cassazione? E perchè anche questo viene stabilito in esplicita coincidenza con le sentenze della Prima Sezione? Lei sa, Signor Presidente, che la Prima Sezione dovrà, prima o poi, per esempio, deliberare sui ricorsi della Procura Generale di Napoli e Avellino contro l'assoluzione di Enzo Tortora e di altri "omonimi" di camorristi?

Sa che, ancora ieri, su "Il Messaggero", un giurista integerrimo e fra i maggiori, il prof. Coppi, affermava e dimostrava che la Suprema Corte, semmai, continua ad "eccedere" ma nella direzione opposta a quella che i prestigiosi eredi di Carmelo Spagnolo, oggi al potere, mostrano di ritenere e temere?

Lei sa che fine hanno fatto esposti e denunce, anche da me presentate, a carico di prestigiosi magistrati non solamente partenopei? Io no, alla barba dell'obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale.

Le è mai capitato, Signor Presidente, di leggere anche una sola critica, tecnica, alle "motivazioni" delle sentenze incriminate dagli ambienti che fanno capo al CSM, attribuite al Presidente Carnevale, dopo le valanghe di ingiurie e di condanne con cui si accoglievano e si accolgono i "dispositivi"?

Lei è certo che il Procuratore Generale Franz Sesti sia stato fatto fuori per effettive gravi colpe, o non piuttosto perchè aveva cessato d'esser candidato al "Gran Premio Sabbie d'Oro", e aveva preteso di ficcare il naso in uno dei più torbidi eventi finanziari di questi anni?

Le è capitato, Signor Presidente, di apprendere che la giustizia civile romana fa invidia a quella anglosassone, perchè in un anno o poco più, esaurisce i due gradi di giudizio? Eppure è così: per cavar dai pasticci il prof. Prodi, Presidente demitiano dell'IRI (oltre che - lei ricorda bene la vicenda - destinatario di preziosi, quanto inutilizzati messaggi che potevano salvare la vita di Aldo Moro, messaggi spiritici che indicavano "Via Gradoli" dove, ora tutti lo sanno, potevano esser arrestati i carcerieri e gli assassini di via Fani), e l'ing. De Benedetti, il miracolo è stato compiuto, alla faccia dell'uguaglianza dei diritti dei cittadini di fronte alla legge del CSM e consorti...

Signor Presidente, sto preparando una serie di denunce contro il CSM. Mi chiedo solamente a chi devo indirizzarle".

 
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