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Protti Daniele, Pannella Marco - 23 maggio 1988
Votando Psi si rischia di incoraggiare una politica disperata

SOMMARIO: Lunedì 23 maggio 1988 Marco Pannella prende parte ad una Tribuna politica-intervista: è in studio con il giornalista Daniele Protti. Quella che ne segue è la trascrizione. Fra poco si voterà in diverse città e regioni d'Italia per il rinnovo di importanti consigli comunali e regionali. Il voto - che non può oggi essere dato ai socialisti pena il perseguimento, da parte di quel partito, di una politica dissennata - vada agli "incolpevoli" presenti in tutta Italia nelle liste laiche civiche e verdi e nelle liste demoproletarie o ambientaliste.

DANIELE PROTTI

Buongiorno.

Onorevole Pannella, a Catania, che è la città più importante, il capoluogo più importante in questa tornata amministrativa del 29 maggio, non c'è una lista del Partito radicale; però lei guida una lista. Ci può dire che lista è e di cosa si tratta?

PANNELLA

Non mi puoi dare del tu in privato e del lei in pubblico, ci conosciamo da dieci anni.

Comincio col dire: è vero, a Catania come in qualsiasi altro posto il Partito radicale non ha liste, perché il Partito radicale è un partito transnazionale e oggi -è deciso in modo evidente- non partecipa e non parteciperà, in quanto tale, a nessuna elezione. Il che significa anche che ci sentiamo come se ci fossimo tolta una forte cintura di castità; cioè, restiamo dei democratici, e nella politica nazionale e istituzionale dobbiamo assumerci le nostre responsabilità.

Così come ai tempi del trattato di Osimo -Trieste era alla vigilia della catastrofe, il Carso distrutto e le altre cose- eccezionalmente ci candidammo a Trieste, e credo che il Carso fu salvato.

Così come al momento dello scoppio -nell'azione camorristica del palazzo di giustizia- di tutti gli ambienti di potere dopo il caso Cirillo, il terremoto, le centinaia di miliardi... a Napoli, con il conseguente caso Tortora, ci impegnammo; e sono stato più di tre anni e mezzo a Napoli.

Adesso è indubbio che la città più in pericolo -la città nella quale vi sono dati atroci, soprattutto in connessione con la sua struttura ancora profondissimamente sana-, il suo centro storico... una città proprio distrutta dalla mediocrità aggressiva dei partiti e della classe politica, noi abbiamo costituito, con 47-48 cittadini di Catania, le liste civiche, ma civiche laiche e verdi. E vogliamo dare un'alternativa, sia a coloro che sono tentati di rifugiarsi nella scheda bianca, nella protesta, sia a coloro che si rassegnano al clientelismo mafioso della classe dirigente locale, sia a coloro che vogliono difendere -senza passare ad un altro partito- doppi ideali, contro i loro partiti che hanno dissestato Catania, e quindi anche per una riforma civile. Speriamo che proprio da Catania, se questa cosa va bene, la realtà di due-tre schieramenti e basta -e non di liste dei partiti dei nostri comuni- potrebbe poi diffondersi in tutto il paese. E stiamo tentando in queste ore di fare lo stesso con altri due am

ici verdi, nella Venezia Giulia e probabilmente a Trieste. Lì per motivi opposti; perché quella può essere la regione più europea di Europa, una regione fantastica. E quindi ecco che si spiegano questi due punti di riferimento.

PROTTI

D'accordo allora nel portare il tuo privato anche in pubblico. Senti, ma dove non presentate le liste del Partito radicale, che indicazioni di voto date?

PANNELLA

Dove non siamo presenti in liste -perché per il Partito radicale non se ne parla neppure, e qui ci tengo a dirlo- questa lista civica, laica e verde, a Catania credo sia trasversale a tutti i partiti, dall'Msi al Pci; credo siano tutti coloro che sono onesti e non rassegnati. Come partito non diciamo nulla, ma credo che la maggior parte dei miei compagni, delle compagne radicali, sono sostanzialmente orientati su questa duplice posizione; dovunque premiare gli incolpevoli. E' poco ma è già moltissimo. Gli incolpevoli per antonomasia sono i nostri amici, fratelli e sorelle verdi. Quindi ovunque, e anche -occorre dirlo con lealtà perché sono incolpevoli anch'essi, in genere- Democrazia proletaria.

Quindi un voto positivo per l'incolpevole, non un voto di protesta.

C'è però da dare un'altra indicazione, e ci tengo a darla personalmente: un anno fa il Psi, per la prima volta ha avuto un grosso successo elettorale in Italia. In quel momento socialisti e radicali marciavano insieme sui referendum, sulla politica di schieramento laico, contrapponendosi al disegno politico di De Mita che era, in realtà, quello di resuscitare con un rapporto preferenziale con il Pci lo schieramento di unità nazionale. E quindi allora chiedemmo di votare socialista, tanto quanto radicale.

Oggi ai socialisti, ai democratici, chiedo di non votare socialista perché significherebbe incoraggiare Craxi e il Psi nella politica oggettivamente antiradicale, antilaica, piena di risse con repubblicani, liberali, socialdemocratici, disperata che sta facendo pur di accattare un successo autorevole che comunque avrà.

Quindi un voto di slancio agli incolpevoli, un voto pulito, un voto verde; senza confermare una linea politica che può essere disastrosa per tutto il mondo laico della sinistra democratica italiana, cioè per il Psi, che poi tra l'altro -privo di strategia politica come è in questo momento- evidentemente rischia, e nelle amministrazioni può ricadere negli equivoci peggiori e nelle magagne che conosciamo, quando l'accezione politica è questa.

PROTTI

Questo è l'annuncio di un divorzio dal Psi.

PANNELLA

Nessun divorzio, anche perché il nostro è sempre stato amore libero e responsabile; non abbiamo quindi mai avuto problemi né di nullità canonica né di divorzio.

PROTTI

Cos'è che non va, oggi, in loro?

PANNELLA

Mi pare che sia chiaro anche a te, come a tutti. E' vero o no che lo scorso anno per la prima volta i socialisti hanno avuto un grande successo elettorale? Per la prima volta sull'onda di una fine legislatura che ha visto radicali e socialisti alla testa di uno schieramento di una promessa laica, e con quei referendum; è vero o no che il Psi senza interpellare minimamente il proprio partito, perché il congresso di Rimini diceva altro, ha impedito l'ingresso al governo di verdi e di radicali? Sta cercando di suscitare in ogni modo la crisi completa dei socialdemocratici; ha trattato in certi momenti in modo indecoroso i liberali; privilegia lo scontro con gli amici repubblicani. Bisogna sapere che chi vota socialista oggi rischia di incoraggiare Craxi in una linea politica che è contro -a mio avviso- l'interesse di tutti quanti noi della democrazia italiana, ma anche contro gli interessi del Psi. Bisogna dare dei voti laici, di volta in volta bisogna sapere distinguere, senza votare in modo meccanico.

Quindi questa è -lo diciamo con convinzione- non la posizione del Partito radicale, perché noi abbiamo moltissimi compagni radicali che sono iscritti al Psi, e quindi saranno magari candidati in liste socialiste o in liste liberali o altrove; ma per quel che ci è lecito esprimere a nostro nome come democratici di ispirazione, e anche di appartenenza, radicale (e sono stato incaricato, delegato in amplia libertà dal Primo segretario del partito, di parlare non a nome del partito, ma a nome mio e di coloro che riesco ad interpretare) è questa chiarissima indicazione: dobbiamo tornare ad una politica, ad uno slancio etico-politico e a una strategia quale quella dello scorso anno. Quindi, si premino i verdi che hanno dimostrato grande senso di responsabilità, anche se una certa esilità; sono puliti, sono incolpevoli.

E soprattutto, veramente, un appello grande a Catania, ai cittadini di Catania perché sappiano davvero incoraggiare un po' tutta Italia a promuovere finalmente la cacciata dei partiti in quanto tali dai comuni, perché ci siano invece due o tre schieramenti democratici che li governino; e per questo diano il riconoscimento che spero vogliano dare alla lista non a caso civica ma anche laica e verde.

PROTTI

Che cosa intendi fare nel portare avanti la battaglia di Enzo Tortora?

PANNELLA

Enzo aveva firmato la candidatura per Catania e mi sono assunto la responsabilità (ho anche pubblicato il manoscritto della sua accettazione, l'ho anche un po' ingannato), mi sono assunto la responsabilità di non candidarlo, se non come candidato morale. Enzo aveva affermato che Catania rischiava di essere, per livello di sfascio e di violenza, la nuova Napoli. Abbiamo quindi subito tratto una conseguenza: e non appena sono arrivato, il caso triste ha voluto che dovessi denunciare un galantuomo, ma impazzito; il primo presidente della Corte di Appello di Catania che aveva preteso con una circolare di organizzare la denegazione sistematica di giustizia, per dare una »risposta ad una legge che poi, come sappiamo, è stata una truffa e non è stata l'applicazione del referendum. Questo quindi... E per il resto ci sarà una Fondazione »Enzo Tortora per la giustizia , per creare il premio Nobel Tortora sulla giustizia. Chiedo a tutti, chiedo anche a Catania, di votare il nostro candidato morale; perché a Catania En

zo, come sua ultima volontà, aveva voluto essere in causa.

 
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