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NR - 1 aprile 1989
Una agenzia per i diritti umani

SOMMARIO: Promossa dai radicali l'istituzione di una Agenzia per i Diritti Umani con ampi poteri d'indagine sulle violazioni dei diritti umani nel mondo. Radiotrasmissioni verso i paesi a regime dittatoriale.

("Numero unico" per il 35· Congresso del Partito Radicale - Budapest 22-26 aprile 1989 - Edizioni in Inglese, Ungherese, Serbo Croato)

Sul fronte dei Diritti Umani, i radicali hanno promosso un'iniziativa parlamentare, sin dal 1984, che tende a coinvolgere i Parlamenti dei paesi democratici: l'istituzione di una ``Agenzia per i Diritti Umani'' con precisi poteri di indagine a livello internazionale, supporto e stimolo all'azione dei governi, supervisione ed impulso sulle radiotrasmissioni rivolte ai paesi retti da regimi dittatoriali.

Varie volte, durante le discussioni del Bilancio, i parlamentari radicali italiani hanno ottenuto precisi stanziamenti per il finanziamento di questa Agenzia; nell'85, il governo Craxi presenṭ un disegno di legge che ne proponeva formalmente l'istituzione. Ma l'Agenzia non ha mai fatto strada nelle commissioni parlamentari: boicottata al Senato nella passata legislatura, del tutto cancellata nella attuale (il Gruppo federalista europeo, primo firmatario Francesco Rutelli, ha polemicamente riproposto il precedente testo governativo). Le ragioni sono semplici: il governo italiano, come molti governi occidentali, dedica ai Diritti Umani molti discorsi celebrativi, alcune iniziative riservate, ma un fiero disinteresse politico.

I Diritti Umani sono sempre stati ``parenti poveri'' della politica estera, nonostante un ormai vasto diffondersi di patti ed accordi internazionali che ne impongono il rispetto.

Ma, proprio per l'assenza di efficaci sanzioni in caso di violazioni dei Diritti Umani all'interno della comunità internazionale, è essenziale il ruolo dei parlamentari e delle organizzazioni che fanno direttamente ricorso all'opinione pubblica ed esercitano pressioni puntuali sui governi responsabili.

 
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