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Teodori Massimo - 20 novembre 1989
Quali sono i nuovi partiti occulti in azione?
Massimo Teodori

SOMMARIO: Il rapporto tra il livello ufficiale della politica e quello sotterraneo in Italia era stato un aspetto caratteristico degli anni Settanta, quando oltre al terrorismo, un'altra serie di collegamenti sotterranei operava occultamente: la loggia P2, le vicende Sindona, lo scandalo petroli, Rizzoli, ENI-Petronim, Calvi... Oggi stiamo rientrando in un periodo in cui l'intreccio di affari illeciti e politica torna a giocare un ruolo importante: le faide del Tribunale di Palermo, le vicende del processo per la strage di Bologna, l'affare di Atlanta della BNL, la chiusura dell'affare Cirillo, la vicenda Ustica e via dicendo sono segni evidenti della nascita di nuove reti occulte.

(Ordine Pubblico, del 20 novembre 1989)

Di questi tempi sembra che si stia riproponendo sotto altre spoglie un nodo che grava da sempre sulla vita del nostro paese, il rapporto cioè tra il livello ufficiale, formale della politica e quello sotterraneo dell'occulto. Questo era stato un aspetto caratterizzante la vita pubblica italiana durante gli anni settanta fino ai primi anni ottanta. A mano a mano che si è scavato, ci siamo accorti che in quegli anni bui non erano solo i terrorismi (cosidetti "nero" e "rosso") a inquinare profondamente lo Stato e la società, ma vi erano anche una serie di collegamenti sotterranei che agivano al fine unico di procurare per i propri adepti più potere e più potere illegale. La loggia P2 non era altro che il più rilevante di questi collegamenti, quello che era riuscito a coinvolgere settori pubblici e privati cruciali nella vita d'oggi quali i servizi segreti, la finanza, l'informazione scritta e parlata e quindi la stessa politica. Le ben note vicende Sindona, scandalo petroli, Rizzoli, ENI-Petronim, Calvi, si inq

uadravano in questo contesto che in una certa misura deperiva tra il 1982 e 1983 per lo scompaginamento della loggia in seguito al ritrovamento delle liste ed alle inchieste giudiziarie e parlamentari.

Vi è oggi più di una avvisaglia che stiamo rientrando in un periodo nel quale tornano a giocare un ruolo importante l'intreccio di affari illeciti e politica, il peso delle lobbies non dichiarate, e in definitiva la formazione di nuovi collegamenti sotterranei al fine dell'accaparramento e della gestione del potere. Se ci guardiamo intorno i segni si moltiplicano: le incredibili faide del Tribunale di Palermo; le altrettanto sconvolgenti vicende che si snodano intorno al processo per la strage di Bologna; la trasformazione del Consiglio Superiore della Magistratura in una arena in cui non si amministra giustizia ma si confrontano posizioni ideologiche; l'affare di Atlanta della Banca Nazionale del Lavoro con l'intreccio finanza-traffico delle armi; la scandalosa chiusura anche giudiziaria dell'affare Cirillo; la scoperta di nove anni di omertà militare e dei servizi segreti intorno a Ustica; il lineare sviluppo della criminalità organizzata di tipo mafioso e camorristico ed il suo intreccio con le enormi ris

orse convogliate dallo Stato nelle regioni meridionali e dei terremoti; e così via enumerando.

C'è qualcosa, dunque, che sta suonando il campanello d'allarme. Alcuni hanno voluto mettere in rilievo come una serie di personaggi - soprattutto giornalisti - i cui nomi apparivano nelle liste della P2 siano tranquillamente tornati ai vecchi incarichi o ne abbiano assunti di nuovi, deducendone una sorta di "ritorno della P2". Per conto mio credo che questa analisi rischia di essere superficiale e di sviare il problema dalle effettive nuove trame occulte, dai partiti trasversali o sotterranei in azione. A mio avviso "quella P2", quella di Gelli, è tramontata nel 1981, allorchè sono state portate alla luce le sue malefatte. Un partito occulto non tollera la conoscenza, la trasparenza e la luce del sole. E' forse possibile, anzi probabile, che dei pezzi di quella P2 di allora si siano riaccorpati e ricomposti in nuove organizzazioni, ma si tratta di cose nuove magari più pericolose e non della rinascita di cose vecchie.

Il potere si sta redistribuendo. Non c'è dubbio che i nuovi equilibri che si sono costituiti intorno alla presidenza del consiglio Andreotti con il fervido sostegno del segretario del PSI Craxi e della DC Forlani, agiscono non solo a livello formale visibile ma influenzano anche, e sono influenzati, dal livello sotterraneo, quello appunto invisibile nel quale si usano anche strumenti illegali. Se un vecchio e autorevole piduista torna in auge nel sistema dell'informazione o nella pubblica amministrazione civile o militare, questo non significa che sia Gelli a tirare le fila ma probabilmente - quando si tratta di qualcosa di più e di diverso da semplici episodi carrieristici - del fatto che si è inserito in un nuovo gruppo di potere che serve (come del resto in passato) anche per vie trasversali il potere ufficiale. Anche la P2 di Gelli, secondo la mia interpretazione, non era un'organizzazione sovversiva (certo delle regola democratiche, sì, ma non nel senso del golpismo tradizionale) ma al contrario un'orga

nizzazione integrata e complementare a quella del sistema politico ufficiale.

Oggi non abbiamo ancora sufficienti strumenti conoscitivi di quali nuove reti occulte si stiano creando. Ne abbiamo alcuni sintomi e sono tali da farci ritenere che acquistano sempre più importanza nella lotta sorda per il potere, alcuni settori come quello informativo-televisivo, quello finanziario, quello giudiziario e quello dell'ordine pubblico. Un compito necessario per chi ha a cuore la democrazia è di cercare di comprendere subito queste ormai fisiologiche patologie del nostro sistema senza aspettare che si cominciano a scoprire gli scandali solo dopo qualche tempo come è avvenuto nei decenni trascorsi.

 
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