Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
ven 14 giu. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Pezzana Angelo - 1 febbraio 1989
Partito laico, civico e verde
Angelo Pezzana

SOMMARIO: La scelta transnazionale non comporta, secondo Angelo Pezzana, l'abbandono delle lotte radicali in Italia, rafforza invece la possibilità di combattere la partitocrazia e il malcostume politico italiani.

(Notizie Radicali n· 21 del 1· febbraio 1989)

Mi sembra incredibile che oggi ci sia ancora qualcuno che pensi a una fine del Partito radicale individuandone il Killer nel "cattivo" transnazionale. Oggi chi non ha ancora capito il significato della politica transnazionale dovrebbe rimettere in discussione il suo stesso essere radicale. Se è vero, come è vero, che noi radicali abbiamo sempre dato inizio a battaglie politiche che, dopo, sono diventate patrimonio di molti gruppi politici, conservatori e progressisti, laici e non.

Lo sono diventate dopo, mentre noi radicali eravamo visti e giudicati quali destabilizzatori, utopisti, distruttori dei valori che sostengono la società, ecc. ecc.

Oggi i nostri progetti, i contenuti del pensiero radicali, sono componente indispensabile per un buon numero di partiti. Il nostro stesso linguaggio è diventato diffuso e apprezzato. Anche chi non lo ammette apertamente, per dovere e disciplina di partito, consente con noi in via confidenziale.

Noi radicali saremmo dunque così sciocchi e follemente masochisti da tagliarci fuori dalla politica italiana per inseguire unicamente il progetto transnazionale?

Il Pr, dopo aver individuato nella lottizzazione partitocratica la base delle nazionali sciagure, deve dare il buon esempio ai partiti, burocrazie mostruose e centri di malcostume, vere scuole di furto della cosa pubblica.

Partiti che, ciecamente, continuano nella loro corsa all'autoconservazione, privi ormai di qualsiasi progetto politico, di cultura politica, arroccati all'idea-partito così com'è malgrado la continua, crescente disaffezione della gente.

Noi radicali continueremo a far politica in Italia, scombinando le carte sui tavoli della partitocrazia. Giocheremo con le nostre carte, non truccate, pulite, i giochi laici, civili, verdi, alternativi, quindi seri, assennati, non demagogici, anti-fondamentalisti.

E sapremo farlo proprio in quanto radicali che non hanno mai avuto bisogno delle emotività per riconoscersi nelle battaglie da fare, anche non hanno mai gridato all'emergenza avendo affrontato i problemi nei tempi giusti, quindi in anticipo.

Possiamo forse non sapere ancora con chi e in che modo potremo fare politica ma i partiti-burocrazia si aspettino pure fendenti e bordate. Mai come oggi la politica transnazionale del Partito radicale obbliga noi radicali a fare politica nel nostro paese.

 
Argomenti correlati:
transnazionale
partitocrazia
stampa questo documento invia questa pagina per mail