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Guiglia Federico - 28 settembre 1992
"SIAMO PRONTI A SOSTENERE IL GOVERNO"
PANNELLA LANCIA LA FIDUCIA TRASVERSALE

Giulianova (Teramo)

Dal nostro inviato Federico Guiglia

SOMMARIO: Marco Pannella annuncia una serie d'iniziative per impedire la crisi dell'esecutivo impegnato nella manovra per il ripianamento del debito pubblico. "Far cadere l'esecutivo e aprire così un vuoto istituzionale di trenta giorni, significa consegnare il nostro Paese agli speculatori, interni e internazionali"

(IL GIORNALE, 28 settembre 1992)

E se il governo arrivasse a chiedere la fiducia sulla manovra da 93 mila miliardi? "Noi gliela daremmo, anche se fossimo in disaccordo su singoli provvedimenti". A sorpresa e concludendo un convegno "anti-proibizionista" sulla droga, Marco Pannella annuncia al Giornale (domani lo dirà di persona al presidente del Consiglio, Giuliano Amato), che è pronto a "immolare" la pattuglia dei sei deputati federalisti all'opposizione pur di evitare la crisi dell'esecutivo in un momento come questo. Non solo. All'insegna dell'articolo 67 della Costituzione, secondo il quale "ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato", il capo riconosciuto dei radicali s'appresta a promuovere l'"obiezione partitocratica" tra i parlamentari che non fanno parte della maggioranza.

In pratica e già in settimana, Pannella "convocherà" deputati Verdi, della Rete, della sinistra storica - ma pure del Msi e della lega Nord - per convincerli a non ubbidire ai rispettivi ordini di scuderia contro Amato, "perchè far cadere l'esecutivo e aprire così un vuoto istituzionale di trenta giorni, significa consegnare il nostro Paese agli speculatori, interni e internazionali".

Certo, fa un certo effetto che a rivolgere l'"appello trasversale" per salvare l'Italia sia un oppositore incallito e talvolta inconcludente, l'uomo delle mille provocazioni, spesso ideate per mettere in difficoltà governi e maggioranza. Eppure, Pannella non si limita a voler prendere la bandiera di "coscienza critica" del Paese, in parte ammainata dai repubblicani, che usano molto bastone e poca carota nei confronti della manovra. Nè teme di diventare il nuovo referente di quel mondo di destra che da sempre antepone la nazione alla contestazione e a cui missini e leghisti non sembrano troppo interessati, impegnati, come sono, a inseguire la protesta comunista sulle piazze. Lui punta addirittura a costituire un "governo ombra" per aiutare il capo dell'esecutivo nei suoi cento più difficili giorni e per dar vita così dice e così sogna - a un diverso esecutivo all'inizio del '93 e in sole 48 ore.

"Ma prima bisogna considerare 'sfascisti' e sfasciacarrozze tutti coloro che non si mobilitano per impedire quella crisi di governo, che dall'interno della maggioranza si comincia a volere per bloccare le drastiche misure di Amato", sottolinea Pannella. "Intendiamoci bene: la manovra è iniqua e le cosiddette 'goriate' sono inaccettabili. Anzi, domani ricorderò ad Amato che il ministro delle Finanze non è in gran forma e che mercoledì la Camera discuterà molto opportunamente una mozione di sfiducia. Tuttavia, guai se questo governo osa andare via. Chi oggi pretende di cavalcare la protesta è bancarottiere fraudolento, almeno tanto quanto le forze di governo". "E' da irresponsabili" - insiste - "addossare ad Amato le colpe dell'attuale situazione, che si protrae da 12 anni".

Pannella chiede maggiore rigore su pensioni e sanità e si appresta a denunciare per omissione di atti d'ufficio tutte quelle procure che, soprattutto nel Mezzogiorno, hanno chiuso un occhio sui falsi invalidi civili. In più, intende raccogliere firme sulle proposte di legge - non ancora depositate in Parlamento - per escludere da incarichi di governo chiunque abbia già amministrato per dieci anni. "Deve valere anche per i boiardi di Stato, oltre che per le giunte regionali e i dieci comuni più importanti d'Italia", avverte. Fra tante idee e non poche illusioni va avanti pure l'iniziativa lanciata per indagare (con un'apposita commissione parlamentare?), "profitti di regime". Già che c'è, Pannella boccia i "controriformisti della Bicamerale, affossatori dell'uninominale attraverso un accordo Dc, Pds, Psi".

 
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