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Miggiano Paolo - 1 aprile 1988
Abusi Difesa dei fondi per prot. civile
di Paolo Miggiano

SOMMARIO: Raccolta di memorandum circa l'uso distorto dei fondi destinati alla Protezione civile. Tra l'altro, sussiste il sospetto che parte di questi fondi siano stati destinati alla costruzione di navi da guerra da vendere, successivamente, all'Argentina.

(IRDISP - Memo - aprile 1988)

1. I FONDI ALLA DIFESA PER LA PROTEZIONE CIVILE

Lo scopo eplicito della legge 119 del 30 marzo 1981, n.119 stabiliva che i fondi erogati fossero finalizzati alla costruzione di mezzi e all'addestramento di personale specificamente utilizzabili per il soccorso alle popolazioni colpite da calamità.

La gestione di questi fondi, mancando l'Italia all'epoca della legge di ogni specifica esperienza e finanche di un Ministero per la protezione civile, fu affidata al Ministero della difesa.

2. L'UTILIZZO DA PARTE DELLA DIFESA

I suddetti fondi, pari a 650 miliardi, sono stati accuratamente suddivisi tra le tre forze armate e usati al 90% per acquisire sistemi d'arma e componenti NON specificamente dedicati alle esigenze di protezione civile, tra cui autocarri per trasporto di truppe e di carri armati, elicotteri da combattimento, ricambi per elicotteri antisommergibile, motoscafi per gli incursori della marina (MAS, motoscafi appoggio subacqueli), sistemi di identificazione amico/nemico per velivoli, una nave da sbarco (LPD).

3. LE PROTESTE DI FUNZIONARI STATALI E PARTITI

Uno dei passati Governi fu costretto, per affrontare l'emergenza degli incendi a fronte del mancato sviluppo di mezzi idonei da parte dell'amministrazione della Difesa, a spostare 40 miliardi di detta legge alla gestione della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell'Agricoltura e foreste per poter comprare alcuni efficaci mezzi antincendio, i Canadair.

Reiterate proteste e finanche ricorsi alla magistratura contro l'uso improprio di questi fondi da parte dell'amministrazione militare sono state sollevate, in epoche diverse, dal rappresentante della Corte dei Conti in seno ai comitati di controllo sulle commesse militari (Comilegge 38/1977, 57/1975, 372/1977), nonché da deputati dei gruppi comunista, radicale, demoproletario.

4. LE AUTORITA' MILITARI CONTINUANO COME PRIMA

Il Ministero della Difesa ha chiesto ed ottenuto in sede di discussione della finanziaria 1988 un rifinanziamento della legge pari a 330 miliardi in tre anni.

5. NAVI DA SBARCO, COSTRUITE CON I FONDI DELLA PROTEZIONE CIVILE, SARANNO VENDUTE ALL'ARGENTINA?

La marina ha quasi interamente dedicato la sua "quota" dei primi finanziamenti della legge 119/81, pari a 124 miliardi, alla produzione della nave da sbarco (LPD) SAN MARCO.

Il numero di aprile della RIVISTA ITALIANA DIFESA pubblica un articolo di Piergiorgi Caiti, dal significativo titolo "Prende corpo la Task Force anfibia della Marina Militare".

Nel suddetto articolosi si afferma che: "con nave SAN GIORGIO e con la gemella SAN MARCO, ormai prossima anch'essa alla consegna, si apre una nuova era anche per le forze anfibie italiane, quella caratterizzata dalle unità tutto ponte... Con l'entrata in squadra anche della SAN MARCO verrà radiata l'altra unità anfibia ancora in esercizio, la CAORLE... Il battaglione San Marco sta predisponendo sui suoi dieci nuovi Moto Trasporto Personale (MTP)... delle idonee corazzature leggere in materiali compositi che, unitamente alla presenza di un armamento per il fuoco di appoggio, renderanno questi mezzi dei veri e propri natanti d'assalto per operazioni anfibie in zona contrastata... Il Comandante - della SAN MARCO - Salvatorelli ha precisato il ruolo e i compiti dell'unità. Nave SAN MARCO si affiancherà presto alla gemella SAN GIORGIO nei ranghi della 3a Divisione Navale di base a Brindisi e su di essa si alterneranno gli uomini del battaglione San Marco: l'unità imbarcherà circa il 50% dell'aliquota dei mezzi de

l reparto... La consegna amministrativa - della SAN MARCO - ... è prevista entro il mese di marzo, mentre quella con cerimonia pubblica è prevista... in aprile...

- La nave SAN MARCO è - dotata dello stesso armamento della gemella, un cannone 76/62 mm Modello MMI (per il quale già si parla di una sostituzione con un SUPER RAPIDO) e due mitragliere da 20 mm collocate in ultima tuga".

Il suddetto articolo è accompagnato da una foto della SAN MARCO, la cui didascalia recita: "Una vita dall'alto della SAN MARCO presa dall'elicottero. Contrariamente a quanto era stato detto inizialmente, l'unità è stata dotata dello stesso armamento della gemella SAN GIORGIO". Sempre secondo il suddetto articolo: "L'On. Gaspari ha anticipato che con ogni probabilità la SAN MARCO in ottobre sarà a Buenos Aires... in Argentina (che si è dimostrata grandemente interessata all'unità)".

Viene da chiedersi se non sarebbe opportuno che la Difesa erogasse i fondi per la protezione civile solo a fronte di specifici e dettagliati progetti di mezzi ottimizzati per i compiti di protezione civile. Viene anche da chiedersi se non sia pericoloso dotare l'Argentina di mezzi da sbarco con raggio di azione di oltre 8mila chilometri a fronte dei circa 500 chilometri che separano questo paese dalla isole Falkland-Malvinas, per la cui conquista gli argentini hanno già combattuto contro gli inglesi - nostri alleati- e rispetto alle quali i due paesi non sono ancora addivenuti ad una soluzione pacifica della controversia.

 
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