Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 17 giu. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Pannella Marco - 13 ottobre 1989
PANNELLA: CONTRO CARRARO, CONTRO QUEL CHE TUTTI ABBIAMO APPRESO DA RADIO RADICALE, IN DIRETTA DALL'ASSEMBLEA SOCIALISTA, CONTRO IL TRANSPARTITO DENUNCIATO ANCHE DA MENCHINELLI DEI VIOLATORI SISTEMATICI E VIOLENTI DI OGNI REGOLA, MI CANDIDO, DAVVERO, A SINDACO DI ROMA.

SOMMARIO: Forte denuncia delle violazioni statutarie che hanno consentito a Craxi di manipolare l'Assemblea Nazionale del PSI, per fare "ratificare" (e non fare eleggere, a norma di statuto) la nuova Direzione del partito. Rimprovera Martelli per aver disertato la seduta alla Camera per presenziare a questa cerimonia di partito ed elogia Alessandro Menchinelli per aver deplorato le violazioni dello Statuto.

Il PSI è l'unico partito che abbia amministrato Roma ininterrottamente, sia con la DC che con il PCI...Ma in realtà, in queste elezioni amministrative, i partiti sono tutti "pari a se stessi", tranne i verdi e gli antiproibizionisti. "Contro Carraro", sostiene infine di volersi candidare, "serissimamente", a sindaco di Roma.

(NOTIZIE RADICALI, 13 ottobre 1989)

Roma 13 ottobre 1989 (N.R.) - Ecco il testo dell'intervento di Marco Pannella, che sarà pubblicato domani da "Il Giornale d'Italia":

"Lo Statuto è violato in ottantasette articoli migliaia di volte". E' questa la affermazione dell'esponente socialista Alessandro Menchinelli, già deputato, membro dei Probiviri del PSI, al termine dell'Assemblea Nazionale del PSI, sotto lo sguardo corrucciato e innervosito di Bettino Craxi e la sofferenza (fors'anche la vergogna) di una Presidenza dell'Assemblea che stava per legittimare e provocare un'altra violazione, di pretta marca stalinista, per "eleggere", cioè ratificare la nomina per decreto reale, non già a scrutinio segreto, come lo Statuto tassativamente prevede, ma per alzata di mano, della "Direzione" del Psi. Così l'UDS si è sciolta nel PSI e a "dirigere" il partito viene chiamato, all'unanimità, il socialista De Rose, oltre al socialista Pietro Longo.

Questa unanimità dell'Assemblea nazionale del PSI meriterà, temo, di passare alla cronaca politica, ed alla storia dell'antidemocrazia in Italia. Tutto, d'altra parte, è logico e coerente.

Il Ministro "socialista" Carraro, designato dal Capo del Partito, ha letto miseramente le poche, povere frasi di circostanza che gli sono state ispirate. Il Vice-Presidente del Consiglio Martelli ha assicurato che il PSI e Craxi rappresentano il "socialismo liberale", anche quello di Rosselli, e ad esso non solamente si ispirano ma da esso traggono la linfa per andare ancora più in alto e più avanti, disertando - per questo compito - la seduta della Camera dei Deputati, dove aveva fino a ieri sera annunciato di rispondere ad interpellanze e interrogazioni sulle garanzie umane agli immigrati extra-comunitari. Prima di recarsi a Barletta per chiudere la campagna elettorale del Partito in quel luogo di storiche "disfide". L'eterno governante di Roma, il "socialista" Santarelli ha svolto un filippica contro il PCI, responsabile di dieci anni di abomini, secondo lui, e una sorta di apologia del cardinale Poletti. Come aveva, prima di lui, affermato il Ministro Amato, dietro le vicende romane, è opportuno scorgere

non dissensi religiosi, ideologici, o politici, ma - diciamo così - tangenziali, da tangente, o percentuali, da percentuale. Bettino Craxi aveva preso la parola per biascicare velocemente, sciattamente, l'elenco dei nomi dei "chiamati" alla Direzione del Partito, celebrante e celebrazione adeguata della realtà del PSI. Non aveva previsto il sussulto di decoro o di onestà intellettuale di Alessandro Menchinelli.

Quel che alla fine è opportuno sottolineare è la rebelaisiana faccia di tolla, per non dire termine più appropriato, di questo PSI e del suo capo, dei familiari e dei clienti.

Il PSI è l'unico partito italiano che ha governato Roma ininterrottamente, da epoca ormai preistorica, sia con la DC, sia con il PCI. Ne ha condiviso gli errori, non raramente le infamie, le prebende, i dividendi, la spartizione delle spoglie civili, urbanistiche e umane della città. Ora convoca la sua Assemblea Nazionale, nomina la sua nuova Direzione, tratta - con l'ineffabile Martelli - di Mosca, Pechino, Tunisi e Valparaiso, sotto la luce della rivelazione craxiana e psina. Ora chiede direttamente la poltrona di Sindaco, per fare ancor più decisamente quel che ha sempre fatto: niente, e il peggio di niente.

Craxi è costretto a vivere in un contesto violento, dittatoriale, nemmeno più solamente autoritario: attorno a lui deve scendere il silenzio; la sua politica è tale che non può tollerare contraddittorio democratico, civile, cioè aperto al giudizio ed alla conoscenza del popolo, degli elettori. A Roma, poiché il PSI ha sgovernato sempre, e la DC e il PCI solamente per un decennio a testa, deve ora sgovernare pressoché da solo. Le televisioni sono in sua mano, i giornali pure, tranne un paio che rischiano grosso, o rischiano grossissimo i loro editori.

I grandi commentatori del "Corriere della Sera", di "La Stampa", di "Il Messaggero", con rispetto parlando, sono superiori a queste miserie. Novelli pretori, non si curano di cianfrusaglie. Si librano nella storia, al di sopra delle miserie dei più, e scrutano i disegni (le opere? mai!) dei grandi, del grandissimo, in particolare. Nihil novi, amici e colleghi: negli anni venti, e trenta, e quaranta (fino al 25 luglio) sotto altro nome e con diversa anagrafe avete già fatto lo stesso. E' questione di cultura, davvero; la vostra buona fede è fuori discussione. Ognuno diviene quel che è. Alessandro Menchinelli, per sua fortuna, anche lui, non solamente voi.

In queste elezioni romane, i partiti sono tutti pari a se stessi. Come voi. Dal PCI, PCI il Vecchio, a tutti: tranne verdi, DP, e - se permettete - noi della lista antiproibizionista, da voi resi alla clandestinità dei loro predecessori, che già censuravate, rispettivamente eliminandoli nella loro immagine, o ridicolizzandoli o ridicolizzando la loro pretesa di esser conosciuti e giudicati dal popolo.

Alla fine dell'Assemblea ho incontrato illustri compagni socialisti, Sindaci delle massime città, uomini (donne, dove siete?) di "cultura" (povero Bauer!), e mi hanno detto che non sapevano, effettivamente, ch'io ero candidato a Roma. Non sanno, non sanno. Perdoniamo loro?

P.S. Ho seguito l'Assemblea Socialista da Radio Radicale. Tutta. La distanza fra questo Craxi e questo Partito Radicale è riassunta tutta qui. Alla RAI-TV di Manca e Sodano, alle informazioni televisive private, nazionali e locali, dai giornalisti "socialisti" delle varie edizioni delle veline e delle sceneggiate nazionali e socialiste, da ovunque, noi siamo schiacciati come pidocchi della criniera del nobile puledro di via del Corso. A Radio Radicale, gratuitamente, l'Assemblea socialista è trasmessa per intero. Ciascuno governa quel che è e quel che ha come può. Con l'impotenza e la violenza di ogni fascismo, o con la serenità e la forza di creatori di democrazia, di verità e di conoscenza, di governo civile del proprio tempo e della propria società.

A proposito, dimenticavo: contro Carraro, e quel che rappresenta di cronaca, di passato, di presente, di futuro miserrimo, contro (politicamente) Craxi, contro i corifei pseudo-laici, contro la repulsione cristianissima, cioè perché venga eliminata nelle sue cause, mi candido, serissimamente, a Sindaco di Roma.

 
Argomenti correlati:
carraro franco
statuto
elezioni
stampa questo documento invia questa pagina per mail