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Il Partito Nuovo - 17 febbraio 1992
Per salvare il pianeta dal disordine stabilito, organizziamo le nostre idee, la nostra azione

SOMMARIO: Contro il nuovo Leviatano della violenza e dell'intolleranza bisogna affermare una dimensione politica sovranazionale, capace di superare il divorzio che il mondo oggi avverte tra scienza e potere, tra sapere e decisione politica.

Il Partito Radicale vuole organizzare l'azione di coloro che credono ineludibile affrontare a livello transnazionale i problemi legati alla salvaguardia dell'ecosistema, al diritto alla vita ed alla vita del diritto, ora, subito. Per far questo occorre agire, organizzarsi.

(IL PARTITO NUOVO - N. 5 - Febbraio 1992)

Nei Paesi di diritto, di libertà e di civiltà giuridica, il divorzio fra scienza e potere, fra cultura e governo, fra classi dominanti e il nuovo »terzo stato fatto da donne e uomini con le loro speranze e i loro sentimenti, sembra divenire sempre più grave e definitivo.

La politica è oggi sempre meno attrezzata a concepire il futuro possibile e necessario di vita e qualità della vita, per conservare l'ambiente, le tradizioni civili e democratiche, per realizzare le riforme opportune alle soglie del duemila. Ci sono nuovi orizzonti da tentare, c'è forse una nuova epopea da rappresentare, c'è forse un Partito che può farlo.

Esistono donne e uomini che, quali che siano le congiunture tremende che vivono, sentano in loro stessi la necessità di aggregarsi su alcuni obiettivi che il Partito Radicale propone?

Se per passioni, per opportunismi, per tragedie oggettive, le coscienze e l'intelligenza sono totalmente impegnate negli ambiti nazionali, ciò significa non aver chiaro rispetto a che cosa essere coerenti.

La nostra priorità, la priorità del Partito Radicale, è la costituzione, attraverso l'identità nonviolenta, di un soggetto transnazionale capace d'individuare terreni d'iniziativa altri dalle singole realtà nazionali.

C'è un comune sentire nel mondo, che è maggioritario o di immense minoranze, rappresentato dalle cose che noi proponiamo: la salvezza dell'ecosistema, dell'aria, dell'acqua, della terra; il federalismo, laico e libertario, democratico, liberaldemocratico e liberalsocialista; l'affermazione di una politica antiproibizionista in materia di droga che distrugga il potere criminale dei narcotrafficanti, che già controllano direttamente o influenzano alcuni Stati sovrani del mondo; il disarmo, il depotenziamento progressivo dell'industria militare, con l'affermazione graduale della teoria e dell'azione antimilitarista; il rispetto, ovunque nel mondo, del diritto alla vita, per impedire, anzitutto, che il Sud del mondo viva le condizioni di fame, di miseria, che l'opulenza del Nord ha prodotto; il rispetto della vita del diritto, per l'affermazione e la difesa dello Stato di diritto, sottraendo al massacro dei diritti fondamentali i singoli individui e intere popolazioni che ancora oggi vivono, in Asia, in Africa

o in America Latina, sotto il dominio di dittature feroci e criminali.

E' politicamente inopportuno dare risposta alle urgenze nazionali, sacrificando questi valori, questi obiettivi.

Mentre qualsiasi altro Partito, comprensibilmente, ma non giustamente, richiede di aderire sulla base di una soluzione ed un'impostazione e di uno strumento esclusivo ed escludente, per rispondere ai drammi specifici di un territorio, il Partito Radicale offre uno strumento altro, che prescinde, apparentemente, dall'attualità, per difendere, su tutti i fronti, un prius, un'attualità altra: la transnazionalità del soggetto politico, l'affermazione, qui, nell'oggi, attraverso l'azione nonviolenta, delle sue idee, del suo progetto.

L'adesione al progetto del Partito Radicale è diretta: chi vuole, Ministro, parlamentare, personalità della scienza, dell'arte, della cultura, semplice cittadino, dovunque egli si trovi, può iscriversi a questo transpartito transnazionale: consentendo così che le sue idee abbiano gambe per camminare.

 
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