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Sofri Adriano - 18 gennaio 1993
Sofri, un appello per Pannella
di Adriano Sofri

(CORRIERE DELLA SERA, 18 gennaio 1993)

SOMMARIO: Il fondatore di Lotta Continua chiede che almeno trentamila italiani prendano la tessera. Servono soldi per non far chiudere il Partito radicale: basta l'equivalente di un caffè al giorno. "Marco è una specie di mago rabdomante, uno che ci azzecca in maniera stramba e misteriosa".

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Adriano Sofri ha lanciato un appello affinché i cittadini si iscrivano al Partito radicale. Per concessione di "Panorama", che pubblicherà il testo integrale nel numero della prossima settimana, diamo qui di seguito, ampi stralci dell'appello.

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"Una volta Pannella mi disse di avere due crucci: di non aver fatto l'avvocato e di non possedere una terrazza. Ora il Partito radicale ha, in via Torre Argentina, una terrazza fra le più belle di Roma. Anzi, tre terrazze successive, la prima grande e affacciata verso il Quirinale, la seconda più alta e piccola, che abbraccia da Trinità dei Monti al Gianicolo, la terza, una vera torretta, che domina l'intero paesaggio di cupole e tetti, dal Pantheon, che si può quasi toccare sporgendo il braccio, alla Sinagoga, dalla spirale di Sant'Ivo all'angelo del Castello che rinfodera la sua spada, perché la pestilenza è passata; ma a guardarlo sembra che la stia sfoderando, contro i tempi che corrono. Benché sia stato iscritto tante volte, e da tanti anni, al Partito radicale, confesso di frequentarlo più assiduamente da quando c'è questa nuova sede, e sono libero di arrampicarmi per la scala a chiocciola fino al triplice ordine di terrazze, e far correre lo sguardo su Roma. Poiché ho la tessera radicale, tutto quest

o è anche mio. L'altra sera Pannella mi ha detto che fra poco quella sede non sarà più nostra (...). Allora scrivo queste paginette, come una lettera ai miei amici (...). Non è facile. E sapete perché? perché si tratta di soldi. Bel paradosso questo: che sia difficile un'impresa misurata dal ricorso al denaro, la più facile e corrente tra le nostre cose. Eravamo pronti, in questa parte del mondo, a deplorare chi pretendesse di pagarsi con il denaro una buona coscienza. Ma, da un po' di tempo in qua, siamo molto poco inclini anche a queste transazioni: preferiamo tenerci stretti i soldi, e la cattiva coscienza. I radicali hanno scelto di far esplodere questa ipocrisia. L'iscrizione al Partito radicale costa; poco rispetto alla generalità dei nostri consumi superflui; molto rispetto alla gratuità o ai prezzi di saldo della media degli altri partiti (...). Per essere all'altezza di questa nozione sacrale dei partiti e della loro necessità gli altri avevano voluto il finanziamento pubblico. La prosa radicale -

la tessera radicale si compra; costa 1.000 lire al giorno, 365.000 lire - è una bassezza da emporio privato di fronte alla solennità della parola astratta - finanziamento - e dell'attributo magnanimo - pubblico (...).

"Sono stati sfortunati, gli altri: travolti dal bisogno e poi dall'abitudine al denaro facile. Ora Scalfaro ha dichiarato quell'espressione, finanziamento pubblico, impronunciabile (...). La tessera radicale si compra, come ogni altra merce. In questa "laicità" - sento che la parola viene messa in castigo, ma non ne trovo una supplente adeguata - i radicali sono a loro volta abbastanza ingenui. Aggiungono infatti: "il prezzo di un caffè", "l'equivalente di un pacchetto di sigarette", come per rendere più concretamente motivata la richiesta di una quota di 365.000 lire, e più evidente la sproporzione fra un bene irrisorio o superfluo e un'impresa comune che vale davvero la pena (...). Quando cerco di capire perché l'adesione attiva al Partito radicale - i soldi - sia così singolarmente ridotta, trovo alcune altre spiegazioni (...). Pannella, con la sua cronistoria ogni volta allungata della profezia radicale - la non violenza, l'affermazione-obiezione di coscienza, l'antinuclearismo, l'aborto, il divorzio, i

diritti civili, il finanziamento pubblico, il proibizionismo, la confusione mentale antisionista, l'Europa, la Jugoslavia, la riforma elettorale, il transpartitismo (parola, peraltro, bruttissima) - diventa per molti una specie di mago rabdomante, uno "che ci azzecca", in una sua maniera stramba e misteriosa (...). Tanto tempo fa la gente pensava di Pannella, più ancora che di Pasolini, che rischiasse di "finir male". Non è successo - finir male, vuol dire solo finire - e guardo con un misto di apprensione e consolazione a questo Pannella così grande e vestito di scuro, come gli antenati politici che continua a citare nonostante il tempo che passa, e anzi trovandoci delle ragioni in più per citarli. Nell'estate del 1974 Pannella fece appello a un processo penale al potere, al Palazzo: Pasolini si appropriò subito dopo dell'idea e la espresse da par suo. Vent'anni dopo, assistiamo forse al processo penale al potere. Doveva succedere. Fra la profezia politica o la metafora poetica e i veri processi penali c'è

la differenza che tutti vediamo. Pannella non è un uomo del Palazzo, né uomo della piazza, né della dissolvenza dell'uno nell'altra. Crede al diritto, ai diritti, alla politica. Non lo invidio. Ci sono dunque mille ragioni di sottoscrivere per la vita del Partito radicale. Ma iscriversi? La parte più notevole della lettera che invita all'iscrizione è, mi pare, quella che riassume lo statuto del Partito radicale. Esso sembrerebbe appartenere più alla letteratura utopistica o parodistica che non alla casistica dei partiti politici. L'iscrizione "non comporta nessuna forma di disciplina". "Si compra la tessera, come si compra un biglietto di treno o di autobus, per usufruire di un servizio pubblico e nessuno può toglierla; nessuno può esprimere giudizi sull'iscritto, né morali, né politici, né statutari". E' un partito annuale. Non chiede di sacrificare la propria libertà e responsabilità di ogni iscritto. "Il Partito radicale non rappresenta i suoi iscritti... E' uno strumento, non una casa, una famiglia, una

appartenenza" (...). Ci sono molti posti in cui si può andare quando si vuole aiutare una buona causa - e, prima di tutto, quando si ha bisogno di aiuto. Il Partito radicale è uno di questi. Uno dei più preziosi. Esso ha deciso che gli occorrono 30.000 iscritti in Italia per vivere. Non so se sia giusto. Ho capito che è necessario. Ho capito che si tratta di una questione di soldi. Nel Partito radicale una questione di soldi è una questione seria".

 
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