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Tudor Stefan - 1 luglio 1992
Il RADICALISMO: ALTERNATIVA EUROPEA ?!
di Stefan Tudor

SOMMARIO: Un altro articolo sulla assemblea degli iscritti e simpatizzanti radicali residenti in Romania di Poiana-Brasov, dove si analizza più compiutamente il dibattito avvenuto, dai problemi relativi alla situazione politica rumena connessi anche con l'attività del PR fino alle questioni internazionali come il rapporto tra Europa e Romania e l'ipotesi del federalismo.

(Mesagerul - Brasov, luglio 1992)

All'hotel Ciucas di Poiana-Brasov nei giorni 27 e 28 Giugno 1992 ha avuto luogo la riunione del Partito Radicale, a cui hanno partecipato 70 tra iscritti e simpatizzanti del partito, tra i quali anche alcuni parlamentari.

Il Partito Radicale ha le sue radici in Italia, dove nell'ultimo periodo ha perso parte della sua forza e influenza anche grazie ad alcuni scandali pubblici come, per esempio, l'esperienza di parlamentare di Cicciolina.

Il carattere Transnazionale del partito si vorrebbe realizzare attraverso la fondazione di alcune filiali o centri di coordinamento o di informazione in più paesi, specialmente nei paesi dell'Europa dell'Est e che abbiano dei precisi obiettivi per la lotta politica come la federalizzazione dell'Europa, la costituzione degli Stati Uniti d'Europa, la lotta per l'abolizione della pena di morte, la condanna decisa nei confronti degli avvenimenti violenti ecc.

Certo, considerato lo scenario dei partecipanti, la discussione si e' svolta sviluppando temi su una sfera abbastanza immensa. Questo primo incontro tra membri e simpatizzanti del Partito Radicale ha costituito l'occasione per l'organizzazione di strutture. Sono state fatte proposte, che sono state approvate, di costituire una Associazione di Radicali a Timisoara e una a Bucarest, EURAS. Dopo la legalizzazione saranno intensificate le azioni proprio durante la campagna elettorale, organizzando un simposio per conoscere l'attitudine dei futuri parlamentari riguardante la costituzione degli Stati Uniti dell'Europa.

Nella concezione dei partecipanti il Partito Radicale è un partito nuovo che anticipa le trasformazioni del vecchio continente, un partito al di sopra degli stati, transpartito, nonviolento che propone obiettivi ogni anno per la soluzione dei quali ciascun iscritto e' tenuto a collaborare.

Non e' stato proposto di concorrere alle elezioni. Il partito permette l'iscrizione a qualsiasi cittadino, anche se è membro di un altra formazione politica. Secondo le dichiarazioni dei partecipanti, nel Partito Radicale sono iscritti in Romania ormai 50 parlamentari che sono membri di quasi tutte le formazioni politiche e gruppi parlamentari.

Siccome sarebbe il partito del futuro, e' stato suggerito dai presenti, è necessaria l'educazione e il coinvolgimento dei giovani. Il problema più vivamente discusso e dibattuto è stato quello della federalizzazione. Sono fatte delle domande sul modo in cui la federalizzazione dell'Europa è vista dai leader del partito e in quale forma la Romania deve entrare nell'unione degli Stati Europei. La federalizzazione interna della Romania, cosi come è stata analizzata da alcuni partecipanti, sarebbe un rischio al momento attuale, una situazione incompatibile con la Costituzione della Romania di stato unitario nazionale. Per cui, qualsiasi tentativo di federalizzazione del paese sarebbe una formula che darebbe soddisfazione a quei circoli estremisti magiari - dicevano alcuni oratori - e non farebbe altro che un creare un disservizio all'integrità della Romania. L'esistenza del centro di coordinamento del Partito Radicale a Budapest ha constituito un altro punto aspro del dibattito. Olivier Dupuis, membro dell'esecu

tivo, capo-redattore della pubblicazione "Radical Letter" e dirigente del centro di coordinamento di Budapest, ha spiegato che nel 1988, quando fu creato il centro, in Romania c'era il comunismo al potere. A Budapest fu possibile trovare il sostegno logistico per diffondere il materiale stampato a Roma in nove stati dell'Europa Centrale e dell'Est e a Budapest anche altre facilitazioni tecniche furono possibili al momento.

Il problema del centro di coordinamento a Budapest ha creato ampie discussioni e si è arrivato fino alla accusa di certi interessi, quanto alla rinuncia di alcuni di aver contatti con il Partito Radicale proprio a causa di ciò.

Per eliminare anche questo sospetto è stato deciso la fondazione di un centro di coordinamento a Bucarest. Alla fine della conferenza sono stati redatti due documenti per l'opinione pubblica rumena e internazionale e una dichiarazione per la stampa riguardante la situazione attuale del movimento radicale. Le novità di questo tipo di partito, le diversità rispetto alle formazioni politiche nazionali e gli obiettivi del Partito Radicale Transnazionale saranno spiegate da Olivier Dupuis in una intervista che pubblicheremo nei prossimi giorni.

 
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