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Il Partito Nuovo - 31 maggio 1992
Un episodio parlamentare nuovo, senza precedenti

SOMMARIO: La mozione sulla situazione ex-jugoslava, primo firmatario Marco Pannella - sottoscritta, al 24 maggio 1992, da 351 deputati italiani (su 630, pari al 56%) - segna un episodio parlamentare inedito. I più prestigiosi parlamentari hanno sottoscritto un testo che critica duramente la politica estera italiana così come finora è stata condotta. Tra i firmatari, i Presidenti o i Vice Presidenti di tutti i gruppi politici e, inoltre: Emilio Colombo, Roberto Formigoni, Mario Segni, democristiani; Willer Bordon, Fabio Mussi, Stefano Rodotà, vice Presidente della Camera, »Partito Democratico della Sinistra ; Aldo Aniasi, Silvano Labriola, vice Presidente della Camera, Claudio Signorile, socialisti; Umberto Bossi, Marco Formentini, Roberto Maroni, »Lega Nord ; Vincenzo Trantino, »Movimento Sociale Italiano ; Mauro Dutto, Oscar Mammì, repubblicani; Renato Altissimo, Alfredo Biondi, vice Presidente della Camera, Valerio Zanone, liberali; Antonio Cariglia, Dino Madaudo, socialdemocratici; Gianni Mattioli, Fulco

Pratesi, Francesco Rutelli, »Gruppo Verde ; Diego Novelli, Leoluca Orlando, movimento »La Rete ; Helga Thaler Ausserhofer, Luciano Caveri, Giancarlo Acciaro, Mario Rigo, »Gruppo Parlamentare Misto ; l'intero gruppo della »Lista Pannella .

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Alla data in cui scriviamo, l'ultima iniziativa del Partito Radicale, per denunciare le gravi responsabilità dell'Europa e del'Italia sull'aggressione della Bosnia-Herzegovina e per richiedere una serie di drastiche sanzioni contro il regime criminale serbo, è la presentazione della mozione parlamentare che pubblichiamo in questa pagina, già sottoscritta dalla maggioranza dei membri della Camera dei Deputati italiana.

L'iniziativa, di carattere transnazionale, viene rilanciata in queste ore in numerosi Parlamenti, attraverso l'impegno dei parlamentari membri del Consiglio Federale del PR. In Romania, oltre 40 deputati della Camera hanno depositato lo stesso testo; in Macedonia, la mozione è stata tradotta e distribuita ai parlamentari della Repubblica, a cura del Ministero dell'Informazione. Analoghe iniziative sono in corso nelle Repubbliche dell'ex-Unione Sovietica, in particolare in Russia, Ucraina ed Estonia ed in altri Paesi europei.

(IL PARTITO NUOVO - N. 7 - MAGGIO 1992)

La Camera,

condanna la politica di guerra e razzistica condotta dal regime di Belgrado, che, ieri in Croazia, oggi in Bosnia-Erzegovina, massacra popolazioni, costringe oltre un milione di persone alla condizione di profughi, opprime due milioni di albanesi del Kossovo, distrugge sistematicamente città e monumenti che appartengono alla civiltà umana, semina odio razziale erigendolo a moralità politica e di Stato;

delibera che nessun riconoscimento sia conferito in sede internazionale, comunitaria europea e italiana alla nuova entità denominata Repubblica Federale di Jugoslavia; che immediatamente sia negato ogni rapporto con i rappresentanti dell'ex- Repubblica Jugoslava, rifiutando il principio della continuità fra questa e quella, senza riserve e senza ritardi; si ritiri quindi immediatamente ogni rappresentante presso l'ex-Repubblica Jugoslava e che tutti i suoi pretesi rappresentanti non siano riconosciuti come tali nè come rappresentanti della nuova entità, non riconosciuta e non riconoscibile allo stato degli atti;

impegna il Governo italiano ad escludere qualsiasi riconoscimento nelle future trattative di pace alla situazione di fatto di »ridistribuzione etnica perseguita ed imposta con la guerra, i massacri, il terrore che hanno provocato finora oltre un milione di profughi e ad assicurare il diritto ad un immediato ritorno dei profughi nelle loro terre d'origine, nel quadro degli Stati di appartenenza, riconosciuti dalla Comunità internazionale, dalla Comunità europea e dall'Italia; così come qualsiasi riconoscimento alla cosiddetta Repubblica federale di Jugoslavia fin quando non riconosca per Costituzione e legge a tutti i cittadini di Serbia e di Montenegro, a cominciare da quelli di nazionalità albanese, ungherese e del Sangiaccato, gli stessi diritti già riconosciuti ai cittadini ed alle minoranze dalle Repubbliche di Croazia, Slovenia e Macedonia;

denuncia la politica della comunità internazionale, in primo luogo della Comunità europea, come concausa dell'attuale tragedia, come complice degli aggressori e dei razzisti e militaristi che stanno mettendo a ferro e fuoco l'intera ex-Jugoslavia; politica questa attuata in violazione - oltre tutto - di ogni norma di diritto internazionale e, per quanto riguarda l'Italia, decisa in dispregio delle delibere e degli indirizzi dettati dal Parlamento; denuncia che con questa politica si stanno ripetendo i tragici, cinici e ciechi errori degli anni trenta e successivi, nei confronti delle violenze naziste e staliniste;

impegna il Governo ad intraprendere immediatamente tutte le azioni possibili e necessarie per l'adozione di misure energiche e sanzioni immediate contro l'aggressore e per fermare la guerra, sia nell'ambito delle Nazioni Unite che della Comunità europea e della CSCE;

impegna in particolare il Governo a richiedere al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di decretare l'embargo totale nei confronti delle Repubbliche di Serbia e Montenegro, l'interdizione dello spazio aereo e marittimo dell'ex-Jugoslavia a qualsiasi veivolo o nave militare, finchè l'esercito non si sia ritirato dalla Bosnia ed Erzegovina e dalla Croazia; di richiedere la liberazione immediata di tutti i prigionieri;

impegna il Governo ad inviare subito aiuti ai profughi ed ai rifugiati della Bosnia ed Erzegovina e della Croazia;

impegna il Governo ad attuare immediatamente quanto stabilito e indicato dalla presente mozione, assicurando inoltre, in ogni modo e con ogni mezzo legalmente possibile, la difesa dei diritti umani, civili, politici degli ex-Jugoslavi e una risposta adeguata per battere gli aggressori, isolarli e condannarli per i loro crimini di guerra e comuni.

 
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