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Jovanovic Dragan - 24 dicembre 1988
ZAGABRIA (55) IL CONGRESSO DEL PR

PANNELLA AL I.P.C. (INTERNATIONAL PRESS CENTER)

NIN - 24 dicembre 1988 (settimanale) - Pagina 21 (pagina ecologica)

SOMMARIO: Il settimanale serbo "NIN" prende le distanze dal resto della stampa di Belgrado a proposito del congresso radicale. Si chiede se proprio non esistevano le possibilità legali per autorizzarlo. Se la Iugoslavia non saprà occuparsi seriamente del Kossovo e della centrale nucleare di Krsko - conclude l'articolo - non dobbiamo meravigliarci che altri incomincino a preoccuparsene.

(RADIKALNE NOVOSTI a cura di MARINO BUSDACHIN e SANDRO OTTONI - hanno collaborato: MASSIMO LENSI, FULVIO ROGANTIN, PAOLA SAIN JAN VANEK, ANDREA TAMBURI - TRIESTE, 1 gennaio 1989)

Marco Pannella (58 anni) leader del PR italiano - che ha deciso di diventare transnazionale con l'obiettivo di influire come tale sulla creazione degli Stati Uniti d'Europa - ha tenuto venerdì scorso una conferenza stampa all'International Press Center. Pannella è venuto a Belgrado con l'intenzione di convincere all'ultimo momento il governo jugoslavo affinché permetta la convocazione del già annunciato XXXV congresso dal 4 all'8 gennaio a Zagabria. Il congresso, tra le altre cose, dovrebbe discutere sui limiti politici, economici e ideologici degli stati nazionali e sul ruolo degli Stati Uniti d'Europa nello sviluppo e nella pace in Europa e nel Mediterraneo. Chi sono questi radicali e perché insistono nel tenere il loro congresso proprio in Jugoslavia malgrado il comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri sull'impossibilità legale per la convocazione. Enrico Berlinguer, il leader dei comunisti italiani, tempo fa li definì intiganti, artisti da circo, pagliacci, però a quanto sembra questi clown con la

loro tenacia gandhiana (l'immagine del Mahatma Gandhi è da poco l'emblema del PR) sono riusciti a compiere evidenti cambiamenti nella società italiana. Grazie a loro è stata abolita la legge reazionaria sul divorzio, è stata accolta in Parlamento la prono-diva Cicciolina, e sono riusciti in una Italia cattolica a far approvare la legge sull'aborto. Infine l'anno scorso, grazie ai radicali è stato indetto il referendum sull'energia nucleare ed anche in questa occasione sappiamo come sia difficile fermare gli ormai lanciati filo-nucleari. I Radicali, dunque, hanno fatto con successo il lavoro degli euro-comunisti di Berlinguer e questa è, forse, la loro migliore carta di identità politica che non si può sporcare con le facili accuse del tipo che i radicali sono un gruppo di finocchi, di puttane e di drogati desiderosi solo di pubblicità ad ogni costo. E' naturale che a causa dell'immagine esterna del PR era giustificata, ma fino ad un certo punto, l'avversione del governo jugoslavo per il rilascio del permess

o per il Congresso di Zagabria, ma che poteva, con buona volontà e con più tolleranza dei comunisti spingersi in qualche modo attraverso le maglie elastiche della legge secondo la regola per la quale ciò che non è proibito è permesso. Pannella ha detto che rimarrà a Belgrado nell'Albergo Mosca nella speranza di riuscire a convincere le autorità jugoslave di permettere il congresso del PR, possibilmente, come dicono fonti non ufficiali, anche a Belgrado.

E adesso qualcuno si potrà domandare perché questi radicali da tutto il mondo hanno il chiodo fisso (NDT letterale) di tenere il loro Congresso proprio in Jugoslavia? Pannella risponde ``perché la repubblica jugoslava è un paese europeo ed ha pieno diritto di far parte degli Stati Uniti d'Europa. Da sempre mi sono impegnato per una collaborazione più stretta fra le città italiane e quelle jugoslave. Mi impegno anche per il ritorno degli emigranti istriani e dalmati nella loro terra nativa. Ed infine i problemi del Kossovo come quelli dell'Irlanda del Nord e del Sud Tirolo non si risolveranno nell'ambito dello stato nazionale bensì in quello degli Stati Uniti d'Europa''.

Qualcuno potrà dire: ci manca solo che anche i radicali europei si preoccupino di risolvere il problema del Kossovo come ci può irritare il fatto che Alpe-Adria chieda di chiudere la centrale termo-nucleare di Krsko. Però se la Jugoslavia non vuole occuparsi seriamente di Kossovo e di Krsko, allora non ci dobbiamo meravigliare che altri incomincino a preoccuparsene, perché non siamo soli né sui balcani né in Europa ed i radicali come gli altri che vogliono preoccuparsi dei nostri problemi in verità si prenderanno cura di loro stessi e dei loro problemi.

DRAGNA JAVANOVIC

 
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