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Franco Albanese, Pannella Marco - 5 maggio 1992
PANNELLA INSISTE: I RADICALI NON ENTRERANNO IN UN "GOVERNO BIDONE"
di Franco Albanese

SOMMARIO: Il leader del Pr rivendica il diritto a far parte dell'esecutivo ma preconizza: "Durerà pochi mesi". I temi su cui dare battaglia sono l'antiproibizionismo, il passaggio della Rai sotto il controllo di palazzo Chigi e la candidatura di Scalfaro al Quirinale. La "sponda" con Craxi e il Psi: "Diversamente da come farei con altre forze, mi faccio carico di far maturare in questo partito una conversione"

(IL MESSAGGERO DEL 5 MAGGIO 1992)

"Noi al governo? E perchè no? Ciò che stupisce è che ogni volta venga rilanciata come un 'sospetto' di nostra possibile collaborazione, quella che invece è una rivendicazione che puntualmente noi poniamo e nessuno raccoglie. Dal '76, i documenti parlano chiaro. A ogni apertura di legislatura noi diciamo: siamo disposti, anzi, siamo più capaci di voi di fare le cose sulle quali possa esserci un accordo tra voi e noi, per il governo". A conclusione della prima sessione del 36· congresso del Partito radicale transnazionale, che ha "trascurato" i problemi di politica interna proprio perchè affrontava quelli della nuova organizzazione e del "respiro mondiale" del Pr, Marco Pannella chiarisce l'atteggiamento dei radicali e, quindi, della "Lista" che porta il suo nome e che ha sette deputati, sui problemi di stringente attualità.

Se si parla di programma di governo, le prime riforme che vengono indicate sono quelle della legge sulla droga, in senso antiproibizionista, della magistratura, per mettere le Procure alle dipendenze dell'esecutivo, e della Rai, che dovrebbe subire la stessa sorte: passare, cioè, dal controllo parlamentare, a quello del governo.

Appena eletto in questa legislatura, il leader radicale ha formulato una specie di decalogo della strategia che la "Lista" intende seguire. Uno dei "punti forti", su un tema di stretta attualità, è la proposta di legge di iniziativa popolare per costituire un'alta autorità che indaghi sui "profitti di regime", con poteri di autorità giudiziaria.

Altro tema sul quale i radicali hanno già svolto la loro iniziativa è la riforma della legge per l'elezione del Sindaco e del Presidente della Regione, che i radicali vorrebbero con sistema uninominale "secco, a un turno". La Lista ha in programma di avanzare una proposta di legge di iniziativa popolare che stabilisca incompatibilità tra funzioni politiche di partito, di direzione di sindacati, da un lato, e mandati parlamentari o di governo nazionale e regionale, dall'altro. Sempre attraverso l'iniziativa popolare, si vorrebbe arrivare all'abolizione dei Prefetti, trasferendo il personale nel ruolo delle Regioni, e alla ineleggibilità a funzioni di governo nazionale o regionale per chiunque abbia cumulato dieci anni di "poltrone".

Esiste la possibilità che alcune di queste idee possano prendere corpo e diventino oggetto di una trattativa tra i radicali e il futuro presidente incaricato? Hanno tutte, più o meno, una forza dirompente rispetto al potere costituito. Pannella dice che l'unica persona che si sia "accorta" delle sue proposte e abbia accennato un commento positivo è Bettino Craxi. Il leader socialista (che era atteso al congresso radicale, ma non è intervenuto), è spesso ritenuto come "interlocutore preferito" da quello radicale. Alla domanda se Craxi sia la "sua sponda", Pannella risponde che "anche al biliardo il gioco di sponda si fa a certe condizioni". E subito dopo aggiunge: "Noi siamo convinti di dover giocare direttamente sul boccino". In congresso, ha detto "no" anche all'ipotesi di candidatura Craxi al Quirinale, e ora precisa: "Se fosse un mio obiettivo quello di mantenere buoni rapporti con lui, non accentuerei l'antiproibizionismo... Mi faccio tuttavia carico di far maturare nel Psi una conversione, diversamente

da come farei con altre forze". Quasi che la "catarsi" del Psi possa venire dai radicali.

I voti radicali, per pochi che siano, sono stati determinanti per l'elezione di Scalfaro a presidente della Camera. Ma Pannella ritiene più importante dei voti il continuo rilancio della candidatura, prima che altri ne parlassero. E sta seguendo la stessa strada per cercare di "tirare la volata" allo stesso Scalfaro per il Quirinale, pur rendendosi conto che per il Colle la strada è in salita. Ma quando si cerca di trarre da questi atteggiamenti deduzioni per un eventuale ingresso al governo, il leader del Pr "gela" tutti con un giudizio ipercritico sul futuro esecutivo: "Un bidone per chi vuole essere bidonato... non durerà che qualche mese".

Perchè? "Siamo alle penultime o alle ultime manifestazioni del regime, non alle prime del nuovo corso" osserva Pannella. E continua, per la politica interna, a contare sulla "capacità di rottura" dei radicali "storici", e sulla strategia del transpartitismo: cita Adelaide Aglietta, presidente dei Verdi europei (che fu segretario del Pr), Willer Bordon, deputato del Pds e Tiziana Maiolo, che, eletta alla Camera per Rifondazione comunista, resta in consiglio comunale a Milano come antiproibizionista. Ma, nè da questi, nè da altri militanti, Pannella sembra sentirsi condizionato.

 
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