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Pannella Marco - 8 ottobre 1991
REFERENDUM, GIOCHIAMO D'ANTICIPO
Intervista a Marco Pannella

di Ci. Sba.

SOMMARIO: [Intervista]. Dopo aver ricordato come i radicali abbiano annunciato che inizieranno la raccolta delle firme con quattro giorni di anticipo sui Comitati Segni e Giannini, si chiede a Pannella perché egli abbia "messo in guardia" dal caricare i referendum di "valori impropri". Pannella spiega che è la stessa critica che ha mosso ai promotori del referendum sulla preferenza unica. Occorrerebbe "un dibattito più puntuale e serio" sugli obiettivi referendari. Per quanto riguarda la riforma elettorale, PDS e PLI fanno ricorso al referendum solo strumentalmente, perché in realtà non vogliono l'uninominale. I radicali hanno cominciato a raccogliere le firme prima degli altri perché erano già pronti. Afferma di aver proposto il referendum sulla droga e quello sul finanziamento pubblico quando ha constatato che nel 1993 i cittadini sarebbero stati chiamati a votare su sei referendum, tutti "di netta ispirazione radicale". Ma il problema del momento resta quello della raccolta delle firme superando l'"ostr

acismo" della stampa. Ciò che occorrerebbe ricreare è il "clima e il quadro politico del 1985-1987" per i referendum proposti assieme al PSI.

(L'AVANTI!, 8 ottobre 1991)

("Marco Pannella e il Partito radicale hanno annunciato che inizieranno la raccolta delle firme per tre referendum (antidroga, finanziamento pubblico ai partiti, controlli ambientali) con quattro giorni di anticipo rispetto ai comitati di Segni e Giannini che hanno fissato la data per il 14 ottobre. Mario Segni ha preferito astenersi dal commentare la scelta di Pannella. Mentre Cesare Salvi, ministro-ombra del Pds per le riforme istituzionali e sostenitore del comitato Giannini, ha detto che Pannella da tempo sta cercando spazi . Su questa vicenda e, più in generale, sui referendum abbiamo rivolto alcune domande allo stesso Pannella".)

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"Lei ha messo in guardia un po' tutti dal rischio di caricare questi referendum di »valori impropri . A cosa si riferisce?"

Mi riferisco, ad esempio, a quanti si sono scatenati, nella scorsa primavera, pro e contro il referendum sulla preferenza unica, tenutosi il 9 giugno, facendone una sorta di giudizio di Dio. Occorrerà astenersi dal peccato, o - all'opposto - salvare la patria. E' andata come è andata: benissimo, per chi ha inopportunamente enfatizzato il valore positivo del referendum (almeno nell'immediato), caricando di significato che non aveva, malissimo per chi aveva compiuto l'operazione opposta.

Male, a mio sommesso avviso, per tutti perché un dibattito più puntuale e serio sullo specifico obiettivo referendario sarebbe stato utile al Paese, e forse l'esito del referendum molto diverso. Altro esempio: il Pds, il Pli sono con quanti, come noi, vogliono conquistare in Italia, un sistema elettorale »britannico , o anglosassone, anche attraverso la via referendaria. In realtà essi sono per altri sistemi elettorali, e solo per motivi strumentali, quindi, aderiscono alle proposte referendarie dette »Segni .

"Perché ha deciso di anticipare di quattro giorni la raccolta delle firme rispetto ai comitati di Segni e Giannini? I giornali hanno parlato di »atto di offensiva del Pr all'interno dei comitati promotori ".

Il Partito radicale non ha nemmeno proposto agli altri comitati, »Segni e »Giannini , una comune presentazione e gestione di questa raccolta di firme referendarie. Sarebbe stato inutile, e forse effettivamente inopportuno. Siamo quindi partiti quando siamo stati pronti. Eravamo pronti, per la verità, a raccogliere subito le nove firme. Ma lo faremo a partire dal 14, quando anche gli altri due comitati hanno deciso di iniziare. Comunque è solamente sui nostri tavoli che i cittadini potranno scegliere di firmare o non firmare i nove referendum.

"Ritiene che i referendum sulla droga e sul finanziamento ai partiti abbiano una centralità rispetto agli altri proposti da Giannini e Segni?"

Quando abbiamo constatato che nella primavera del 1993 si sarebbero probabilmente tenuti sei referendum, per di più tutti e sei di netta ispirazione radicale, tutti da noi condivisi, ci è allora parso opportuno che il Paese fosse anche chiamato a ripronunciarsi sul primo referendum antipartitocratico che resta, a nostro avviso, il più esplicito, diretto, ed efficace, quello contro il finanziamento pubblico degli apparati dei partiti. E, ricordando la convergenza fra Comitato dei cattolici e la Lega del Divorzio in difesa del diritto e dell'opportunità per il Paese di pronunciarsi "a ragion veduta" sulla legge Fortuna, abbiamo ritenuto che fosse interesse generale, di »proibizionisti e di »antiproibizionisti , di far esprimere il paese non su posizioni ideologiche contrapposte ma sull'esperienza di tre anni di funzionamento della legge Vassalli-Jervolino.

"Come mai ha deciso di accogliere la proposta di Mario Signorino di inserire tra i referendum anche quello sull'ambiente?"

Il Partito radicale ha ritenuto opportuno che questa proposta, »gianniniana , e non solamente »ambientalista , che toglie alle Usl l'innaturale carico di organizzare la difesa ambientale sul territorio italiano, fosse sottoposta al giudizio del Paese assieme alle altre. Tanto più che nel 1993, in questa occasione di democrazia referendaria, i verdi in quanto tali saranno assenti.

"Quali sono, a Suo avviso, le prospettive di successo di questa ennesima iniziativa referendaria?"

Intanto c'è da raccogliere le firme, con la disinformazione più totale, che possiamo dare per scontata, da parte della Rai-Tv, e l'ostracismo con cui la stampa continua a trattare le specifiche iniziative del Partito radicale, transnazionale o transpartitico, siano esse referendarie, parlamentari, non violente. Per il Pds, può trattarsi di una passeggiata. Per noi, certamente no. Peccato che nessuno, a parte noi, sembri interessato a riconquistare il clima e il quadro politico del 1985-87, quando con il Psi proponemmo i referendum sulla giustizia, sul nucleare, e una comune impostazione di difesa della legislatura e di proposta elettorale. E ciò malgrado il fatto che il Pr non è più in quanto tale un partito nazionale, concorrente, elettoralmente e istituzionalmente del Psi.

 
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