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Pannella Marco - 16 giugno 1989
Bettino Craxi, l'anti Mitterrand
di Marco Pannella

SOMMARIO: Il Psi ha compiuto una svolta di 180· sui valori e sulla politica socialista. Il fatto nuovo delle elezioni europee è il processo in corso di unificazione delle forze laiche; il rinnovamento del Psdi; la crescita culturale e politica del mondo verde con le sue due liste; la presenza degli antiproibizionisti. Il Psi fa sue tre battaglie caratteristiche del Msi di Almirante: equivalenza nel diritto positivo di "peccato" e "reato"; estensione della pena dell'ergastolo; presidenzialismo peronista. Intollerante aggressione di Craxi al Pci in via di coraggioso e onesto rinnovamento. Craxi all'opposto di Mitterrand, che costruì la sua ascesa grazie ad un'offensiva di tolleranza e di amicizia sul Pcf. Sfida ad un pubblico contraddittorio elettorale con Craxi: la sua politica rischia di riconsegnare il Sud alla Dc degli anni '50.

(IL MANIFESTO, 16 giugno 1989)

Bettino Craxi mi accusa di aver definito fascisti i compagni del Psi. E' assolutamente falso, io ho anzi affermato che un partito democratico e i compagni socialisti non possono andare oltre una politica di stravolgimento a 180^ dei valori della politica socialista. Ho anche osservato che certi errori, certi avventurismo, certi trasformismi, certe disinvolture sul piano del costume civile, certe arroganze formano un cocktail esplosivo specie se unito all'assoluta mancanza di rispetto per qualsiasi regola.

Sta di fatto che questo si rivela essere il sentimento di sempre più numerosi italiani i quali reagiscono come di fronte all'antagonismo Pci-Dc degli anni '50. Dando, in assoluta minoranza, qualche punto in percentuale in più ai comunisti (allora al Pci come oggi al Psi) e maggioranze fortissime alla Dc. Allora i laici commisero il gravissimo errore di sparpagliarsi e di dividersi e il paese li punì rendendoli sempre più »minori . Spettava infatti ad essi di assicurare il senso dello Stato, la pratica della tolleranza, l'attuazione ed il rispetto della Costituzione, i diritti civili.

Per questo il fatto nuovo di questa campagna elettorale e della situazione politica è il processo di unificazione in corso, elettorale, politico e strategico, delle forze laiche; il forte rinnovamento del Psdi, la crescita culturale e politica del mondo verde attraverso la proposta delle liste dei Verdi Arcobaleno, la teste di ponte che l'antiproibizionismo progressista, civile e laico del mondo intero lancia verso le istituzioni per la volta in Italia e dall'Italia.

Facendo proprie all'improvviso le tre battaglie caratterizzanti vent'anni di politica del Msi e di Giorgio Almirante (mozione »etica e repressiva e non »di diritto delle leggi dello Stato volte ad assicurare l'equivalenza fra peccato e reato: estensione della pena dell'ergastolo; presidenzialismo di sapore peronista ecc.), divenendo nemico di tutti i tradizionali amici del Psi e intollerante aggressore di un Pci in via di onesto e coraggioso rinnovamento. Craxi si trova costretto ad usare in modo ormai violento e antidemocratico il potere e il sottopotere dei quali ampiamente e sproporzionatamente è divenuto proprietario. Insomma, proprio l'opposto di Mitterrand.

Il leader francese, infatti, ha costruito la vittoria del suo partito attraverso una vera e propria offensiva di tolleranza e di amicizia nei confronti del Pcf francese, due volte più forte e cento volte meno democratico del Pci; e attaccando come discriminante essenziale la sinistra e la destra, gli abusi di una informazione pubblica illiberale, aprendo le porte di radio e televisione a tutte le componenti politiche, anche le più nemiche, mostrando di saper affidare al rispetto e all'esaltazione delle regole democratiche e laiche l'avvenire oltre che il presente, suo proprio e del suo partito.

Per questo, Craxi può aggiungere alle mie affermazioni critiche anche quella di rappresentare per l'Italia l'anti-Mitterrand e il pericolo di un destino di sconfitta, di degrado, di corruzione di valori che ci sono comuni.

E infine ribadisco la mia sfida a Craxi capo lista nel Sud ad un pubblico contraddittorio. Sono fermamente deciso, infatti, a contrappormi ad una politica antimeridionalista che nel Sud ha prodotto soprattutto disoccupazione, corruzione, crescita della potenza delle organizzazioni criminali, partitocratizzazione di ogni regola e di ogni istituzione nel Mezzogiorno e - in molti casi - a Roma e altrove.

Rivolgo un appello agli elettori meridionali di ogni famiglia politica perché mi diano la grande forza necessaria a questo fine votando per la lista liberali repubblicani e federalisti e consentendomi - contro trabocchetti e slealtà anche interne - di tornare a rappresentare il Sud nell'Europa e un Sud europeo nell'Italia che il Psi sta rischiando di riconsegnare alla Dc degli anni '50.

 
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