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Langer Alex - 13 marzo 1989
Un concilio verde per l'Europa
di Alex Langer

SOMMARIO: Langer propone la convocazione di un "Concilio verde" per tentare di offrire, per le prossime elezioni europeo, se non una "casa comune" almeno un "tetto comune" fra coloro che, trasversalmente nella cultura e nella politica, riconoscono l'emergenza ecologica e la necessità di "fare pace con la natura e tra gli uomini".

(Notizie Radicali n· 55 del 13 marzo 1989)

Molte persone riconoscono oggi nell'emergenza ecologica e nella necessità di una profonda conversione e trasformazione della nostra società per fare pace con la natura e tra gli uomini l'urgenza più immediata e unificante, che avvicina tra loro persone, punti di vista ed esperienze talvolta anche molto differenti.

Nelle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo c'è la possibilità di proporre a milioni di persone un'idea di alternativa verde come necessario cambio di rotta nella nostra civiltà, nel segno della giustizia, della pace e dell'integrità della biosfera.

Moltissime persone, gruppi, organizzazioni, cooperative, circoli vorrebbero contribuire alla necessaria svolta ecologica nei comportamenti, nelle scelte pubbliche, nei modi di pensare e vedono nelle elezioni europee una possibile scadenza di aggregazione, di dibattito pubblico e di espressione di un segnale in quella direzione. Un segnale e una domanda di rinnovamento, oltretutto, più liberi rispetto alle solite scadenze elettorali, perché non è in palio la distribuzione del potere politico e clientelare nella nostra società, ed è quindi più pensabile che il confronto politico si giochi maggiormente nella dimensione ideale, e sulle scelte per un futuro amico alla continuazione della vita sul nostro pianeta.

Non esiste oggi una "casa comune" di tutte le persone impegnate in questo sforzo di "conversione ecologica", e forse è anche un bene che non esista stabilmente e non si possa quindi delimitare, cristallizzare e isterilire. Ma molti sentono la necessità di offrire per la prossima consultazione europea almeno un "tetto comune", cioè un'opzione convincente che rimescoli le ragioni ideali di tante persone tra loro vicine per prassi sociale e per aspirazioni di fondo, ma poi distanti per motivi organizzativi o residue incrostazioni ideologiche, ad elaborare una "proposta verde Europa", capace di far inter-agire e rafforzare persone e gruppi che ormai sono presenti trasversalmente in tutti i settori culturali e politici della società italiana. Una proposta i cui sviluppi comunque avrebbero peso e importanza per il lavoro quotidiano anche al di là della scadenza elettorale, e in vista di futuri impegni e iniziative che possano essere comuni a milioni di persone.

Da qualche tempo è aperto, con molteplici interventi pubblici e contatti più riservati, un dibattito su come sciogliere rigidità non più giustificate e come aggregare persone tra loro non solo compatibili, ma reciprocamente necessarie per dare maggiore forza, autorevolezza e ampiezza a una proposta ecologista complessiva. Da varie parti - da molte liste verdi, dai firmatari del cosiddetto "appello Sciascia", ecc. - emerge il bisogno di riunirsi intorno a un tavolo comune, per parlarsi direttamente - senza l'intermediazione spesso interessata e deformante dei mass media o gli interventi di forze politiche organizzate - tra persone che si sentano partecipi di una comune impresa, anche se magari condotta in contesti associativi, organizzativi e politici differenti.

Per tentare di avvicinare tra loro queste persone e forse riunire anche in un'espressione elettorale forte e unitaria queste speranze, si chiede che circa 150 persone invitate si riuniscano martedì 28 marzo 1989 in un "Concilio verde Europa" sforzandosi di dare vita - sostenuti dalla fiducia e dalle attese di moltissimi - a una "proposta verde Europa", per un manifesto e una lista elettorale europea capace di convincere persone, gruppi e organizzazioni interessate, affinché ognuno possa mettere da parte i propri particolarismi e le proprie riserve, riconoscendosi a un livello più alto e più forte nella "proposta verde Europa" scaturita da quel "Concilio". Alle persone sinora non invitate, ma interessate, si chiede di unire a manifestare le loro attese e speranze, affidando a quei 150 esponenti di un nostro comune impegno la responsabilità di giungere a una proposta capace di rimettere in cammino un processo di convergenza ecologista.

Un gruppo di sostenitori della presente iniziativa ha deciso di accompagnare la convocazione del "Concilio verde Europa" con un digiuno propiziatorio da lunedì 13 marzo sino alla sera di sabato 18 marzo 1989, per simboleggiare così la disponibilità a liberarsi da scorie e pregiudizi e per chiedere a tutti di fare altrettanto, e per fare spazio a novità e sbocchi sorprendenti, senza accampare pregiudiziali di alcun genere.

Chi vuol dare il proprio sostegno a questa proposta o associarsi - magari anche parzialmente - al digiuno, segnali la sua disponibilità al gruppo consiliare verde-alternativo presso la provincia autonoma di Bolzano (0471-978444, 993015; telefax 973177 presso Regione). Agli invitati si chiede di comunicare presto la loro adesione positiva al "Concilio verde Europa", e riceveranno ulteriori comunicazioni.

 
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