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Tenorio Gabriele - 13 dicembre 1992
LA JERVOLINO HA NASCOSTO I MORTI PER DROGA
Gabriele J. Tenorio

SOMMARIO: Clamorosa denuncia del segretario del Centro antiproibizionista: "L'inganno sulle vittime è una vera vergogna".

La presidentessa della DC pur di far credere che la sua legge è servita a far diminuire i decessi fra i tossicodipendenti avrebbe truccato le statistiche. In realtà le norme che mandano in galera i "tossici" non hanno migliorato la situazione, bensì peggiorato.

(L'INDIPENDENTE, 13 dicembre 1992)

ROMA. I dati sui morti per droga in Italia forniti dal 1987 ad oggi dal governo sono falsi. La clamorosa denuncia viene dall'antiproibizionista Maurizio Turco, che accusa Rosa Russo Jervolino, attuale ministro della Pubblica Istruzione e presidente della DC, di aver fornito percentuali scorrette sui morti per droga. La responsabile della legge Vassalli Jervolino avrebbe, secondo l'accusa documentata degli antiproibizionisti, avrebbe dimezzato la percentuale di incremento del numero dei morti per droga nel 1991.

La guerra delle cifre su questa delicata materia è scaturita da un primo raffronto con i dati della direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell'interno utilizzati per il rapporto Istat.

Scoperto il meccanismo con il quale il presidente della DC aveva alterato le percentuali di decessi

LA MACABRA "TRUFFA" JERVOLINO

"Per dimostrare che la legge ha salvato delle vite, ha fornito dati falsi sui morti per droga". Lo sostengono gli antiproibizionisti che accusano: "Con i numeri ha giocato alle tre carte"

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Allora ministro degli Affari Sociali, l'attuale numero uno dello scudo crociato, "giocava" con le date e le cifre per sostenere la validità

della normativa messa a punto con Vassalli.

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Le vergognose bugie del ministro

Morti per droga: ecco il raffronto tra le cifre fornite dalla direzione centrale per i servizi antidroga del ministero degli interni e quelle del rapporto Jervolino del giugno 1992.

Anno Rispetto al Rapporto Jervolino Dati reali

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1987 1986 +75,0% +85,96%

1988 1987 +46,0% +48,99%

1989 1988 +20,0% +20,27%

1990 1989 +18,0% +19,32%

1991 1990 + 9,5% +19,04%

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ROMA. I dati sui morti per droga in Italia fornito dal 1987 ad oggi dal governo sono falsi. Rosa Russo Jervolino, ministro degli Affari Sociali nei governi Andreotti (ora alla pubblica Istruzione, nonché presidente del DC) ha raffrontato in maniera scorretta le cifre, col risultato di dimostrare che l'attuale legge sulla droga, la Vassalli-Jervolino, avrà anche riempito le carceri di gente, ma almeno è servita a salvare molte vite. Non è vero: "Le percentuali sono state elaborate scorrettamente per dimostrare un 'cambiamento di tendenza' nell'incremento dei decessi - dice all'Indipendente il segretario del Coordinamento radicale antiproibizionista, Maurizio Turco -. E tutto questo utilizzando in maniera disinvolta i dati forniti dagli stessi organi dello Stato". Lo dimostra il raffronto effettuato dal Cora tra le percentuali ricavate dalle cifre fornite dalla Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero degli Interni e quelle del rapporto Jervolino del giugno 1992.

Nel raffronto tra l'anno scorso e quello precedente il rapporto Jervolino dimezza l'incremento dei morti per droga rispetto ai dati reali. Il trucco utilizzato è semplice: a gennaio di ogni anno si dispone dei dati definitivi dei morti per droga relativi a tutti gli anni precedenti, mentre per quello appena trascorso i dati sono sottostimati (nel gennaio '92 i dati del '91 erano sottostimati dell'8,4%). L'incremento calcolato rispetto all'anno di cui si hanno i dati completi non può evidentemente che essere inferiore al reale per ritardi di notifica (nel rapporto Jervolino del gennaio 1992 la sottostima è stata del 100%). Nelle successive edizioni del rapporto (in questo caso nel giugno '92) vengono aggiornati i dati assoluti, ma non la tabella delle percentuali. E siccome non si forniscono i dati assoluti degli anni precedenti è impossibile accorgersi dell'imbroglio. A fine anno le percentuali vengono aggiornate (non sempre correttamente) così che il nuovo confronto farà nuovamente apparire un aumento

percentuale di morti minore di quello reale.

Questo per quel che riguarda le percentuali, ma c'è anche una discrepanza nei valori assoluti forniti da due diversi uffici del ministero dell'Interno, l'Osservatorio permanente sul fenomeno droga e la Direzione centrale per i servizi antidroga, i cui dati sono stati utilizzati da Guido Rey, presidente dell'Istat, per l'Analisi economica ed evidenza empirica dell'attività illegale in Italia. La discrepanza di cifre inizia a partire dall'89.

"Ancora una volta fatta la legge hanno trovato l'inganno - dice ancora Turco -. Però se l'inganno lo si fa sui morti diventa una vergogna. Il Cora propone la legalizzazione delle droghe come unica possibilità di governare il disastro che incombe su tutti i cittadini, tossicodipendenti e no, vittime innocenti del mercato clandestino creato dal proibizionismo. Gli ultimi irriducibili del proibizionismo per sostenere la validità di una linea repressiva smentita dai fatti devono mischiare le carte. Anzi, visto lo squallore del gioco, verrebbe da dire le tre carte".

 
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