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Pannella Marco - 13 novembre 1991
Il finanziamento dei partiti
di Marco Pannella

SOMMARIO: [Lettera al Direttore, nella rubrica "La Posta"]. Pannella contesta il titolo dell'articolo pubblicato dal "Giornale" l'11 novembre. E' falso, infatti, dire che "Pannella boccia i referendum", perché il partito radicale è anzi "la sola organizzazione politica pienamente mobilitata per i nove referendum". Senza riserve, come dimostrano l'impegno finanziario e l'informazione quotidiana di Radio Radicale.

I radicali non erano "inizialmente" favorevoli a "una serie di referendum". Quando ne sono stati presentati altri, hanno pensato fosse giusto ripresentare anche quello contro il finanziamento pubblico, osteggiato "apertamente e lealmente" dal solo PCI (mentre gli altri partiti tendono solo a "soffocare l'iniziativa"), e quelli sulla droga e le USL. Comunque, i molti referendum non "scoraggiano", ma fungono da "moltiplicatore". Il "Giornale" aveva annunciato l'appoggio a "sette" referendum, ma da allora ne ha appoggiato "sei", osteggiando gli altri tre.

(IL GIORNALE, 13 novembre 1991)

Caro direttore,

mi spiace doverlo affermare. Ma il titolo del servizio pubblicato in seconda pagina, lunedì 11, »Pannella boccia i referendum degli altri è assolutamente falso, disinforma assolutamente i suoi lettori, nuoce alla verità della nostra e mia immagine.

Il Partito Radicale, per ora, è la sola organizzazione politica pienamente mobilitata per i nove referendum, a cominciare da quelli »Segni , senza riserva alcuna. Il Partito Radicale ha stanziato e speso, di già, mezzo miliardo di lire, per consentire al maggior numero di cittadini di poterli firmare, senza discriminazione fra referendum »Segni , »Giannini , o del Pr. Radio Radicale dedica ogni giorno oltre quattro ore allo stesso fine. Vogliamo cifrare anche questo apporto? A Bruxelles, a Strasburgo, e non solamente in Italia, stiamo facendo altrettanto.

Il Partito Radicale è la sola organizzazione politica che è d'accordo non solamente in modo »strumentale , ma anche »finale , sui referendum elettorali, essendo una riforma uninominale, maggioritaria, ad un turno, e non a due turni. Ed è la sola organizzazione politica mobilitata per raccogliere firme anche per la riforma del sistema elettorale della Camera dei Deputati, identica a quella per il Senato.

Il Partito Radicale non era inizialmente favorevole a una serie di referendum; ne patrocinava solamente "due": uno (e non due) elettorale per il Senato, e uno per i Comuni. Quando sono divenuti sei, il triplo di quelli auspicati, e solo allora, abbiamo preso atto che nel giugno del 1993 gli italiani avrebbero dovuto partecipare ad una vera e propria stagione referendaria. Abbiamo allora ritenuto imprescindibile riproporre il solo referendum esplicitamente e direttamente antipartitocratico, di per sé, quello "contro il finanziamento pubblico dei partiti"; quello atto a giudicare dopo tre anni di esperienza la legge sulla droga; e quello contro la competenza delle Usl, monumento partitocratico, in tema di difesa ambientale.

Nel mio intervento dell'11 novembre ho ricordato esattamente il fatto che non avevamo auspicato la moltiplicazione dei referendum. Credo - ora - che avessimo ottime ragioni, ma non ragione. I referendum fungono da moltiplicatore, non scoraggiano. Siamo i soli a poter parlare, per il momento, per diretta esperienza. E, per i cittadini italiani, il referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti, osteggiato apertamente e lealmente per ora dal solo apparato Pds-Pci, oggi come quindici anni fa. Tutti gli altri tendono a vergognarsene, ed a soffocare l'iniziativa, ad impedire ai cittadini di decidere loro se firmarli o no.

Abbiamo raggiunto, ad oggi, almeno ottantamila firme, debitamente e pubblicamente autenticate, e quasi cento milioni di autofinanziamento.

Massimo Severo Giannini, sin dal primo momento, ha pubblicamente appoggiato tutti i referendum, giudicando positivissima la loro moltiplicazione, ed in particolare quello contro il finanziamento pubblico dei partiti.

»Il Giornale aveva pubblicamente, ufficialmente, con un editoriale, annunciato il suo appoggio a »sette referendum , non a »sei . Da allora, ha appoggiato i sei, e osteggiato gli altri tre. Finanziamento pubblico »compreso . E' un vostro diritto. Non quello di colpirci con il falso. Per il resto, è vero, non ho fiducia nella gestione politica, quanto meno approssimativa e superficiale, che la maggioranza del Comitato per le riforme elettorali, con il tandem Segni-Barbera, Dc-Pds, assicura al movimento referendario. Credo che i suoi lettori avrebbero il diritto di sapere perché, e non cose non vere, anzi opposte alla verità.

Comunque, perché ciascuno giudichi, Radio Radicale ritrasmetterà il mio intervento alle ore 23 di oggi. Ciascuno potrà verificare chi dice la verità e quale sia.

 
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