Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 26 feb. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
D'Elia Sergio, Di Lascia Maria Teresa, Ferro Valeria, Frassineti Luca, Lai Livio - 18 dicembre 1990
L'EMERGENZA GOZZINI (3): LE REGISTRAZIONI INTEGRALI DEL TG1 DENUNCIATO

TG1 E LEGGE GOZZINI: Il caso Vespa e non solo.

28 DICEMBRE 1989: Giuseppe Strangio, sequestratore di Cesare

Casella, evaso durante una licenza premio.

(La notizia è falsa poichè Strangio non era in permesso grazie alla legge Gozzini bensì grazie alla legge penitenziaria del '75: gravi motivi familiari).

1 OTTOBRE: Scarcerazione Morucci e Faranda -servizio di Romagnoli

Le scarcerazioni facili - servizio di Scaccia

(vedi trascrizioni)

3 OTTOBRE: Morucci e Faranda godono da oggi della semilibertà.

Redazionale 21"

5 OTTOBRE: La procura generale di Roma ha presentato ricorso per

la scarcerazione di Morucci e Faranda. Redazionale 17"

(senza connessioni tra Casiraghi e la pagina sindacale)

11 OTTOBRE:Ucciso un bambino di 12 anni a Caltagirone

A Siracusa scarcerato S.Caruso per decorrenza termini.

12 OTTOBRE:Arrestati i presunti assassini del bambino ucciso a

Caltagirone.

Riunione interministeriale sulla criminalità mafiosa.

I radicali manifestano in favore della Gozzini. 7"

(vedi trascrizione)

16 OTTOBRE:Consiglio di gabinetto discute misure per la lotta alla

criminalità.(non si è ancora svolto)

Damiani intervista Scotti.

17 OTTOBRE:Misure decise dal governo contro le scarcerazioni

facili - servizio Napolitano

Infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici

- servizio Castelli

Servizio di Scaccia sulla legge Gozzini

- servizio di Scaccia (vedi trascrizione)

Andreotti in commisione antimafia

23 OTTOBRE:Servizio di Scaccia sul nuovo codice di procedura

(vedi trascrizione)

27 OTTOBRE:I magistrati in assemblea chiedono strumenti nella

lotta alla criminalità.

Concessi gli arresti domiciliari a Maietta

servizio di Romagnoli

EDITORIALE DI BRUNO VESPA

(vedi trascrizioni)

28 OTTOBRE:Scarcerazione di Maietta. intervista di Romagnoli

a Catalani.

29 OTTOBRE:Liberi a Torino presunti mafiosi per decorrenza

termini. servizio di Bianco

Scarcerazione di Maietta. servizio di Scaccia

(vedi trascrizione)

Il giudice che ha concesso la libertà a Maietta

convocato dal Presidente del Tribunale.

30 OTTOBRE:7 mafiosi in libertà per decorrenza termini.

5 presunti trafficanti di droga liberati per un

errore di timbratura- servizio Melia

Gli avvocati penalisti denunciano le carenze delle

strutture.

Cossiga incontra i magistrati e Vassalli parla di

modifica della Gozzini.

(segue un servizio sui controlli nei cantieri)

31 OTTOBRE:5 presunti trafficanti di droga liberati per un

errore di timbratura. Gli sviluppi. servizio Romagnoli.

1 NOVEMBRE:Nell'ambito di un servizio Orefice annuncia che entro

breve tempo il governo prenderà provvedimenti contro

l'eccessiva tolleranza. (vedi trascrizione)

Intervista di Celsi a Vassalli sulle modifiche alla

Gozzini.

2 NOVEMBRE:Respinta la richiesta di libertà provvisoria per

Claudia Gioia.(vedi trascrizione)

la notizia è seguita da quella sugli omicidi a Catania.

4 NOVEMBRE: Scotti in Sicilia.(vedi trascrizione)

8 NOVEMBRE: Scotti in commissione antimafia illustra i

provvedimenti anticriminalità allo studio del governo.

(vedi trascrizione)

28 dicembre 1989

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.16 TG1 ORE 20,00

servizio di Corigliano durata 1'30"

La tregua concessa ai rapitori di Cesare Casella sta per scadere. Se entro mezzanotte il giovane di Pavia non sarà rilasciato e se sopratutto non sarà fornita una prova certa della sua esistenza in vita da domani mattina nuclei speciali dei carabinieri e nucleo antisequestro della polizia riprenderanno battute e rastrellamenti in tutto l'Aspromonte. Per 48 ore c'è stata pausa, una sospensione pressochè generale di ogni attività esterna sul territorio, proprio per facilitare ai rapitori il rilascio di Cesare Casella. E questo dopo la cattura del presunto capo della banda che ha in ostaggio il giovane: Giuseppe Strangio di San Luca, latitante da tempo. Nonostante la sua condanna a 27 anni per il sequestro De Feo, Strangio aveva ottenuto una licenza premio, ma non è mai rientrato al carcere di Lecce. I controlli saranno intensificati fin da stanotte, la zona presa particolarmente di mira è quella tra Natile di Careri e San Luca. ..........(segue)

1 ottobre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N. 15 DEL TG1 ORE 20.00

redazione 31"

servizio filmato di Romagnoli 1'45"

dichiarazione di Gozzini 4"

dichiarazione PR + DP 2"

dichiarazione di Amato 7"

" La notizia che verrà concesso il regime di semilibertà agli ex brigatisti rossi Valerio Morucci e Adriana Faranda ha alimentato di nuovo le polemiche sulla legge Gozzini. Morucci e la Faranda, che hanno già scontanto più di 11 anni di carcere, erano stati condannati a 30 anni per il ruolo avuto nell'eccidio di Via Fani e nel sequestro di Aldo Moro. Adesso potranno lasciare la prigione di giorno e lavoreranno in una cooperativa di assistenza romana però torneranno ogni sera in carcere. Vediamo quali sono i termini della polemica sulla legge contestata. "

ROMAGNOLI:" Quando nell'ottobre del 1986 il Parlamento discusse la legge Gozzini, solo radicali e demoproletari votarono contro e unicamente perchè la giudicavano in alcuni punti troppo restrittiva. Ad appena 4 anni di distanza praticamente tutti sono d'accordo sull'esigenza di modificarla perchè in troppi casi, si dice, non si è dimostrato sincero il ravvedimento che secondo la legge è la condizione per lasciare,in varie forme, il carcere prima di aver scontato l'intera condanna. Innanzitutto per lavorare all'esterno dei penitenziari o, nel caso di tossicodipendenti alcolisti, per seguire un programma di recupero. Quella di riabbracciare la famiglia è invece la motivazione addotta da molti detenuti per usufruire di permessi, fino ad una misura massima di 45 giorni all'anno. E del regime di semilibertà possono aspirare a godere, quando abbiano scontato almeno metà della pena, anche gli autori dei reati più gravi. E proprio intorno alla necessità di escludere dai benefici della legge i criminali più incalliti

che vertono le proposte, alcune anche del governo,di modificare la legge. " Che comunque ha soprattutto bisogno di essere applicata bene " avverte il senatore Mario Gozzini che le ha dato il nome. Le agevolazioni infatti sono concesse sulla base di rapporti redatti dagli operatori carcerari e per decine di migliaia di persone che entrano ogni anno nelle carceri italiane, ci sono appena 500 educatori, altrettanti assistenti sociali e 300 psicologi." Spesso così",come rileva il direttore generale di istituti di pena Amato, "non viene adeguatamente accertato l'effettivo grado di pericolosità del condannato". Secondo le proposte allo studio occorrerebbe soprattutto coinvolgere le forze di polizia per indagare preventivamente sugli eventuali legami del detenuto con l'ambiente criminale. "

TRASCRIZIONE NOTIZIA N. 16 DEL TG1 ORE 20.00

servizio filmato di Scaccia 1'18"

SCACCIA: " L'ultimo esempio clamoroso e recentissimo. I due rapinatori di Vicarello Egisto Siino e Franco Facciolo erano detenuti in permesso premio. E sono nuovamente esplose dunque le polemiche sulle così dette scarcerazioni facili. Secondo fonti del ministero di Grazia e Gistizia, nei primi sei mesi di quest'anno hanno usufruito dei benefici della legge Gozzini, più della metà dei detenuti. Esattamente 18 mila e 92 su una popolazione carceraria di 31 mila 431 unità. 253 non sono mai tornati dal permesso. La percentuale dei così detti evasi non è alta, 1,4% ma certamente nell'opinione pubblica destano scalpore alcuni casi clamorosi. Oltre a quello della semilibertà i due ex brigatisti Valerio Morucci e Adriana Faranda, fece sensazione lo stesso beneficio concesso a Francesco Mangiavillano condannato per l'omicidio dei fratelli Menegazzo, catturato due settimane fa dopo 5 mesi di latitanza. Maggiore sorpresa quando i carabinieri riuscirono a prendere nella piana di San Luca, Giuseppe Strangio, che andava a

ritirare il secondo miliardo del sequestro Casella e si seppe che Strangio, condannato a 24 anni per rapimento, era in licenza premio. E ancora quando Giuseppe Mastini, noto come Jhonny lo Zingaro, sequestrò una ragazza, uccise un poliziotto e ne ferì un altro. Anche lui era in permesso per buona condotta. "

12 ottobre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.13 DEL TG1 ORE 20.00

redazione 7"

" Stamane davanti al Senato i radicali hanno manifestato in difesa dell'indulto e della legge Gozzini sui benefici carcerari."

16 ottobre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.1 DEL TG1 ORE 20.00

redazione 28"

servizio filmato di Scaccia 1'31"

" Il governo si sta occupando, in una riunione del consiglio di gabinetto, di due importanti argomenti, il risparmio energetico e i provvedimenti per la lotta alla criminalità. La riunione del consiglio di gabinetto, alla quale partecipa il neo ministro dell'interno Scotti, è stata interrotta per consentire lo svolgimento di una riunione dell'intero consiglio dei ministri che deve decidere su argomenti di ordinaria amministrazione. Non si conoscono ancora nei dettagli le misure contro la criminalità. Vediamo in questa scheda come dovrebbero essere secondo le previsioni."

SCACCIA:" Il primo obiettivo della manovra anticrimine è il controllo degli appalti pubblici. Un settore dove la mafia inquina, corrompe, allarga la presa su territori di almeno tre regioni italiane, Campania, Sicilia e Calabria. Il provvedimento più innovativo è l'ipotesi di una rotazione del personale cioè di quei funzionari che fanno da terminale ai canali di erogazione di denaro pubblico e sono quindi maggiormente esposti alle intimidazioni. Fra le altre misure il potere a prefetti e presidenti di regioni di impugnare davanti al TAR il Tribunale Amministrativo, tutti gli atti illegittimi, l'istituzione nelle regioni a rischio di senzioni provinciali della magistratura contabile ed il potenziamento del CORECO l'Organismo di Controllo sulla Legittimità degli atti degli enti locali. Oltre all'ipotesi di sottrarre gli appalti di maggiore entità alla competenza dei comuni, potrebbero passare sotto il controllo delle regioni, si sta studiando un coordinamento locale per le opere pubbliche ed un coordinamento n

azionale su tutte le attività di investimento svolte dalle amministrazioni pubbliche dello Stato. Sul piano della repressione ci si avvia ad un inasprimento delle pene per gli autori dei sequestri di persona e per chi induce i minori al delitto. Mentre sarà in parte rivista la legge Gozzini sulla semilibertà, i permessi ai detenuti, non saranno concessi benefici prima di aver espiato un terzo della pena. Inoltre sarà più severa la disciplina per la concessione di porto d'armi nelle tre regioni a rischio. Accanto ad un potenziamento delle forze dell'ordine è allo studio infine l'istituzione di nuclei interforce e di polizie giudiziarie. Si delinea dunque un pacchetto di misure eccezionali ma non straordinarie come aveva chiesto il presidente Cossiga."

17 ottobre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.3 DEL TG1 ORE 20.00

redazione 5"

servizio filmato di Scaccia 1'52"

dichiarazione di Coco 2"

intervista a Coco 48"

" Vediamo ora un altro aspetto dei provvedimenti individuati ieri. Quello della modifica della legge Gozzini."

SCACCIA:" Scarcerazioni meno facili e pene più severe ai condannati per reati di mafia. Il Governo fa quadrato contro la criminalità. Innanzitutto modificherà la legge Gozzini sui benefici ai detenuti. Sarà molto più difficile ottenere semilibertà e permessi. Per chi ha commesso reati gravi sarà addirittura impossibile prima di aver scontato un terzo della pena e comunque soltanto dopo aver dimostrato un totale ravvedimento e soprattutto di aver interrotto ogni contatto con le organizzazioni criminali. E' allo studio anche un decreto che preveda l'inasprimento della pena per chi è già stato condannato come appartenente a cosche mafiose e per chi, questa è una novità sostanziale, induce i minori al delitto, caso sempre più frequente nelle tre regioni a rischio, Calabria, Sicilia e Campania. Nelle stesse regioni sarà difficile prendere il porto d'armi e forse sarà anche vietata l'attività venatoria. Molta attenzione è stata dedicata al fenomeno del riciclaggio. Sarà creata una rete permanente di contrasto arti

colata sui GICO, i Gruppi di Controllo sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza per sgretolare o comunque contrastare ogni tipo di arricchimento criminoso."

SCACCIA:" Lei ha parlato di schizofrenia altalenante fra rigore e lassismo. Questo è nuovo, a che tanti crimini e verso quale direzione va?"

COCO:" Nel rigore ingiustificato, nel lassismo. Bisogna elaborare un progetto organico di politica della giustizia che confermi le conquiste del garantismo, però di un garantismo giusto ed equilibrato. Bisogna superare gli errori e gli eccessi di demagogia che hanno favorito il potere della criminalità."

SCACCIA:" Lei da cittadino crede che porti a risultati concreti questo piano antimafia?"

COCO:" Io credo di si, proprio perchè con una visione più coerente noi possiamo realizzare la giusta lotta legalitaria, la supremazia del diritto contro la criminalità."

17 ottobre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.3 DEL TG1 ORE 20.00

redazione 5"

servizio filmato di Scaccia 1'52"

dichiarazione di Coco 2"

intervista a Coco 48"

" Vediamo ora un altro aspetto dei provvedimenti individuati ieri. Quello della modifica della legge Gozzini."

SCACCIA:" Scarcerazioni meno facili e pene più severe ai condannati per reati di mafia. Il Governo fa quadrato contro la criminalità. Innanzitutto modificherà la legge Gozzini sui benefici ai detenuti. Sarà molto più difficile ottenere semilibertà e permessi. Per chi ha commesso reati gravi sarà addirittura impossibile prima di aver scontato un terzo della pena e comunque soltanto dopo aver dimostrato un totale ravvedimento e soprattutto di aver interrotto ogni contatto con le organizzazioni criminali. E' allo studio anche un decreto che preveda l'inasprimento della pena per chi è già stato condannato come appartenente a cosche mafiose e per chi, questa è una novità sostanziale, induce i minori al delitto, caso sempre più frequente nelle tre regioni a rischio, Calabria, Sicilia e Campania. Nelle stesse regioni sarà difficile prendere il porto d'armi e forse sarà anche vietata l'attività venatoria. Molta attenzione è stata dedicata al fenomeno del riciclaggio. Sarà creata una rete permanente di contrasto arti

colata sui GICO, i Gruppi di Controllo sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza per sgretolare o comunque contrastare ogni tipo di arricchimento criminoso."

SCACCIA:" Lei ha parlato di schizofrenia altalenante fra rigore e lassismo. Questo è nuovo, a che tanti crimini e verso quale direzione va?"

COCO:" Nel rigore ingiustificato, nel lassismo. Bisogna elaborare un progetto organico di politica della giustizia che confermi le conquiste del garantismo, però di un garantismo giusto ed equilibrato. Bisogna superare gli errori e gli eccessi di demagogia che hanno favorito il potere della criminalità."

SCACCIA:" Lei da cittadino crede che porti a risultati concreti questo piano antimafia?"

COCO:" Io credo di si, proprio perchè con una visione più coerente noi possiamo realizzare la giusta lotta legalitaria, la supremazia del diritto contro la criminalità."

23 ottobre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.18 DEL TG1 ORE 20.00

redazione 8"

servizio filmato di Scaccia 1'39"

dichiarazione di Galloni 12"

dichiarazione di Bertoni 21"

" Un anno fa partiva la riforma della procedura penale, una riforma che certamente ha reso più moderno e garantista il nostro diritto, ma che trova molti ostacoli sulla sua strada."

SCACCIA:" Salutato come l'avvio del processo all'americana con riferimento addirittura alla gesta spettacolari di Perry Mason, il nuovo codice di Procedura Penale arriva all'appuntamento con il primo anno di vita con molti problemi irrisolti ed un senso di malessere diffuso. Per il vicepresidente del consiglio superiore della magistratura Galloni, mancano mille e 415 magistrati giudicanti previsti in organico e comunque si spende troppo poco per la giustizia in Italia, appena lo 0,88% del bilancio dello Stato. Intanto da un anno secondo quanto prevede la legge delega, al ministero di Grazia e Giustizia si lavora a tempo pieno su proposte di modifica. E' il tentativo secondo il presidente dell'associazione nazionale magistrati Bertoni, di tamponare falle che nulla hanno a che vedere con il codice ma dovute a problemi decennali di strutture. Si ricorre così a quel sistema delle proroghe che si credeva di poter abbandonare per sempre. Prolungato di 18 mesi il termine di chiusura dei fascicoli di quei procedimen

ti penali di estrema rilevanza e complessità. E comunque per tutti fino al 31 dicembre prossimo. Gli allarmi arrivano da ogni parte. Alla procura di Roma non riescono a smaltire più di 250 mila procedimenti pendenti, a Milano non riescono neppure a registrare le 80 mila denunce sopravvenute quest'anno, mentre nelle istanze dei GIP, i Giudici delle Indagini Preliminari, si sono già accumulate 17 mila e 500 cause arretrate. Al limite del collasso è stata definita la situazione a Palermo dove ogni magistrato ha in media un carico di 400 processi. Emergenza anche in Campania e in Calabria dove rischiano l'archiviazione oltre 18 mila procedimenti, 3 riguardano la mafia di Palmi."

27 ottobre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.9 DEL TG1 ORE 20.00

editoriale di Vespa 1'13"

VESPA:" Quale delitto bisogna compiere per essere trattenuti in carcere? Franceso Maietta condannato a 28 anni per l'omicidio Giorgeri è stato rimandato a casa perchè è uno studente modello. Ricordo Giovanni Fenaroli nel penitenziario di Porto Azzurro. Forse aveva ucciso la moglie, prese l'ergastolo. Si comportava da gentiluomo. Di giorno teneva la contabilità del carcere di notte lavorava alla revisione del processo. Ma nessuno si commosse, la legge era legge. E l'ergastolano Fenaroli sarebbe uscito solo dopo 28 anni. Morì prima. Che è successo se oggi i responsabili degli anni di piombo fanno lezione all'università oppure lavorano fuori dal carcere come Morucci e Faranda, o dormono nel proprio letto a tre anni dal delitto come Maietta? E' successo che questo paese non riesce a quanto pare a trovare equilibrio tra emergenza e garantismo. Quando si illude di garantire qualcuno come i brigatisti non si accorge di offendere profondamente il resto della comunità, senza contare la beffa che come dimostrano fatti

recenti i brigatisti perdonati non hanno detto la verità nemmeno sul caso Moro. Il Governo ha promesso di metter mano allo sconcio tra pochi giorni, ma i magistrati che ancora stasera invocano a ragione mezzi straordinari, sappiano che decisioni come quella su Maietta li allontanano purtroppo di molto da cuore della gente."

29 ottobre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.5 DEL TG1 ORE 20.00

redazione 35"

servizio filmato di Scaccia 1'38"

nota de L'Osservatore Romano 11"

"Continua a far discutere la scarcerazione dell'ex terrorista Francesco Maietta che ha scontato solamente un breve periodo di carcere dopo essere stato condannato a 27 anni e che adesso e' agli arresti domiciliari. Il sentimento maggiormente ferito dall'ordinanza dei giudici, scrive l'Osservatore Romano, e' il rispetto che si deve alla memoria dell'ucciso ed ai vivi. Per il giornale della Santa Sede e' stato offeso il dolore dignitoso della famiglia di un servitore dello Stato. Ma ci sono anche altri appartenenti alla stessa organizzazione di Maietta che non sono rimasti a lungo in carcere."

SCACCIA: "Il 20 marzo di tre anni fa e' ucciso in un agguato terroristico il generale dell'areonautica Licio Giorgieri. L'omicidio rivendicato in un lungo documento che siamo in grado di mostrarvi dall'unione dei comunisti combattenti, una frangia delle disciolte Brigate Rosse. E' l'azione piu' clamorosa della banda armata nata nell'autunno dell'85 e disciolta nel giugno dell'87 quando in via del Forte Tiburtino a Roma e' scoperto il covo. Tutti i componenti delle UCC sono nel giro di pochi mesi arrestati e 13 sono condannati sia per l'omicidio Giorgieri sia per l'attentato andato a vuoto contro l'economista Antonio Da Empoli. A 3 anni di distanza sono attualmente in carcere pero' solo due appartenenti all'organizzazione, gli altri sono tutti fuori. Paolo Cassetta, Fabrizio Melorio e Geraldina Collotto, condannati a 15 anni per l'omicidio Giorgieri, sono agli arresti domiciliari da sette mesi e inoltre hanno il permesso di lavorare di giorno, Insomma conducono una vita normale. Francesco Maietta, condannato

a 27 anni per l'omicidio Giorgieri, usufruisce delgi arresti domiciliari da una settimana. Mennella e Nasti sono fuori perche' pentiti, altri, come Fallone e Baldacci, sono in liberta' per aver gia' scontato la pena. Restano dunque dentro solo Maurizio Locusta, per i giudici ha sparato sia a De Empoli che a Giorgieri, e Claudia Gioia. Per Locusta se ne parlera' nel '91, per gli arresti domiciliari a Claudia Gioia si discutera' invece proprio domani alla III corte d'assise di Roma. Dal 14 dicembre anche lei potrebbe comunque andare a casa per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva, dopo aver scontato neppure tre anni dei 28 ai quali e' stata condannata. Per i giudici fu lei ad organizzare l'agguato mortale al generale".

1 novembre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.3 DEL TG1 ORE 20.00

servizio di Orefice 1'51"

dichiarazione di Cariglia 3"

dichiarazione di Cristofori 28"

OREFICE:" Veniamo ai fatti di casa nostra. Andreotti è pronto a fornire al parlamento, nell'imminente dibattito al senato, tutte le aggiuntive informazioni in suo possesso sulla struttura Gladio, ovviamente senza limiti temporali, cioè fino ad oggi. Il parallelismo tra il comitato dei saggi sulla P2 istituito da Forlani allora presidente del consiglio e analoga iniziativa richiesta oggi dai repubblicani non tiene conto di una circostanza. La P2 era un fatto illecito interno italiano. L'operazione gladio era una emanazione NATO e perciò coinvolgente tutti i paesi alleati. Se ci sono state deviazioni nostre, il governo farà la sua parte per accertarle. Lo stesso Cariglia sostiene che i comitati non sono mai serviti alla verità. Pazzo chi vi intende accelerare le procedure per la nomina del nuovo capo del SISMI, riunione del comitato per la sicurezza, la proposta del ministro della difesa e poi la scelta definitiva. Soluzione imminente. Ad uno dei prossimi consigli dei ministri, lo ha confermato oggi Cristofori

al TG1, verranno esaminati decreti legge e disegni di legge, le misure amministrative per mettere un freno agli arresti domiciliari facili, alle semilibertà, ai permessi premio e di lavoro esterni alle carceri, concessi con eccessiva tolleranza. Verrebbo esclusi i colpevoli di terrorismo, di reati di mafia, di camorra, di sequestri di persona, di traffico di droga. Già Vassalli il primo marzo scorso presentò un disegno di legge rimasto fermo alla Camera. Adesso è la volta buona."

2 novembre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N.8 DEL TG1 ORE 20.00

servizio filmato di Scaccia 1'32"

SCACCIA: "Le motivazioni sono racchiuse in 4 paginette dattiloscritte. Nessuno per ora le ha lette, per cui non sono noti i motivi che hanno portato la terza Corte d'Assise di Roma a respingere la richiesta di arresti domiciliari per Claudia Gioia, ex brigatista delle UCC, condannata a 27 anni e 10 mesi quale organizzatrice dell'omicidio nel marzo dell'87 del generale dell'aeronautica Licio Giorgieri. Ma una cosa e' sicura, quelle pagine sono firmate dalla stesso giudice, Serafino Turchetti, che appena 10 giorni fa ordino' la scarcerazione di Francesco Maietta, condannato a 27 anni per concorso morale nello stesso omicidio. Una decisione che scateno' numerose polemiche. Difficile anche la discussione odierna se e' vero che la corte e' stata riunita per 3 ore. Alla fine e' stato deciso che Claudia Gioia rimarra' dietro le sbarre. Se deve studiare lo fara' in carcere, dove e' detenuta neppure da 3 anni sui quasi 28 da scontare. Una prima risposta forse e' quella richiesta un po' unanime di scarcerazioni meno f

acili, un impegno ribadito anche ieri al TG1 dal ministro della giustizia Vassalli. Solo un altro appartenente alle unita' comuniste combattenti, qui vediamo il documento che rivendico' l'assassinio di Giorgieri, rimane in carcere, Maurizio Locusta, considerato dai magistrati il killer dell'organizzazione e arrestato in circostanze drammatiche in questa casa di Parigi. Gli altri sono tutti fuori, ma il discorso e' piu' generale. Su una popolazione carceraria di poco piu' di 31mila detenuti, la meta' e' libera per benefici vari. Ci sono terroristi, ci sono anche mafiosi, sequestratori, trafficanti di droga."

4 novembre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N. 9 TG1 ORE 20,00

Redazione 13" servizio Dispensa 1'35"

Nessuna novità nelle indagini sull'omicidio dei due managers delle acciaierie di Catania. Oggi gli inquirenti hanno incontrato il ministro dell'interno Scotti che, con l'Alto Commissario antimafia Sica, è andato anche a Palermo.

DISPENSA: Prima un incontro con i magistrati e gli investigatori, poi una riunione con sindacati ed imprenditori, si è chiuso così il viaggio in Sicilia del Ministro dell'Interno Vincenzo Scotti. Venuto in Sicilia l'indomani di un agguato, quello di Catania contro due manager industriali che ha il chiaro sapore di un atto terroristico mafioso. In tutti la convinzione di dover uscire dal rituale e a quanti, come gli imprenditori colpiti direttamente dalla uccisione dei due dirigenti della Megara di Catania, hanno chiesto una decisa iniziativa dello Stato, Scotti ha dato le prime risposte annunciando intanto un graduale, ma sostanziale incremento degli organici di polizia." Con i magistrati - ha poi aggiunto Scotti a Palermo con Sica e il capo della polizia Parisi-

abbiamo valutato le misure che il governo si accinge ad adottare per correggere le disfunsioni registrate nell'applicazione della legge Gozzini." Un capitolo nuovo la maggiore attenzione che sarà prestata alla delinquenza minorile, un compito affidato anche all'Alto Commissario Sica. Il rapporto mafia-imprese: il capitolo tra i più spinosi. "Nessuna criminalizzazione - ha avvertito Scotti - ma per affrontare una situazione così grave, occorre la fiducia degli operatori economici e la solidarietà della gente."

Accorato l'allarme degli imprenditori.

Carlo Malavasi, presidente degli industriali siciliani:

MALAVASI:"Maggiore sicurezza, è necessaria questa sicurezza per operare correttamente sul mercato, se no non si opera più sul mercato, si è fuori."

8 novembre 1990

TRASCRIZIONE NOTIZIA N. 16 TG1 ORE 20,00

redazionale 14"

Il Ministro dell'Interno Scotti ha illustrato alla commissione parlamentare antimafia i provvedimenti che sta studiando il Governo. Si è parlato del riciclaggio del danaro sporco, della delinquenza minorile, della protezione dei pentiti, della non elegibilità di persone coinvolte in attività mafiose.

 
Argomenti correlati:
legge
stampa
caiazza giandomenico
d'elia sergio
ferro valeria
il giornale
il tempo
esposto
giustizia
dossier
stampa questo documento invia questa pagina per mail