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Bonino Emma, Bruzzone Maria Grazia - 8 dicembre 1992
YANKEE GO HOME? IO DICO: BRAVI
Emma Bonino contro Chiara Ingrao e i neutralisti

di Maria Grazia Bruzzone

SOMMARIO: Polemizza con i pacifisti e in partcolare con il loro "antiamericanismo" a proposito dell'intervento deciso dall'ONU in Somalia. »Se gli USA fanno i poliziotti del mondo è perchè gli altri si tirano indietro .

(LA STAMPA, 8 dicembre 1992)

Roma. Emma Bonino, radicale nonviolenta da sempre, non si è schierata coi pacifisti per la guerra del Golfo, tanto meno si sente con loro oggi, nel giorno dell'operazione Somalia. Le dichiarazioni di Chiara Ingrao, fino a ieri segretaria dell'Associazione per la Pace anzi, l'hanno fatta quasi imbestialire.

D. Perchè?

R. Perchè, dopo la fine dei blocchi, non sopporto più il loro antiamericanismo di principio. Se non si accetta la cultura della non violenza attiva, alla fine per tutelare i diritti ben venga l'intervento militare. Dopo di che, lo propongono gli Stati Uniti? Io mi rifiuto di storcere il naso per questo. Anzi, caso mai mi infurio e mi chiedo perchè una proposta del genere non l'ha fatta la CEE, non l'ha fatta l'Italia. Se gli USA fanno i poliziotti del mondo è perchè gli altri si tirano indietro. Poi arriva il solito "Yankee go home": troppo facile.

D. Non è la prima volta che polemizza con la Ingrao e l'Associazione per la pace, vero?

R. Non lo è affatto. Tutti dicono che la guerra fredda è finita, è finito il terrore. Ma nessuno prende l'iniziativa di un nuovo ordine, tranne Bush. A me di Chiara Ingrao e dei pacifisti importa poco. Mi preoccupa quando pacifisti e neutralisti diventano gli Stati, o l'Europa addirittura.

D. Lei, non violenta, come mai è preoccupata dal neutralismo e dal pacifismo?

R. Perchè tra pacifisti e non violenti c'è una differenza. Noi non siamo neutralisti. Abbiamo sempre predicato un dovere di ingerenza a difesa dei diritti umani, che non possono fermarsi alle frontiere. Ai tempi della campagna per la fame nel mondo avevamo chiesto al presidente della Corte dell'Aja l'intervento del Consiglio di Sicurezza.

D. E i pacifisti, invece?

R. I pacifisti hanno sempre sostenuto un principio obsoleto, che è quello dell'autodeterminazione dei popoli, quindi della sovranità nazionale a qualunque costo. Se Siad Barre distrugge come dittatore i suoi, nessuno deve intervenire. Certo non siamo militaristi a oltranza. Il puro intervento militare arriva sempre a posteriori, con costi economici e di vite altissimi. Mentre i non violenti chiedono un'iniziativa preventiva, pre-militare.

D. Sull'Iraq siete venuti alle mani?

R. Quasi. Ci siamo scontrate in aula. Io votai per associarci all'intervento degli Usa , braccio armato dell'Onu. Come oggi, scelsi un abbozzo di Onu piuttosto di lasciare che ciascuno Stato faccia quel che gli gira: che l'Iraq invada il Kuwait, come poi la Serbia ha invaso la Bosnia. Ed ero contrarissima alle inziative delle donne per la pace, le "donne in nero", le chiamavano. Le risoluzioni di sole donne mi sono sempre sembrate assurde, e ridicole. Più tardi c'è stata la storia dei bosniaci da accogliere.

D. Vale a dire?

R. Mi sono vista recapitare una lettera dell'Associazione per la pace in cui non so più quanti parlamentari chiedevano di accogliere 100 mila bosniaci nelle seconde case degli italiani e non ci ho visto più. Proprio quando una risoluzione dell'Onu chiede zone di sicurezza dove mettere i profughi e sancisce il loro diritto a restare nelle loro case! Neanche fossero dei preti.

D. E' contro la carità?

R. A me vanno anche bene gli aiuti umanitari, ma se sono parte di progetto politico... La loro posizione - dei pacifisti - è che quella Jugoslava è una guerra civile in cui sono tutti cattivi.

D. I pacifisti come organizzazione caritatevole.

R. Fossero solo quello, pazienza. Il fatto è che rispetto alle esigenze del mondo del 2000 mi sembra che non ci siano proprio. Il problema politico di costruire un diritto internazionale, non se lo pongono affatto. Poi magari usano le "mamme d'italia".

 
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