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Pannella Marco - 23 aprile 1990
L'Aquila: un laboratorio politico
Intervista a Marco Pannnella

SOMMARIO: [Intervista di Marco Pannella a Gisfrido Venzo, caporedazione dell'Aquila del "Messaggero"]. L'intervistatore chiede a Pannella se conferma che la sua presenza all'Aquila in una lista "che vede l'impegno del PCI, di exdemocristiani e rappresentanti di varie associazioni" è stata presentata come tentativo di realizzare un "laboratorio politico". Pannella, dando risalto alle varie e diversificate presenze nella lista, conferma questa indicazione, e afferma che la lista della "Genziana" è un soggetto politico-elettorale che rompe con la partitocrazia, con il suo sistema corrotto e corruttore. Invita quindi gli aquilani a votare, il 6/7 maggio, oer la lista rinnovatrice.

(IL MESSAGGERO - Abruzzo, 23 APRILE 1990)

D. La sua presenza all'Aquila in una lista che vede l'impegno del Pci, di ex democristiani e rappresentanti di varie associazioni, era stato presentato come un "laboratorio politico". A campagna politica inoltrata, può confermare questa valutazione iniziale?

R. Non dimentichi l'impegno e la presenza prestigiosa di socialisti come Antonello Lopardi, di repubblicani storici come Paolo Scopano, di laico-radicali come Donatella Tellini, di persone di cultura e di ecologisti di valore europeo come Visconti, oltre che di democratici cristiani come Luciano Fabiani. Ho parlato di "laboratorio abruzzese" in questo ambito di valore assolutamente nazionale, senza confronto alcuno, della lista "la genziana". In nessun altro luogo, infatti, v'è un soggetto politico-elettorale che rompa in modo così forte, netto e positivo con la partitocrazia, con il suo sistema corrotto e corruttore. L'Aquila è oggi, dunque, al centro degli sviluppi democratici e di pulizia, della gestione morale dell'intero paese. Spero che l'entusiasmo, il coraggio, la pulizia delle donne e degli uomini di qui diano una positiva sorpresa, un incoraggiamento verso la riforma della politica e il governo civile e democratico della città a tutti.

D. I suoi avversari dicono che la sua presenza non contribuirà a risolvere i complessi problemi della città.

R. Grazie ai comunisti aquilani, alla cultura di questa città, ai democratici, alle persone per bene, la mia presenza è già servita di più di non so quante "Perdonanze" per ricordare al paese il valore di questa città. Sono l'unico eurodeputato abruzzese fra i 430 di Strasburgo, e qualcosa so pur fare. Se riuscirò ad aiutare la maggioranza della gente che starebbe altrimenti per votare per un qualsiasi partito sceso in lizza, aiutarli a votare per far pulizia, piazza pulita, si vedrà cosa sanno fare gli altri, privi del sempiterno loro prepotere. Quel che si fare questi avversari lo sanno bene. E hanno un po' paura, mi pare.

D. Pensa davvero che siano mercanti da cacciare dal tempio?

R. E voi mi fate davvero una domanda del genere? Lo sanno tutte le pietre dell'Aquila. Tutto è mercimonio: le barbe dei "grandi ispiratori", le idee, gli ideali, il tempio della religione e quello della politica democratica e civile.

Ne sono certo: da una parte vi sono tutti i partiti, dall'altra ci siamo noi della Genziana. Gli aquilani comprendono bene che il 6/7 maggio c'è una sorta di referendum fra noi e loro, e scelgano. Mi dicano se devo restare, o andarmene, con il loro voto.

D. Quali proposte per il dopo elezione?

R. Immagino che avete informato i vostri lettori del programma della Genziana. Per il resto nel dopo elezioni spero di poter fare anche a L'Aquila, e con maggior forza, quel che ho sempre fatto ovunque. Non prometto che di essere sempre più come la gente ha imparato a conoscermi. Voi sapete che, se a L'Aquila vinciamo, questo sarà il titolo di tutti i giornali nazionali, e non solamente nazionali. Se no, nulla. Ci riflettano le donne e gli uomini di qui.

 
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