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Pannella Marco - 7 settembre 1987
Al di sotto di ogni sospetto
di Marco Pannella

SOMMARIO: Si scoprono oggi i traffici d'armi di industrie che non sono al di sopra di ogni sospetto, ma al di sotto. Le denunce inascoltate dei radicali. Una delle fonti di pagamento è il regime proibizionistico della droga: commercio di armi e di droga vanno di pari passo. I Muccioli, promossi dalla grande stampa a stateghi della guerra alla droga, di questo non capiscono nulla. Si parla dei duecentomila tossicodipendenti vittime della droga, si dimentica che le vittime del proibizionismo sono milioni di persone, vittime della violenza che il proibizionismo produce. La guerra alla droga fatta in nome della salvezza delle generazioni future dalla droga a gogò. Nello stesso modo si gridava contro il divorzio e contro l'aborto. Si rimprovera ai radicali d'essere violenti verbalmente, si dimentica che la violenza delle parole è nell'insulto o nella menzogna, non nella "violenza" della verità che si porta alla luce. Lo scandalo è nella gente perbene, farisei che cercano di linciare coloro che scoprono e mostrano

l'intollerabile bestialità e ferocia del sistema del quale sono gli autori e i profittatori.

(IL GIORNALE D'ITALIA, 7 settembre 1987)

Caro Direttore,

Rai-Tv, »grande stampa , scoprono oggi, - grazie alla iniziativa della magistratura - che la Valsella, i Borletti, la Fiat non sono al di sopra ma al di sotto di ogni sospetto, se si tiene d'occhio la realtà, e il traffico illegale, oltre che infame, di armi italiane e europee. Nel 1980, con alcune interrogazioni cui i governi in questi anni non hanno risposto, i parlamentari radicali avevano puntato l'indice proprio contro Valsella, e gli altri inquisiti di oggi. Rai-Tv e »grande stampa tacquero. Ad agosto, d'un tratto, si mostrarono molto interessate ad alcuni accenni di un settimanale parigino. Non è che un esempio, fra i mille possibili. »Mille , scrivo. E sono davvero almeno mille. Dalle pensioni, alle leggi dette d'emergenza, dalla mafia alla droga, il campo è immenso dove sono sepolte per viltà e per assenza di informazione democratica grandi possibilità di governo onesto, di buongoverno del nostro paese.

Ho menzionato la »droga . Ed è su questo che vorrei aggiungere qualcosa, grazie all'ospitalità de »Il Giornale d'Italia . Gli eredi di Bergamini sono i soli, sembra, a consentircelo. Quelli di Albertini a »Il Corriere della Sera sono riusciti perfino in questi giorni a censurare una breve lettera di Ursula Spinelli su temi riguardanti la politica federalista... Gli eventi di questi giorni portano alla luce una realtà non a caso poco conosciuta, e ignorata nei fatti dai »politici , dai tenutari del disordine esistente, in campo internazionale e nazionale. I paesi dove regnano i due Cavalieri dell'Apocalisse (lo sterminio per fame e le guerre) sono quelli che pagano la produzione e la vendita di armi del mondo industrializzato, ricco »opulento . Sono costretti a farlo. Le classi dirigenti che assicurano guerra, quali che siano atrocità che compiono, sono in definitiva protette dall'Occidente e dall'Urss. Così, dove si muore a decine di milioni per fame e per sete, si comprano e si usano le armi che noi imponi

amo loro. Come si pagano, queste armi?

Una delle fonti di pagamento, la più consistente, è quella fornita dal regime proibizionistico internazionale sulla droga. Commercio clandestino di armi e di droga vanno di pari passo.

L'unità di pagamento alla mafia, ai servizi segreti, non è più il dollaro, se non nominalmente; ma la droga. In tal modo in Iran o in Turchia, in Libano o in America Latina, le piantagioni aumentano con crescita geometrica, malgrado le cupe cialtronate della »guerra di Reagan contro i »produttori . La droga, grazie al proibizionismo, vale più dell'oro? Si produce allora, naturalmente, droga.

Un vero, immenso, esercito multinazionale è in tal modo nutrito e promosso. Quello della grande criminalità organizzata, commista con organi degli Stati, con gli interessi delle più prestigiose »famiglie non solamente della mafia finanziaria e economica. I Muccioli, promossi sul campo grandi politici e strateghi della guerra alla droga, di questo mostrano di non preoccuparsi, di non saper nulla. Come i »grandi giornalisti di »Repubblica e della stampa di regime, tutti uniti nelle settimane scorse in un fuoco di sbarramento a »lupara bianca contro la possibilità di dibattere seriamente su questo tema. Difensori dello »status quo , ingannano invece di informare, sono causa del disastro in nome del quale lanciano anatemi contro chiunque lotti, operi, pensi alle soluzioni possibili.

C'è un aspetto che mi auguro i lettori del tuo giornale vorranno cogliere, in questa polemica ad un senso: si parla dei duecentomila tossicodipendenti (e cinicamente li si vuole condannati, in nome della loro e altrui salvezza!). Ma nessuno di costoro spende una parola per i milioni di vittime delle violenze dovute al prezzo ed alla clandestinità della droga »proibita . Se anche riducessimo a una decina all'anno le violenze dei tossicodipendenti poveri (furti, scippi, rapine) avremmo due milioni di vittime dovute non alla coca o agli oppiacei, ma alla legge che ne fa il vero »oro nero del nostro tempo. Contro questo fenomeno, lo Stato è poi costretto a mobilitarsi, dopo averlo creato; e mentre lo nutre, lo impone. Ed ecco i maxi processi che non servono a niente, se non a distruggere la giustizia, a paralizzarne l'amministrazione. Ecco i bambini di Palermo e di Napoli, a dieci anni, divenire distributori e consumatori di droga. Ecco la necessità, che comincia ad affermarsi, di abbassare la punibilità delle

persone a dieci, e fra poco a otto anni...

Tutto questo in nome della »salvezza di una generazione futura della droga a gogò. Come, lo ricordi?, quando contro il divorzio si gridava alla distruzione delle famiglie, al divorzio a gogò degli uomini maturi in cerca di carne fresca delle ventenni, al posto di quella delle mogli coetanee. O quando contro la regolamentazione dell'aborto si difendeva lo »status quo , in nome del rischio dell'aborto a gogò delle minorenni non più trattenute dal timore di restare gravide... Che dolore, che nausea, che vergogna, caro Direttore!

Mi si rimprovera di essere »violento negli interventi e nelle polemiche, dimentichi - non a caso - che l'unica violenza della parola è nella menzogna o nell'insulto, non nella »violenza della verità che si porta la luce. Lo scandalo è in questa gente per bene, in questi farisei che - si tratti delle pensioni, delle armi, della droga, della fame, dell'acqua (nel Sahara, in Sicilia o a Napoli) - cercano di linciare coloro che scoprono e mostrano l'intollerabile bestialità e ferocia del sistema del quale lor signori sono gli autori, gli eredi i profittatori.

Dicono che la mia sia stata una sortita di mezzo agosto. E' vero solo perché è in questi giorni in cui meglio si riesce a eludere la censura. Per il resto, non demorderò nemmeno in inverno. Ci possono contare. Ma sarà determinante l'aiuto della gente onesta.

 
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