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Turco Maurizio - 25 marzo 1989
I referendum contro la caccia e i pesticidi

SOMMARIO: La campagna di raccolta delle firme per i referendum sulla caccia e sui pesticidi. L'appello a firmarli e a partecipare alla organizzazione della campagna

(Notizie Radicali n· 66 del 25 marzo 1989)

Marciapiedi, tavoli, cancellieri, moduli, firme: il Partito radicale torna sulle strade di tutt'Italia per raccogliere le firme su tre referendum, due sulla caccia e uno sui pesticidi.

Sono passati dieci anni da quando soli e - quando andava bene - insultati proprio da alcuni tra coloro che sono oggi co-promotori, proponemmo per la prima volta in Italia il referendum contro la caccia. Dieci anni non sono passati invano, abbiamo avuto ragione e oggi troviamo a raccogliere le firme per i referendum sulla caccia anche socialisti e comunisti, insieme a verdi e demoproletari e a tutte le più importanti associazioni ambientaliste, ecologiste, animaliste.

Con il primo quesito si chiede di abrogare buona parte delle norme sull'esercizio della caccia, ovvero eliminare la legge n.968, peraltro considerata superata dagli stessi cacciatori.

Con il secondo quesito si vuole porre fine al "diritto" dei cacciatori al libero accesso ai fondi agricoli. Tecnicamente si chiede di abrogare l'articolo 842 del Codice civile.

C'è poi il referendum sui pesticidi, con il quale si chiede di abrogare una norma che consente al Ministro della Sanità il potere di stabilire, con una semplice ordinanza, i limiti di tolleranza di un prodotto, ovvero decidere con una ordinanza qual è il limite oltre il quale un dato prodotto comincia ad avere effetti nocivi sull'organismo. I limiti dovrebbero essere stabiliti in base a criteri medico-scientifici, ma non è raro che interessi diversi da quelli della tutela della salute del cittadino giustifichino l'innalzamento del limite di tolleranza. L'innalzamento dei limiti di tolleranza dell'atrazina nell'acqua è un chiaro esempio delle ultime settimane: attualmente sono quattro milioni i cittadini, in circa settecento comuni, che bevono acqua derogata.

Non sono state ancora definite ufficialmente le date di inizio della raccolta di firme sui tre referendum. Tendenzialmente la campagna partirà dal 10 aprile per quanto riguarda i due referendum sulla caccia e dal 20 aprile per il referendum sui pesticidi. Il Partito radicale ha aderito ad entrambi i comitati promotori, che sono distinti, perché il Psi, che ha co-promosso i referendum sulla caccia, è invece contrario a quello sui pesticidi.

Come radicali ci siamo impegnati a raccogliere almeno centomila firme per ciascun referendum, ma questo, compagni e compagne, è un obiettivo minimo. Questa è una occasione -per i radicali italiani- che va oltre l'impegno referendario: i tavoli di questi mesi devono essere un sunto della nostra storia di questi e dei prossimi anni; i tavoli del partito transnazionale e transpartitico che - in quanto tali - dovremo chiedere di installare in campagna elettorale durante i comizi di tutti i partiti; i tavoli di raccolta firme, iscrizioni e sottoscrizioni; i tavoli come strumento per far conoscere l'iniziativa antiproibizionista; i tavoli dei compagni e delle compagne radicali che in questi anni hanno resistito nonostante i tentativi volti ad eliminare il Partito radicale.

Compagne e compagni, so che è difficile chiedervelo e altrettanto lo è stato per me quando abbiamo deciso di impegnarci in questa campagna: centomila firme, una follia. A questa follia, la follia del partito che non si presenta più alle elezioni, transnazionale e transpartitico; la follia di essere nonviolenti in una società improntata sui rapporti di forza e di potere, dobbiamo dare insieme una risposta. Mario De Stefano per la caccia e Renè Andreani per i pesticidi saranno i referenti politici; ai comitati organizzativi saranno presenti, rispettivamente, Camilla Stola e Alessandro Staccioli.

Per il momento una richiesta: organizzare i tavoli, darsi degli obiettivi in termini di firme e di autofinanziamento, contattare i cancellieri e i compagni della zona. Per una primavera di referendum.

Chiamate subito il Partito radicale (06-6547771/5) e chiedete di Renè Andreani o Mario De Stefano. Sul prossimo numero di Notizie radicali troverete maggiori informazioni sui quesiti referendari, sulle piattaforme politiche dei comitati promotori, sul materiale disponibile.

 
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