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Pannella Marco - 2 aprile 1992
"La vera riforma è negare il voto ai partiti di sempre"
Marco Pannella chiede aiuto ai sardi

INTERVISTA ALLA NUOVA SARDEGNA DI MARCO PANNELLA

Marco Pannella in Sardegna con la lista che porta il suo nome. Non è candidato nel senso ufficiale del termine, ma è come se lo fosse. Ogni voto al simbolo elettorale sarà innanzitutto per lui.

SOMMARIO: Vogliamo dare all'elettore, questa volta, la possibilità di giudicare non un simbolo ma un uomo, una storia, le sue proposte, la sua capacità di governo. La vicenda del Partito Radicale è un esempio di come si possa fare politica in Italia, senza compromessi, senza essere abbarbicati alle poltrone. Io ho dato al paese mattoni e non picconi. Divorzio, aborto, voto ai diciottenni, obiezione di coscienza, giustizia giusta. Noi proponiamo una politica sulla droga che è l'unica seria, responsabile. Legalizzazione degli stupefacenti, cioè distribuzione sotto controllo medico.

(LA NUOVA SARDEGNA, 2 aprile 1992)

Perchè una lista con nome e cognome? Solo per proporre clamorosamente il sistema uninominale - addirittura un nome un partito - o l'ultima invenzione contro la partitocrazia?

Tra i principali obiettivi della lista c'è la nostra, e solo nostra, richiesta di arrivare ad un nuovo sistema elettorale, di tipo uninominale e maggioritario, di stampo anglosassone. In ogni collegio due o tre candidati, chi vince prende tutto e poi governerà. Alle opposizioni il controllo sull'esecutivo. Vogliamo dare all'elettore, questa volta, la possibilità di giudicare non un simbolo ma un uomo, una storia, le sue proposte, la sua capacità di governo. Sotto questo profilo è certamente anche una sfida alla partitocrazia.

Le critiche ai partiti sono certamente giuste, ma non ritiene che l'esasperazione dell'attacco al sistema dei partiti possa favorire solo il fenomeno delle leghe? La democrazia è messa più in pericolo dalla degenerazione dei partiti o dalla demolizione dei partiti?

R. L'attacco più determinato ai partiti lo hanno portato DC, PSI, PRI, PLI, PSDI. E' il loro atteggiamento partitocratico, l'occupazione becera di ogni posto di potere e sottopotere a detrminare nella gente un sentimento di rigetto. Noi non siamo mai stati contro i partiti. Ma la vicenda del Partito Radicale è un esempio di come si possa fare politica in Italia, senza compromessi, senza essere abbarbicati alle poltrone. Certo, poi, il regime partitocratico finisce per soffocare tutto. Chiediamo che questi partiti se ne vadano a casa o diano vita ad una prospettiva bi o tripartitica come è nella migliore tradizione americana ed inglese

Ha trascorso una vita politica a dare picconate. Ma alla storia passerà Cossiga. Non è una sconfitta per lei?

Io ho dato al paese mattoni e non picconi. Divorzio, aborto, voto ai diciottenni, obiezione di coscienza, giustizia giusta. Siamo stati gli unici a battere il conservatorismo della DC e dell'intera partitocrazia. Quindi altro che piccone. Per quanto riguarda Cossiga se passasse alla storia il suo posto sarebbe nella galleria dei personaggi sbagliati e tragici per il suo paese, prima ancora che per se stesso. Io non mi sento sconfitto. Sconfitte sono le regole di buona convivenza civile e poitica. Per questo l'ho denunciato e ne ho chiesto la messa in stato d'accusa.

Riforma elettorale e delle istituzioni. Lei che è teorico della trasversalità cosa pensa del Patto Segni?

E' un patto mediocre ed equivoco. Per rafforzare il patto bisogna votare DC, PDS, PLI, PRI... cioè tutti i protagonisti dello sfascio. Abbiamo raccolto, nel corso degli anni,come radicali firme su una trentina di referendum. E ora su nove inclusi quelli per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e sulla droga. Pensiamo di avere, più di altri, più dei pattisti, le carte in regola per difendere i referendum anche in Parlamento.

La lista dei verdi in Sardegna è guidata dal radicale Rutelli. In questi casi la trasversalità non si traduce in dannosa dispersione dei voti?

Il Partito Radicale, in quanto tale, non partecipa a queste elezioni. E' una forza transnazionale e transpartitica in forte crescita. Il solo possibile fatto nuovo dei prossimi anni. Apriamo la strada, come sempre, ma non più solamente per l'Italia. Questo è il punto di riferimento. Francesco Rutelli ha scelto, sul piano nazionale, i Verdi. Il che è un suo diritto, mi pare! Comunque non vedo cosa c'entri la dispersione dei voti. La Lista Pannella si rivolge in primo luogo, da persona a persona, a tutti gli elettori, non a chi, in un caso o nell'altro, ebbe a votare radicale. I candidati nella Lista Pannella sono impegnati per la riforma del sistema elettorale e contro il proibizionismo sulle droghe. Io vedo un arricchimento della prospettiva radicale e non una dispersione di energie.

Nel 1979 in Sardegna i radicali avevano eletto un deputato "esterno", Mellini, il quale poi, dopo l'elezione non si era più visto. La stessa cosa può succedere oggi con Tessari. Quale utilità per la Sardegna?

La Sardegna può votare per i soliti noti e contribuire all'affossamento dell'isola e del paese o dare fiducia ad un uomo che da' delle garanzie di onestà, correttezza, trasparenza battendosi per quegli obiettivi che ho indicato. Se non si parte da quelli non ci potrà essere miglioramento per nessuno.

La campagna elettorale della lista Pannella in Sardegna è dominata dagli antiproibizionisti sul problema dell'Aids. Ritiene che i voti alla sua lista rimarranno voti di protesta per la politica del governo sul problema specifico o come pensa di poterli utilizzare costruttivamente

Noi aborriamo la protesta. Noi proponiamo una politica sulla droga che è l'unica seria, responsabile. Legalizzazione degli stupefacenti, cioè distribuzione sotto controllo medico. Fine del losco e ricchissimo traffico. Se la droga non fosse proibita che interesse avrebbe la mafia a venderla anche ai bambini delle scuole? La nostra non è nè testimonianza, nè protesta. Abbiamo una proposta semmai: Marco Taradash come ministro dell'Interno ed Emma Bonino come ministro della Sanità.

Oggi ci sono aperture dei partiti di governo al PDS. Pannella è invece destinato a restare eternamente all'opposizione?

La mia lista è fatta di persone che mi indicano per la prossima legislatura come leader per il governo delle speranza della gente, dell'opposizione o delle istituzioni. E credo, per le battaglie che ho saputo condurre, di avere le carte in regola. Il problema di Occhetto, Forlani...o di Rutelli è solo quello di avere qualche deputato in più o in meno. Gli elettori riflettano bene. Per pochi voti possiamo addirittura non farcela a raggiungere il quorum. Ai suoi lettori può far piacere che scompaia dal Parlamento l'unico tratto di storia diversa di questo paese?

 
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