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Stanzani Sergio, Bonino Emma, Vigevano Paolo, Pannella Marco, D'elia Sergio - 31 marzo 1992
LETTERA AL PRESIDENTE DELL'UCRAINA

Alla cortese attenzione del

Presidente della Repubblica dell'Ucraina

LEONID M. KRAVCHUK

Signor Presidente,

Le scriviamo a nome dei promotori della campagna parlamentare mondiale per l'abolizione della pena di morte alla quale hanno aderito oltre seicento parlamentari e uomini di governo, e centinaia di personalità della cultura, della scienza, dell'arte di tutto il mondo. Delle adesioni più importanti Le alleghiamo una nota.

Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, anche a nome degli oltre 150 parlamentari di 22 Paesi e 61 partiti o liste di appartenenza nazionali, che, ad oggi, insieme con Premi Nobel e personalità del mondo intero, sono iscritti al Partito Radicale. Anche di questa nostra realtà Le rendiamo conto in un elenco che Le alleghiamo.

Il Partito Radicale è una organizzazione nonviolenta, transnazionale e transpartitica, che ha posto nella difesa della vita del diritto ed il diritto alla vita il suo obiettivo prioritario. Per questo, opera al di sopra delle frontiere e delle appartenenze politiche nazionali, e non presenta proprie liste alle elezioni.

Le rivolgiamo, signor Presidente, un appello perché la sentenza di morte nei confronti di MAKOVECKIJ OLEG NIKOLAJEVICH non venga eseguita, e venga commutata in pena detentiva.

Noi sappiamo che quella di Oleg Makoveckij è una vicenda processuale di estrema gravità, una situazione "al limite". E' - come si suol dire - un "caso disperato", quello per cui molti sarebbero pronti ad accettare o riconsiderare come opportuna la pena capitale. Proprio per questo, vogliamo - emblematicamente - portare alla Sua attenzione, signor Presidente, questo caso. Proprio perchè il delitto commesso da Oleg Makoveckij è tra i più efferati, lo Stato che Lei presiede non può "corrispondergli" con la pena di morte. Uno Stato non può rispondere ad un comportamento assassino con una pratica altrettanto crudele.

Nel momento in cui il Suo Paese vive un passaggio importante della sua storia politica e civile, che vuole essere di distinzione netta con i sistemi totalitari, alcuni elementi fondamentali, il diritto alla vita e la vita del diritto, sopra tutti, devono essere ben marcati nei comportamenti e nelle leggi e non ridotti a mere petizioni di principio. Occorre cominciare ad introdurre negli ordinamenti statali, progressivamente ma rigorosamente, per legge, quello che va affermato come un diritto individuale: il diritto di ogni essere umano vivente a non essere ucciso per forza di legge o decisione di qualsiasi autorità pubblica o da essa riconosciuta, per qualsiasi ragione.

La vostra giovane democrazia, ma pure le nostre democrazie, antiche e, nel bene e nel male, ormai consolidate, devono potersi distinguere dal totalitarismo anche in ordine alla pratica della pena di morte.

Il nostro dissenso nei confronti, ad esempio, degli Stati Uniti è tanto più fermo quanto più convinto è il riconoscimento dei loro fondamenti di libertà, stato di diritto, democrazia politica, che sono anche i nostri.

Per questo, allora, anche nei confronti dei Paesi che mantengono la pena capitale, è importante, signor Presidente, la Sua decisione sul caso di Oleg Makoveckij e degli altri detenuti nelle carceri del Suo Paese che attendono di essere giustiziati, tra i quali ricordiamo anche Vadim Petrenko e Jurij Khromov, entrambi cittadini di Zithomir, la cui condanna a morte è stata confermata il 6 giugno scorso dalla Corte Suprema.

Lei bene intende quale valore, non solo di umanità, ma anche - innanzitutto - quale valore politico, una Sua risposta positiva assumerebbe di fronte all'opinione pubblica mondiale. L'accoglimento dell'appello che Le rivolgiamo e, più in generale, la sospensione delle esecuzioni in Ucraina, proprio perchè vengono da un mondo fino a poco tempo fa considerato "impero del male" e, oggi, agli albori della democrazia, sarebbero un colpo decisivo, un esempio di civiltà giuridica rivolto ai Paesi di più antica democrazia; costituirebbero una forza enorme per coloro che, in quei Paesi, si battono per l'abolizione della pena di morte.

Questo è il nostro auspicio, Signor Presidente, ed il senso della nostra posizione politica, di democratici, di militanti del diritto e della nonviolenza, di parlamentari e personalità che partecipano alla campagna contro la pena di morte.

Per parte nostra, ci impegnamo a far conoscere l'esito dell'appello che Le rivolgiamo, e tanto più naturalmente una Sua eventuale risposta positiva, immediatamente, a tutti i parlamentari che partecipano al nostro movimento e così, attraverso di loro, ai parlamenti di cui fanno parte, in particolare, al Parlamento Europeo, che in questi giorni - su iniziativa anche del deputato Adelaide Aglietta, Consigliere Federale del Partito Radicale - ha approvato una Risoluzione in senso abolizionista sulla pena di morte, di cui Le alleghiamo il testo.

In attesa di un Suo intervento, che auspichiamo immediato, accolga, Signor Presidente, i nostri più distinti saluti.

Sergio Stanzani Emma Bonino Paolo Vigevano

MP, Primo Segretario MP, Presidente Tesoriere

del Partito Radicale del Partito Radicale del Partito Radicale

Marco Pannella Sergio D'Elia

Parlamentare Europeo, Consigliere Federale

Presidente Consiglio Federale P.R. del Partito Radicale

Tel. 39-6-689791 - Fax 39-6-6545396

 
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