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Pannella Marco - 5 settembre 1992
"NO AI MORALISTI DELL'ULTIMA ORA"
Intervista a Marco Pannella

SOMMARIO: La tragica scelta di Sergio Moroni [il deputato socialista che si è tolto la vita in seguito al suo coinvolgimento nello scandalo delle tangenti di Milano] restituisce alla politica anche la sua drammatica nobiltà. Un fermo no ai moralisti dell'ultimo anno che per affermarsi hanno ogni giorno bisogno di indicare alle plebi chi occorra impiccare

(LA STAMPA, 5 settembre 1992)

D. Il suicidio di Sergio Moroni ha scosso molte coscienze, anche di chi, come lei, pensa che l'inchiesta 'mani pulite' debba proseguire fino in fondo, a Milano e altrove. Qual è stata la reazione a caldo di Marco Pannella?

R. Moroni, con la sua tragica scelta, restituisce alla politica anche la sua drammatica nobiltà. Di getto il mio riflesso è stato quello di tornare, per la quarta volta in 20 anni, a chiedere l'iscrizione al suo partito. Il problema è politico, non "morale".

D. Ma dove andare a cercare le vere radici di questa situazione, e quindi di questa morte?

R. Io so che se la politica radicale avesse trovato una tollerante attenzione nel PSI, questo costo tragico non l'avrebbero pagato né il Paese né le persone come Sergio Moroni. Il vero problema, comunque, nel nostro Paese non è quello di inesistenti "eccessi" soggettivi dei magistrati milanesi, ma quello del "difetto" culturale della giustizia italiana, che tuttora copre in gran parte d'Italia non solamente lo scempio delle tangenti, ma lo scempio di diritto e di diritti, beni ancora più preziosi del denaro, ad esempio, con l'opera della Rai-tv.

D. Divampa ora una polemica sul ruolo dei mass-media, si parla di "sciacallaggio", di "clima infame": che cosa pensa Marco Pannella di queste accuse e dei politici che hanno preso "bustarelle" solo per versarle nelle casse dei partiti?

R. Anch'io con qualche titolo di legittimità datomi dalla vita del mio partito e mia personale, dico un fermo no ai moralisti dell'ultimo anno. Non a caso da mesi vado contrapponendomi agli arcangeli sterminatori, annunciando che intendo ufficialmente continuare la mia lotta in compagnia dei tanti politici democratici che hanno dato al proprio partito persino la propria onestà. Il loro errore, se compreso e superato, li rende ai miei occhi più credibili e solidi democratici di coloro che per affermarsi hanno ogni giorno bisogno di indicare alle plebi chi occorra impiccare.

 
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