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Pannella Marco - 5 aprile 1988
Lettera ai segretari e ai dirigenti dei partiti laici
di Marco Pannella

SOMMARIO: In vista delle elezioni amministrative dell'estate (1988), Marco Pannella rivolge un presssante invito ai segretari politici e ai massimi dirigenti liberali e socialdemocratici perchè, nel corso della crisi di governo in atto, assumano una posizione comune e ferma in difesa del "rafforzamento laico nel Governo" e perchè venga esplorata la possibilità di ampliare la maggioranza governativa fino a "radicali e verdi".

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Roma, 5 aprile 1988

A Renato Altissimo

A Paolo Battistuzzi

A Giovanni Malagodi

e p.c.

Agli amici della Direzione del PLI

Agli amici parlamentari del PLI

A Antonio Cariglia

A Filippo Caria

A Vincenza Bono Parrino

e p.c.

Ai compagni della direzione del PSDI

Ai compagni parlamentari del PSDI

e p.c. anche:

A Bettino Craxi

A Claudio Martelli

A Bruno Visentini

A Giorgio La Malfa

A Sergio Stanzani

A Francesco Rutelli

A Gianfranco Spadaccia

Carissimi,

fra poche settimane vi saranno elezioni amministrative e poi anche regionali; fra ottanta settimane le elezioni europee.

Un mediocre Governo De Mita non potrà che cercare di essere utilizzato, difeso dal suo Presidente e dalla DC sul piano del più scatenato uso del potere e del sottopotere, non su quello dalla forza e del prestigio del suo Governo e della sua politica.

Craxi fuori, comporterà il PSI anch'esso scatenato e con tutti i mezzi, finanziari, televisivi, di concorrenza e di marginalizzazione d'ogni altra forza, specie vicina: ergendosi a solo interlocutore obbligato, esigente, ``all'altezza'', di volta in volta sia della DC sia del PCI.

Sul piano programmatico, io sono letteralmente atterrito dal ``nulla'' - più che alla Goria - di quel che s'annuncia: e le ``pezze'', i rattoppi, le ``schede'' sono mortificanti: se accettate questo gioco, che speranza di gioco politico, democratico, di ripresa, di successo, dovrebbe mai venir fuori; e da dove? Forlani, la crescita di Gava, la capacità già comprovata di De Mita a tessere compromessi e accordi con Romiti, con De Benedetti, ma anche con l'avv., quest'assieme che tornerà a rendere a ogni grande barone ``regionale'' della DC il suo feudo, le centinaia di migliaia di miliardi che stanno per essere investiti "nel" Sud, il radicarsi sempre più profondo ed esteso di stampa e di tv nelle province, tutto questo sta serrandosi attorno alla nostra-vostra (per noi, li sapete, i problemi sono però diversi!) gola.

Il ``consumo'' ed il ripetersi del pentapartito, non possono continuare ad essere che "consumo" delle sue tre forze minori, oltre che delle istituzioni. Come potete non vederlo? Come puoi, Renato, proprio tu che hai respinto l'ipotesi di una Presidenza del Consiglio, sia pure per quattro settimane e per salvare una legislatura (divenendone con il tuo Partito il protagonista), perché non te la sentivi di rischiare il voto di un mattino del PCI, puoi davvero crogiolarti nell'uso del tutto improbabile che Bettino e Claudio fanno del ``loro'' miraggio di un governo laico con appoggio esterno del PCI? Ahimé, questo appartiene al mondo degli incubi mal riusciti, oggi.

Ma dove, quando mai si corre a confermare una formula che vi sta costando danni ... da anni? E perché mai dovrebbe cambiare la tendenza?

Se vi chiedo, vi supplico da "amico", da "democratico" e da "laico" che non vuole e non può tollerare il pericolo di una vostra sconfitta definitiva, da militante politico che qualche capacità di lottare nei momenti estremi ha sempre saputo - credo - dimostrarla, se vi invito di nuovo a trovare un'occasione per "riazzerare la crisi" ("meglio una crisi lunga, che un Governo sempre in crisi": c'è da gridarlo al paese, che lo capirebbe, dopo la bella esperienza della scorsa estate), e di coglierla anche cercando di usare quanto meno la demagogia della generosità intellettuale e politica, scegliendo "anche" l'argomento "dell'unità" e "del rafforzamento laico nel governo", e chiedendo che il "mandato pieno" conferito dal Capo dello Stato (dinanzi al deludente avvio, alla mestizia di questi giorni politici) venga esplorato fino in fondo, verso i radicali e verdi, precisando - ma a voi stessi, prima che agli altri - che dovete essere capaci di "entrare" ma anche di "non entrare" in una maggioranza (e non solo in un

Governo). Dichiarandolo, cosa perdete: credibilità? Verso chi? Il Ministro della Difesa, e ... due posti invece di uno?

E' incredibile: Craxi ha "tutto da perdere", voi-noi quasi niente: e non si rischia nemmeno di correggere una rotta, di non lasciar solo Craxi a sbagliare, perché alla fine anche il suo calcolo non credo che meni molto lontano. E riprendete così il cammino che vi ha portato ai risultati delle europee del 1984, via via, fino alle politiche dello scorso anno. (Le indicazioni sulle elezioni amministrative di questo ultimo periodo non significano proprio nulla: lo dico in particolare a Renato e Antonio. Certo che, se non vi è il gioco al massacro delle centinaia di miliardi, dei gradi ``scontri fra giganti'', qua e là, nei paesotti, contano qualcosa anche coloro che negli altri momenti si trovano in difficoltà).

Io posso sbagliarmi. Anzi, probabilmente, mi muove la foia di fare il ministro anch'io. Speriamo che sia così, perché se sbagliate voi, fra breve avrete raggiunto, avremo raggiunto, tutti, la sorte toccata al Partito d'Azione, al primo PR, al PSIUP, ai monarchici, al PDUP...

Speriamo bene!

Un saluto fraterno

Marco Pannella

 
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