Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
dom 19 mag. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
NR - 1 aprile 1989
Un partito democratico, non una chiesa

SOMMARIO: Per iscriversi basta pagare la quota annuale. Nessuno deve essere accettato. Nessuno può essere espulso. Si è radicali anche se iscritti ad altro partito. E' uno strumento per affermare progetti e ideali, non una chiesa, non un esercito. E' un partito che può chiudere: se non ci sono energie e denaro sufficienti. E oggi non ci sono.

("Numero unico" per il 35· Congresso del Partito Radicale - Budapest 22-26 aprile 1989 - Edizioni in Inglese, Ungherese, Serbo Croato)

Vi è una sola condizione per iscriversi al Partito radicale: versare la quota. Non vi sono probiviri nè commissioni che possano accettare o meno l'iscrizione. Nessuno può sindacare sul comportamento dell'iscritto o espellerlo. Non vi è neppure incompatibilità con l'iscrizione ad un altro partito ma anzi è auspicata: un democratico, infatti, ci sembra che possa e debba essere anche ``radicale'', non solo ``radicale''. E' infatti un Partito non concorrente di nessun altro, soprattutto rispetto a partiti nazionali. I suoi obiettivi sono assolutamente diversi: è un partito di ideali, di progetti e di battaglie, non un partito elettorale e di potere. Ha nel suo emblema il volto di Gandhi perché vuole affermare che la nonviolenza politica è l'attuale incarnazione della tolleranza laica e della democrazia politica. E' insomma una sorta di WWF dei diritti umani, una libera associazione di persone che intende perseguire obiettivi di democrazia oltre le frontiere, oltre i partiti, oltre i confini della politica tradiz

ionale. Proprio a questo fine ha deciso, nell'ultimo Congresso, di non partecipare, in quanto tale, ad alcuna competizione elettorale. I suoi militanti sono evidentemente liberi di candidarsi in qualsiasi lista elettorale o di costituirla. E' un Partito di ``servizio'', aperto a tutti e gestito da individui liberi e che tali restano nel Partito radicale. Una sorta di autobus dove chi paga il biglietto - la tessera - ha il diritto di compiere fino in fondo, se vuole, il percorso pagato: il diritto, e non l'obbligo. Il Partito non postula infatti nessuna disciplina: le sue delibere non sono vincolanti che per i ``dirigenti'' che vengono rinnovati ogni anno e non per gli iscritti. L'iscrizione è annuale, così come la vita del partito è annuale. Con il suo Congresso, a cui tutti gli iscritti hanno il diritto di partecipare e di votare, di fatto il Pr si costituisce o si ricostituisce ogni anno sulla base delle decisioni adottate a maggioranza dei due terzi dei votanti. Su questa base ogni iscritto decide se rinn

ovare o meno la sua adesione. Il Partito poi non è in alcun modo legittimato a ``rappresentare'' i suoi iscritti, la loro umanità, le loro idee, i loro interessi generali. Un partito democratico, per noi, è uno strumento, un utensile, non una chiesa, una etnia, un esercito. I nostri ``dirigenti'', in quanto tali, possono solamente realizzare l'obiettivo annuale, deciso dal Congresso degli iscritti, ma mai ``rappresentarci''. E' quindi un partito ``difficile'': non ci sono ordini da eseguire o ideologie totalizzanti e rassicuranti da sbandierare o ``poltrone'' di potere da occupare. Ci si iscrive per sostenere idee, progetti e battaglie politiche. Si è militanti del Partito radicale per affermare le proprie convinzioni, le proprie speranze. E' un Partito ``caro'', con una quota d'iscrizione minima che probabilmente è la più cara fra quelle richieste dagli altri partiti del mondo. E' la garanzia della sua autonomia, la ragione della sua forza: solo un Partito che ``vale'' per i propri iscritti almeno quanto so

no disposti a spendere, ogni giorno, per un giornale, può pretendere di rappresentare grandi ideali. E' un Partito povero, con strutture minime, quelle essenziali. Perché ha scelto di spendere almeno l'80% delle risorse finanziarie per l'attività politica e non per gli stipendi o per sedi lussuose. Può quindi decidere in ogni momento la sua completa conversione perché non ha posizioni di potere da tutelare, ``beni'' da salvaguardare. Può anche chiudere: se non vi sono energie e denaro, conseguente alle iscrizioni e sottoscrizioni, sufficienti per alimentarlo e sostenerlo. E oggi non ci sono. Non vi sono più di cinquemila radicali nel mondo. Ce ne vorrebbero almeno il triplo. Nel corso di questo anno il nostro impegno prioritario è quello di rendere adeguate le risorse agli impegni che il Congresso ci ha affidati. Se entro il 31 dicembre del 1989 questo strumento, il Partito radicale, non sarà più adeguato, avrà perso solidità, dovremmo metterlo serenamente da parte per eventualmente immaginarne altri.

 
Argomenti correlati:
Statuto
Transnazionale
Congresso
Scioglimento PR
Nonviolenza
nr-1
stampa questo documento invia questa pagina per mail