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Bonino Emma, Tessari Alessandro, Cicciomessere Roberto - 8 novembre 1990
Aids: Interrogazione al Ministro della Sanità

All'On. le Ministro della Sanità

I sottoscritti deputati Bonino, Tessari, Cicciomessere,

Premesso

che per contrastare l'infezione da hiv (human-immunodeficency-virus) attualmente in Italia sono disponibili soltanto due terapie

antivirali:

ZODIVUDINA - commercializzato come Retrovir, prodotto dalla THE WELLCOME FOUNDATION LTD - Londra, e distribuito dalla Wellcome Italia S.p.A. - Pomezia.

VIDEX-ddI - Dideoxyinosine, distribuito dalla Bristol Myers Squibb Company di New York.

Che la Zidovudina è da anni distribuita sistematicamente dai presidi ospedalieri che trattano l'aids;

che, al contrario, la ddI è da poco stata introdotta in Italia;

che molti soggetti colpiti da aids o sindromi correlate non sono più in condizioni di assumere zidovudina perchè non ne sopportano ulteriormente gli effetti secondari o perchè la terapia non produce più i suoi effetti positivi di inibizione della replicazione del virus;

che in questi casi l'unica terapia alternativa disponibile in Italia è rappresentata dalla somministrazione di ddI;

che, contrariamente ad ogni principio di diritto umano, di solidarietà con gli ammalati, le insufficienti quantità di ddI, messe a disposizione dalla Bristol-Myers Squibb Company, sono state, per disposizione del Ministero della Sanità, destinate totalmente alla sperimentazione clinica;

che tale sperimentazione clinica esclude le persone che hanno subito un trattamento di zidovudina per un periodo superiore ai 15 mesi, e che questo significa escludere di fatto i pazienti che più hanno necessità di ricevere la ddI, e che non ricevendola la loro stessa vita è in grave pericolo;

che non è ancora disponibile alcuna quantità di ddI da destinarsi ad "uso compassionevole";

chiedono di conoscere:

- che cosa intende fare l'On.le Ministro,

1- per destinare almeno il 60% del prodotto ddI ad uso compassionevole;

2- per esercitare le opportune pressioni sulla Bristol Myers Squibb Company affinchè in Italia sia distribuita la quantità di ddI almeno pari a quello che la stessa società distribuisce in Francia o negli altri paesi europei;

3- per ascoltare in proposito l'opinione dei sieropositivi italiani, e per essi delle associazioni di sieropositivi e di malati di aids, prima fra tutte il Coordinamento Nazionale delle Persone Sieropositive.

Se non ritiene opportuno al fine di far partecipare i cittadini italiani affetti da hiv ai processi decisionali che concernono la loro vita stessa, di accogliere la richiesta fatta dal loro Coordinamento Nazionale di inserire il loro Presidente e tre loro Delegati fra i membri della Commissione Nazionale per la lotta all'aids.

Tale richiesta di coinvolgimento è quanto traspare a livello mondiale dal documento di S. Francisco stilato in occasione della VI Conferenza Mondiale sull'aids, nonchè quanto raccomandato alle autorità sanitarie di ogni paese dall'OMS.

 
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