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Stanzani Sergio, Bonino Emma, Vigevano Paolo, Pannella Marco, D'Elia Sergio - 23 marzo 1992
Pena di morte: lettera ad Andreotti

SOMMARIO: Il testo della lettera con la quale i dirigenti del Partito radicale chiedono a Presidente del consiglio italiano d'intervenire perchè siano sospese le esecuzioni di condanne a morte attualmente pendenti in Ucraina.

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Al Presidente Del Consiglio Dei Ministri

Del Governo Italiano

GIULIO ANDREOTTI

Signor Presidente,

nel 1990, sono state 208 le sentenze di morte eseguite in Unione Unione Sovietica, principalmente in Russia e in Ucraina. Mentre il presidente della Russia Boris Yeltsin, il 14 settembre scorso, ha commutato 21 condanne a morte, da informazioni che ci giungono in questi giorni, abbiamo motivo di essere molto preoccupati per la ripresa delle esecuzioni legali in Ucraina, dopo che per alcuni mesi erano state sospese. Siamo a conoscenza di oltre 20 persone in attesa di esecuzione nel Donetz e 60 nella regione di Kiev, sempre in Ucraina.

In particolare, vogliamo segnalarLe il caso di Makoveckij Oleg Nikolajevich, di cui abbiamo saputo direttamente dalla madre che ci ha scritto una lettera che alleghiamo.

Condannato a morte in prima istanza per aver ucciso durante una rapina una donna di 60 anni ed un bambino di 6, all'epoca dei fatti, Oleg Makoveckij aveva 18 anni compiuti da due mesi. Il 12 marzo la Corte Suprema ha confermato la condanna in via definitiva. A questo punto, solo il Presidente della Repubblica Ucraina può salvargli la vita.

Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, in quanto parlamentari eletti in Italia e militanti del Partito Radicale, per chiederLe di intervenire, nei modi che riterrà più opportuni, presso il Presidente Leonid Kravchuk, perché la sentenza di morte nei confronti di Makoveckij Oleg Nikolajevich non venga eseguita e sia commutata in pena detentiva, e perchè siano altresì sospese le esecuzioni di condanne a morte attualmente pendenti in Ucraina.

Inoltre, chiediamo a Lei, Signor Presidente, di voler rappresentare al presidente dell'Ucraina il significato della Risoluzione del P.E. del 12 marzo 1992, in particolare, laddove si rivolge agli Stati membri del Consiglio d'Europa e della CSCE che ancora contemplino la pena di morte per auspicarne l'abolizione e si chiede alle istituzioni della Comunità Europea e agli stati membri di considerare l'abolizione della pena di morte come una condizione fondamentale di cui tener conto nella propria politica estera e di accordi e cooperazione economica.

In attesa di un Suo intervento, che auspichiamo immediato e che sin da ora ci impegnamo a comunicare a tutti i membri parlamentari e di governo iscritti al Partito Radicale, oltre che al condannato a morte in Ucraina ed ai suoi famigliari, Le porgiamo, Signor Presidente, i nostri più cordiali saluti.

Sergio Stanzani Emma Bonino Paolo Vigevano

MP, Primo Segretario MP, Presidente Tesoriere

del Partito Radicale del Partito Radicale del Partito Radicale

Marco Pannella Sergio D'Elia

Parlamentare Europeo, Consigliere Federale

Presidente Consiglio Federale P.R. del Partito Radicale

 
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