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Bonino Emma, Stanzani Sergio - 17 dicembre 1991
L'azione nonviolenta a Osijek
Lettera di Emma Bonino e Sergio Stanzani

SOMMARIO: Il testo della lettera inviata dal Presidente e dal Segretario del Partito radicale ai movimenti verdi e pacifisti delle repubbliche dell'ex-Jugoslavia. Ricordando le iniziative del Pr per l'ingresso della Jugoslavia nella Comunità europea, si forniscono informazioni sulla iniziativa di Marco Pannella che ha annunciato di voler aggravare il suo impegno nonviolento decidendo di »trasferirsi ad Osijek, entro Natale, indossando l'uniforma croata per un servizio non armato di "prima linea"

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Cari amici,

il Partito radicale, dopo aver richiesto inutilmente per anni l'adesione della Iugoslava alla Comunità europea proprio perché la prevedibile crisi dell'assetto federatito potesse trovare uno sbocco non conflittuale nell'ambito di un più vasto e collaudato sistema di garanzie democratiche per tutte le minoranze, è oggi impegnato a denunciare, attraverso iniziative nonviolente e parlamentari, le vergognose responsabilità e complicità dell'Europa nei confronti del conflitto in corso, a richiedere il riconoscimento internazionale di tutte quelle repubbliche che hanno deciso democraticamente la propria indipendenza quale premessa per un intervento efficace dell'ONU, a sostenere tutte quelle forze che nelle diverse repubbliche esprimono posizioni di tolleranza politica. Con forza abbiamo denunciato il carattere aggressivo della guerra in atto in Croazia che vede l'offensiva di un gruppo di potere militarista che mira non solo ad espansioni territoriali ma soprattutto a soffocare ogni possibilità di sviluppo democr

atico e di integrazione europea innanzitutto in Serbia e nelle altre Repubbliche e Provincie dell'ex-Iugoslavia.

Con manifestazioni e iniziative parlamentari abbiamo denunciato la cecità e l'obiettiva complicità della clsse politica europea nei confronti di questo nuovo potere militarista e totalitario che rischia di affermarsi nei balcani e che, se non fermato in tempo, rischia di provocare altre guerre e genocidi nella regione.

Come forse saprete, Marco Pannella, che aveva iniziato un digiuno assieme ad altri deputati russi e cecoslovacchi nel momento dell'occupazione di Bukovar, il 10 dicembre ha annunciato di aggravare il suo impegno nonviolento decidendo di »trasferirsi ad Osijek, entro Natale, indossando l'uniforma croata per un servizio non armato di "prima linea" . Marco Pannella ha richiamato l'ispirazione gandhiana di questa assunzione piena di responsabilità, evocando il comportamento del Mahatma che nel 1906, in Sudafrica, partecipò alla Forza di Difesa volontaria del Natal contro gli zulù, nel Corpo Ospedaliero Indiano come sergente maggiore.

Noi speriamo che questa non sia solo una iniziativa politica personale o del Partito radicale, ma che riesca a coinvolgere tutte quelle forze che in Serbia, in Bosnia, nel Kossovo, nel Montenegro, in Macedonia, in Slovenia e naturalmente in Croazia si oppongono alla guerra e sono impegnate per un nuovo assetto democratico e rispettoso delle minoranze nell'ex-Iugoslavia.

Crediamo infatti che posizioni "neutraliste" che non si schierino con chiarezza a difesa dell'aggredito, a prescindere dalla sua appartenenza etnica, contribuiscono ad accreditare nell'opinione pubblica internazionale la convinzione che quella in corso sarebbe una guerra etnica fra serbi e croati e non una lucida azione condotta da una preciso gruppo di potere per mantenere il controllo politico di quello che rimane della Iugoslavia e per conculcare la domanda di democrazia dei serbi e degli altri popoli della regione. Schierarci oggi come monviolenti, italiani o serbi, russi o del Kossovo, nettamente dalla parte dell'aggredito, rappresenta quindi la prima urgenza per spezzare il tragico inganno dell'odio contro lo "straniero", il "diverso", il "nemico" con cui da sempre le dittature hanno portato i popoli alla guerra e al macello.

L'appuntamento di Natale a Osijek può quindi divenire, solo che tu e i tuoi amici lo vogliate, la prima emblematica e drammatica testimonianza, di fronte al mondo intero, dell'esistenza di forze di diversa appartenenza etnica che vogliono sottrarsi con determinazione alla trappola dell'odio nazionalista come a quella, forse più grave, dell'indifferenza e della neutralità di fronte all'aggressione.

Cari amici,

sappiamo che altri problemi, altre sensibilità ed anche molte incomprensioni concorrono a rendere difficile il "miracolo" che potremmo determinare il giorno del Natale: far sì che le migliaia di giovani costretti a morire e ad uccidere per "prendere" Osjeck si rendano conto che sono stati ingannati, che sono stati mandati a combattere contro i loro stessi fratelli serbi o montenegrini, contro la possibilità di costruire un'Europa democratica e federalista dove nessuno sia costretto a sacrificarsi per tutelare la propria comunità nazionale: che insomma, come spesso accade in guerra, il vero nemico è dietro di loro e non davanti.

Nonostante la brevità dei tempi, le difficoltà del dialogo, siamo sicuri che discuterete queste nostre considerazioni e proposte con i vostri amici e che assumerete responsabilmente le vostre decisioni. Nel caso di un vostro orientamento positivo, potremo stabilire un incontro alla vigilia di Natale (a Zagabria) anche con le altre persone o gruppi che intendessero partecipare all'azione nonviolenta.

Gradiremo, in ogni caso, una vostra risposta possibilmente per fax.

Fraterni saluti,

Emma Bonino, Presidente del Partito radicale

Sergio Stanzani, Segretario del Partito radicale

 
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