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Manfredi Giulio - 7 gennaio 1990
Mozione particolare presentata al Consiglio federale di Roma del 2-7 gennaio 1990

SOMMARIO: La mozione particolare, presentata al Consiglio federale di Roma del 2 - 7 gennaio 1990 da Giulio Manfredi, Luis Mendao e Salvatore Samperi è stata approvata come raccomandazione.

Il Consiglio federale del Partito radicale, riunito a Roma dal 2 al 7 gennaio 1990,

rileva e denuncia che, mentre nell'Europa Centrale ed Orientale numerosi Stati riscoprono la democrazia politica attraverso processi convulsi, spesso sanguinosi, comunque esaltanti, una delle democrazie occidentali, gli Stati Uniti d'America, invece di svolgere un ruolo di esempio e riferimento, ha violato le regole del diritto internazionale, invadendo lo Stato di Panama, provocando la morte di migliaia di civili inermi, sottraendo alla giustizia del Paese il dittatore Antonio Noriega,

rileva e denuncia altresì che la Chiesa cattolica ha rinunciato, in tale frangente, alla difesa intransigente del secolare diritto d'asilo, anteponendo le ragioni di Cesare a ragioni di principio ben più consone al suo ruolo internazionale ed ai valori da essa professati,

rileva e denuncia infine il pericolo che i fatti di Panama segnino l'inizio di un'escalation interventista da parte degli Stati Uniti nell'America del Centro e del Sud giustificata dalla "guerra alla droga"

Il Consiglio federale

riafferma che l'unica risposta di diritto, nonviolenza e legalità in grado di contrastare e vincere sia il narcotraffico criminale sia le violazioni del diritto internazionale ed interno compiute in nome della cosiddetta "guerra alla droga" (guerra resa "santa" dall'implicito appoggio delle gerarchie cattoliche) sia la politica antiproibizionista, da affermare grazie allo strumento del partito radicale transnazionale,

rivolge un pressante appello agli uomini e alle donne del continente americano perché sappiano dare, con l'iscrizione al Partito radicale, una risposta di civiltà alla barbarie proibizionista, come altri uomini e donne, nell'Europa dell'Est, hanno saputo lottare da radicali contro la barbarie stalinista ed ora si preparano, da radicali, a creare istituzioni libere e democratiche.

 
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