Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 27 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Ceccarelli Filippo - 10 ottobre 1992
E Marco dice sì "Ecco una notizia"
di Filippo Ceccarelli

SOMMARIO: Commentando la decisione di Marco Pannella e del Gruppo parlamentare federalista europeo di votare a favore della fiducia posta dal governo Amato sul disegno di legge di delega su sanità, pubblico impiego, previdenza e finanza territoriale ("la caduta del governo sarebbe subito un male per la gente che sta già male e, a medio termine, sarebbe un male per tutti") obietta che il Pannella maggioritario e in qualche misura anche governativo non è esattamente una novità. Tutte le battaglie radicali, dal divorzio all'abolizione del finanziamento pubblico furono vere battaglie di maggioranza.

(LA STAMPA, 10 ottobre 1992)

Lo fa "a un'età veneranda", per sua stessa solenne ammissione. Marco Pannella in piedi nell'aula. Parla da pochi secondi ma è stato interrotto cinque volte, c'è già scappato un "ciarlatano!" (proviene dall'alto dei settori leghisti).

Sorride, riprende fiato, al termine della prossima, lunga frase ci sarà un altro Pannella. "Ed essendo su questi banchi da molto tempo, oggi, per la prima volta nella mia esistenza politica e personale, dichiaro con i miei amici del gruppo federalista europeo che con assoluta convinzione votiamo questa fiducia. Perchè si chiede un po' didascalico - votiamo questa fiducia?". "Per fare carriera nel governo!" l'interrompe l'onorevole Ramon Mantovani, rifondatore comunista. Pannella: "Ecco, appunto!".

Ma non è vero. Almeno per ora la maggioranza ha qualche voto di riserva e le opposizioni un concorrente che se prima era pericoloso, ora lo è ancora di più. In aula la liturgia che accompagna l'ingresso del leader radicale tra i sostenitori del governo Amato prosegue con parole sprezzanti dispensate a sinistra e con un invito alla Lega a non far troppo la furba. Di tipicamente "pannelliano" c'è il tocco finale, che poi è una robusta strattonata allo stesso governo. Ad ascoltare il sì di Pannella non c'è il presidente del Consiglio, c'è De Lorenzo arrivato tardi. Anche per questo, "non solo sul piano dello stile", Amato "rischia di non far tesoro della nostra fiducia".

Veda un po' lui. Per il resto le ragioni di questo, per certi versi storico passo il leader radicale le ha spiegate anche in una lettera ai "signori direttori" dei giornali. In due parole, la caduta del governo sarebbe subito un male per la gente che sta già male e, a medio termine, sarebbe un male per tutti. "Se notizia - conclude è quella per cui un uomo ha morso un cane, e non il reciproco, penso che questo mio e nostro voto di fiducia, così motivato, sia una notizia".

E qui, per la verità, i più attenti e genuini "pannellologi" potrebbero obiettare che l'uomo ha addentato il cane per reazione, dopo essere stato probabilmente morso dall'animale. Il Pannella maggioritario e in qualche misura anche governativo non è esattamente una novità. Divorzio, aborto, obiezione di coscienza, fame nel mondo, innocenza di Tortora e chiusura delle centrali nucleari - lo stesso Marco lo ricorda spesso - furono vere battaglie di maggioranza. L'Europa federalista, l'antiproibizionismo, l'anti-Rai, la riforma elettorale e l'abolizione dei finanziamento dei partiti possono diventarlo (se non lo sono già). E se tutto questo pare un po' troppo vago e astratto, bene, allora bisogna ricordare che qualche mese fa proprio Pannella è riuscito a far eleggere Oscar Luigi Scalfaro prima presidente della Camera e dopo trenta giorni presidente della Repubblica. Senza contare che, storicamente, le prime voglie ministeriali dichiarate e le prime scorribande sono del 1985. Che poi Craxi - e non solo lui

ma principalmente lui - le abbia frustate. è una questione che rimane aperta.

Eppure fa impressione lo stesso questo sì ultra annunciato e ben propagandato. Non riesce a cancellare, finisce in coda ai ricordi del maglione girocollo nero, dei digiuni, di Toni Negri, Cicciolina e tutto il circo radicale. E gli sputi mai restituiti, le randellate, le litigate. Coincidenza: il primo sì di Pannella in 16 anni arriva lo stesso giorno in cui Mauro Mellini, un antico ex amico e compagno con cui da anni non si saluta più, ha in mano le prime copie di un libro puntiglioso e viscerale. "Il partito che non c'era" s'intitola (Adriatica Editrice): storia di un appuntamento mancato.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail