Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
gio 20 giu. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Pannella Marco, Fiore Guelfo - 3 giugno 1992
Radicali al governo? E' troppo presto. Se entrasse Ciampi...
Intervista con Marco Pannella di Guelfo Fiore

SOMMARIO: La mia idea è che tutta la politica economica per onorare Maastricht deve essere affidata alle cure del Governatore della Banca d'Italia. Scalfaro? Il Presidente che sognavamo. La Malfa ormai fa politica con il fiele. E da Napoli riparte un'altra sfida: grideremo il nostro sdegno per l'edilizia a rischio sul Vesuvio:

(IL MATTINO, 3 giugno 1992)

PANNELLA "King maker" di Scalfaro sulla poltrona della Iotti prima e di Cossiga poi. Operazione riuscita entrambe le volte ma lei si è chiuso nel riserbo. Che ha pensato subito dopo la proclamazione di Scalfaro Presidente della Repubblica?

»Semplicemente che all'Italia è finalmente donato un Presidente della Repubblica esemplare.

Con il voto contrario del "partito degli onesti" di La Malfa, del Msi, della Lega di Bossi, di Rifondazione comunista. E grazie a quell'1,2 per cento di buona gente italiana che ha votato noi che, durante la campagna elettorale, chiedevamo forza anche per eleggere appunto Scalfaro presidente .

Si sente o no con un piede nelle stanze del Quirinale come sospetta La Malfa?

»Del giovane La Malfa posso dire che fa politica con il fiele e non se ne dispiaccia l'amico Peppino Galasso. E poi io non sono Altissimo, nè Scalfaro è Cossiga.

Pannella sui titoli di tutti i giornali e solo un anno fa titolavano il "Marco in discesa"...

E' una vita che suonano per me le campane a morto. In genere, l'indomani, politicamente parlando, sono andato ai funerali di questi campanari. Ma per la verità di "titoli" non me ne davano e non me ne danno nemmeno per supposti necrologi .

L'ultima sua campagna (per ora) è stata per Stefano Rodotà presidente della Camera. Perchè tanta insistenza?

»Per la verità la campagna che mi ha mobilitato e mi sta mobilitando è quella per la Jugoslavia. Con il nuovo Partito Radicale, con oltre 200 parlamentari di oltre 30 parlamenti, con oltre duemila noviolenti in digiuno fra i quali numerosi deputati croati e musulmani, con l'opera nel parlamento italiano ed in quello europeo, indossando la fascia del lutto contro la politica di criminale complicità italiana ed europea con il Saddam di Belgrado abbiamo concorso a far maturare le scelte tremendamente tardive ma giuste dell'Onu e dell'Europa. Come sempre noi siamo in presa diretta con il cuore dei problemi e della gente che sembra cominci ad accorgersene...

D'accordo, lasciamo stare la campagna e diciamo dell'insistenza su Rodotà.

»Abbiamo ritenuto che la candidatura si Stefano Rodotà, presidente del Pds, fosse la più rispondente a quel"metodo" per cui abbiamo proposto il nome di Scalfaro prima alla presidenza della Camera e poi a quella della Repubblica .

Sei deputati e tanta voglia di contare avendo già incassato risultati di non poco conto. Sarà mica che volete andare al governo? Se sì quale ministero pensa sia più tagliato per lei?

»Per esempio la presidenza del Consiglio o la presidenza della Repubblica, fra sette anni. Se mi considero, sono nulla se mi confronto agli altri, ahinoi non posso che rispondere così perchè sangue dalle rape non se ne è mai visto venir fuori. Sul piano più immediato credo che occorra aspettare quale maggioranza elegge il presidente della Camera altrimenti si fanno profezie nelle bocce di vetro.

E mentre si aspetta che l'idea ha del governo da fare?

»La mia idea è presto detta. Tutta la politica economica - per mandare in porto gli impegni di Maastricht - deve essere affidata, con il ruolo di vicepresidente, al governatore Ciampi. Tutti i ministeri economici, con le Partecipazioni Statali ma senza le finanze - per le quali basta un segretario generale - devono essere affidati a Ciampi.

Un altro punto fondamentale è quello della riforma elettorale: non spetta al governo ma al Parlamento. Noi della Lista Pannella ed altre forze vicine abbiamo la forza di imporre un dibattito d'urgenza per staccare la riforma elettorale da quelle istituzionali che hanno bisogno di procedure più complicate e maggioranze diverse .

Già, la riforma elettorale mentre tra un anno c'è il referendum sul Senato...

»Il mio augurio è che nell'attesa di quel referendum che la Corte non ci farà fare (ma noi lotteremo lo stesso) riusciamo a proporre per la Camera quel tipo di sistema di sistema elettorale: uninominale secca ad un turno (del tipo americano) ed un 1/4 eletto con proporzionale pura e liste nazionali o come per le europee in cinque collegi nazionali. Posso dire che ci sono uomini politici della maggioranza come Martelli e Scotti che ritengo siano giunti alle stesse conclusioni, ovvero la necessità che in Italia si arrivi ad un sistema bipartitico o tripartitico.

Una volta c'era il polo laico e socialista, poi venne l'innamoramento con il Pci dopo la svolta ora lei parla di "polo istituzionale" tra la sua formazione, i verdi e la Rete. Che vuol dire?

»Altissimo e La Malfa prima, Occhetto poi: tutti hanno annunciato di voler creare in Italia un grande "partito democratico" cominciando a far fuori se stessi come bottega partitocratica. E' da sempre il programma del Pr che infatti si è "fatto fuori" in quanto tale facendo ieri quello che si diceva opportuno fare domani. E' da venti anni che siamo i soli a dire che dobbiamo arrivare a votare all'americana con due o tre partiti al massimo, con l'unità come mezzo, come fatto dal quale partire come obiettivo ideale da raggiungere. Anche su questo il cammino sta per essere imboccato, ce la faremo: laici, e per questo capaci di onorare ed eleggere un uomo religioso come Scalfaro; antiproibizionisti e per questo fra i primi a comprendere la necessità della solidarietà rispetto ai tossicodipendenti, vittime di stato e di una legge infame .

Pannella inesauribile. Ora ci prova anche a Napoli, anzi ci prova, dopo essere stato consigliere dall'83 all'88.

»Si, è con la ferma intenzione di cominciare a gridare, dopo dieci anni almeno che cerco di parlarne, che è folle, criminale, imbecille non affrontare come priorità "europea" e italiana il fatto che 500mila persone sono state indotte dalla camorra partitocratica a vivere sul Vesuvio o sulle sue pendici con quello che la scienza sa e dice di questo vulcano, ovvero che massimo 15/20 anni esploderà. Ed ancora con il disegno di proteggere Bagnoli dalle speculazioni che stanno per distruggere una delle rare oasi del Mediterraneo e poi con la volontà di porre l'urgenza di unificare subito nell'area della "Grande Napoli" i servizi fondamentali, dai trasporti alla raccolta dei rifiuti alla viabilità o, diversamente, la criminalità camorristica costituirà l'unico "ordine" di fatto di quest'area .

Non è proprio un programmino, robetta da poco.

O no?

»Vede, spetta ai napolitani la responsabilità di accettare, sostenere il mio apporto o respingerlo votando per mille e una ragione per gli altri anzicchè per noi, per la mia Lista. Se poi diranno che non sapevano nemmeno che ero candidato o racconteranno a se stessi altri pretesti o altre ragioni a questo punto arrivederci e grazie. Io non ho da chiedere nulla ma solamente da offrire me stesso così come fanno i miei compagni Taradash, Elio Vito, Anna Autorino e tutti gli altri. Perchè? Per essere sincero, soprattutto a scarico della coscienza. Vi sono all'orizzonte di Napoli ed in Napoli problemi ed incombenze letteralmente spaventose. Se la "Lista Pannella" avrà successo vi faremo, vi farò fronte. Io non scappo o non mi rassegno ad adarmene spontaneamente come troppi altri d'anagrafe napoletana più della mia. Se mi si dice, ancora una volta: "No, grazie", ne prenderò atto, purtroppo non è il lavoro che mi manca .

E se non sarà un "No grazie", come dice lei, che tipo di iniziative ha in mente per contribuire a governare la città?

»I consiglieri da eleggere sono ottanta e con le attuali leggi comunali un gruppo di due o tre consiglieri non conta nulla. Può, al massimo fare il cane da guardia in una città in cui non lo fa nemmeno la magistratura o la polizia, per motivi vari. Poichè non sono un presuntuoso o un irresponsabile, se gli elettori non mi daranno la forza di governare, con quanti accetteranno di farlo con me e con noi, ne prenderò atto. Ma Napoli è anche un caso "nazionale" ed europeo" o non è nulla. Ecco perchè mi candido e chiedo il voto .

 
Argomenti correlati:
il mattino
napoli
rodota' stefano
ciampi carlo azeglio
la malfa giorgio
napolitano giorgio
stampa questo documento invia questa pagina per mail