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Lalli Antonio - 25 marzo 1989
L'osservatorio sui diritti umani
Antonio Lalli

SOMMARIO: L'annuncio della costituzione di un "Osservatorio sui diritti umani" da parte del Gruppo federalista europeo della Camera dei deputati e del Gruppo federalista europeo ecologista del Senato della Repubblica.

(Notizie Radicali n· 66 del 25 marzo 1989)

La scelta del partito "transnazionale" fatta nell'ultimo congresso di Bologna ha comportato anche per i deputati e i senatori eletti nelle liste del Partito radicale la necessità di riconvertire la propria attività parlamentare, o meglio di irrobustire l'iniziativa su alcune tematiche, come appunto i diritti umani, da sempre patrimonio di lotta dei radicali. Questa scelta accresce poi straordinariamente il proprio significato negli anni 1988 e 1989, che sono anni simbolo per i diritti umani.

Col primo, si è celebrato il 40· anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo; col secondo si celebra la Rivoluzione francese del 1789 e la Dichiarazione ispirata ai principi di libertà, fraternità e uguaglianza.

Noi pensiamo, al di là delle celebrazioni, che sia ora che i diritti umani divengano prioritari nella politica di tutti gli stati e nell'attività delle organizzazioni internazionali, e che essi divengano un vero distintivo delle democrazie.

Finora, i diritti umani sono stati sacrificati in nome delle sovranità nazionali. Ma come ha scritto Maurice Duverger (Il Corriere della Sera, 30 dicembre 1988): "Malgrado tutto, verrà il giorno in cui il non-intervento negli affari degli stati sarà considerato altrettanto scandaloso quanto la mancata assistenza a persone in pericolo, dal momento che esso permette a un governo di perpetrare genocidi come quello in Cambogia o come quello che la fame sta realizzando nel Sudan". E ancora: "Si oserà riconoscere che il dovere di ogni cittadino e di ogni governo non è limitato dalle frontiere degli stati e che queste non potrebbero in alcun caso impedire la prevenzione e la repressione delle violazioni della dignità umana?".

Purtroppo, la realtà che ci si presenta è drammatica. Con il rapporto annuale 1988, Amnesty International ha denunciato che:

- in almeno la metà dei paesi del mondo i cittadini vengono arrestati per aver espresso le loro idee e condannati spesso in seguito a processi farsa;

- in più di un terzo dei paesi, uomini, donne e persino bambini vengono torturati;

- in numerosi paesi i governi rapiscono e uccidono gli oppositori;

- in più di 120 paesi è in vigore la pena di morte.

Per rendere operante il "diritto all'ingerenza" a salvaguardia dei diritti umani e per l'attivazione di tutte le convenzioni internazionali sulla materia che spesso sono inutilizzate e inapplicate, i radicali dei gruppi Federalista europeo della Camera e Federalista europeo ecologista del Senato hanno deciso di costituire un Osservatorio sui diritti umani.

Scopo dell'Osservatorio sarà quello di presentare alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica documenti parlamentari rivolti al Governo italiano (interrogazioni, interpellanze, risoluzioni e mozioni) sulle situazioni più drammatiche di violazione dei diritti umani, senza limitazioni o preferenze geo-politiche. Periodicamente questi documenti saranno riprodotti in un Newsletter che sarà inviato ai deputati dei parlamenti democratici e ai deputati del Parlamento Europeo.

Contemporaneamente, si è proposto a tutti i deputati e a tutti i senatori di costituire un "intergruppo parlamentare per i diritti umani", il quale, come quello già ben operante per gli Stati Uniti d'Europa, dovrebbe designare al proprio interno i suoi eventuali rappresentanti.

Le nostre forze come sempre sono sproporzionate rispetto ai nostri obiettivi. Il lavoro da fare è enorme. Ma ne vale la pena, perché la promozione dei diritti umani è tra le scommesse più difficili e più indispensabili che ci attendono.

 
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