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NR - 21 luglio 1987
Industria bellica. L'attività del Gruppo parlamentare federalista europeo

SOMMARIO: Proposta di legge presentate dai Federalisti europei.

(Notizie Radicali n.165 del 21 luglio 1987)

MISURE PER LA CONVERSIONE INDUSTRIALE DELLE AZIENDE PRODUTTRICI DI BENI E SERVIZI PER USI MILITARI

L'iniziativa legislativa e la conseguente attività di governo concernente la conversione industriale delle aziende che producono beni e servizi per usi militari non possono e non debbono riguardare l'indirizzo e la programmazione generale o parziale della trasformazione produttiva a fini civili dell'industria bellica.

Tali questioni vanno affrontate e risolte nelle sedi in cui si definisce la politica di sicurezza e si decide l'allocazione delle risorse del paese. Scopo di questa proposta di legge è di definire le procedure e le sedi in cui, una volta adottate le necessarie decisioni politiche, sia possibile la realizzazione di un programma di conversione industriale (ovvero: di favorire le condizioni perché un simile programma possa aver luogo). Intraprendere infatti al buio, senza una rigorosa programmazione, un processo di conversione, limitata o totale, delle aziende che operano nel settore militare avrebbe conseguenze destabilizzanti dal punto di vista politico, economico, produttivo ed occupazionale: sarebbe impresa impossibile.

Con la presente proposta è prevista l'istituzione di una Commissione per la conversione industriale, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

La Commissione predispone un programma degli orientamenti per la conversione industriale, come guida pratica per riorganizzare il riaddestramento degli addetti all'industria bellica, ai diversi livelli; la soluzione dei nodi normativi e contrattuali.

Particolare importanza avrà il censimento di tutte le aziende, con le loro caratteristiche. E' noto, infatti, che l'handicap pressoché insormontabile non solo per una possibile conversione, ma già per la mera analisi della realtà industriale bellica è rappresentato oggi dalla indisponibilità di dati conoscitivi.

La proposta definisce i settori verso i quali dovrà indirizzarsi l'attività di conversione e l'ambito di collaborazione tra la commissione e i comitati locali per gli impieghi alternativi. Questi ultimi sono responsabili tra l'altro dell'elaborazione di piani per la conversione parziale o totale delle imprese operanti nella provincia di competenza: piani dettagliati "circa l'uso alternativo e la ristrutturazione degli impianti e delle tecnologie esistenti nonché il riorientamento e la formazione del personale in funzione dei reimpieghi proposti", essendo evidente che ogni situazione -con le sue peculiarità- esige iniziative specifiche. I comitati rappresentano anche l'osservatorio locale per la raccolta, da aggiornarsi semestralmente, dei dati relativi al controllo proprietario, al fatturato, al personale, alla produzione.

Vengono infine istituiti due fondi economici, uno di solidarietà e uno per il riassetto economico. il fondo di solidarietà in favore dei dipendenti delle imprese interessate da un processo di conversione, i quali possono godere di una gamma di interventi pubblici di tutela cui sono associati anche i dipendenti che "per imprescindibili motivi di coscienza" non intendono proseguire nella loro attività di collaborazione con imprese operanti nel settore militare.

Il fondo per il riassetto economico, in grado di disporre di mutui agevolati e contributi alle imprese che abbiano predisposto un piano di conversione parziale o totale; mantenimento dei livelli occupazionali ed effettiva attuazione progressiva del piano costituiscono i requisiti per determinare l'erogazione.

La copertura finanziaria del provvedimento è assicurata attraverso l'aumento delle tasse sulle produzioni di armi e tramite il versamento da parte delle aziende del comparto militare dell'1 per cento del proprio fatturato annuo. Tali proventi vengono ripartiti proporzionalmente tra i vari soggetti istituiti nella proposta di legge.

 
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