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Berti Marco - 6 febbraio 1993
ORA ANCHE I DC PRENDONO LA TESSERA RADICALE
CONTINUA LA CORSA PER TROVARE 30 MILA ADESIONI E SALVARE IL PARTITO TRANSNAZIONALE

L'annuncio di Pannella durante i lavori del 36· congresso. Altre iscrizioni di parlamentari socialisti, verdi, repubblicani e pidiessini.

di Marco Berti

SOMMARIO: Nel corso della terza giornata del congresso radicale (Roma, 4/8 febbraio 1993) vengono annunciate le iscrizioni di numerosi deputati democristiani, socialisti, verdi, repubblicani e del Pds. Salgono a circa 150 i deputati italiani iscritti al Pr, mentre quelli non italiani sono 305.

(IL MESSAGGERO, 6 febbraio 1993)

C'è un filo che unisce Agazio Loiero, deputato democristiano, ultimo "acquisto" del partito radicale che in questi giorni celebra a Roma il 36· congresso e Basile Guissau, ex ministro degli esteri del Burkina Faso, che allo stesso partito è iscritto dal 1983?

E cosa c'è in comune fra Emanuele Macaluso, Pds, e Ouattara Gaoussou, simpatizzante del "Parti du travail" della Costa d'Avorio (o come lui insiste che si dica, Cote d'Ivoire)? Il leader dei riformisti della Quercia ieri mattina ha messo mezzo milione di lire in mano a Pannella dicendogli "fai tu, prendila come una sottoscrizione o una iscrizione", mentre il giovane ivoriano segue il congresso vestito con una lunga tunica bianca dai bordi dorati.

"Sono convinto - spiega Loiero - che, pur permanendo il mio più completo dissenso sul delicato tema dell'aborto, alcune battaglie dei radicali sono anche patrimonio ideale dei cattolici impegnati in politica".

"Abbiamo la possibilità - dice Gaoussou - di organizzarci su temi di lotta comuni, quali la pena di morte, l'aborto, i diritti civili. Possiamo far crescere una civiltà dell'uomo al di fuori delle nazionalità. E' il vero modo di essere al servizio della società e dell'umanità".

"Il partito transnazionale - afferma Gaoussou - è l'unico che attraversa le frontiere. Siamo qui proprio per questa richiesta di confronto con gente dell'Est, dell'Ovest, degli Stati Uniti, dell'Africa. La vita è fatta di esperienza. E noi, paesi del Terzo mondo, come voi ci chiamate, abbiamo bisogno dell'esperienza dei paesi avanzati. Quando siamo vicini riusciamo a parlare e così possiamo cambiare".

Poche battute, che spiegano però con chiarezza le ragioni dell'esistenza del partito radicale transnazionale quelle stesse ragioni che in queste ultimissime ore hanno convinto una ondata di parlamentari a chiedere l'iscrizione. E il dato più rilevante è che sono quasi tutti democristiani, appartenenti cioè a un partito che fino a ieri aveva dato le spalle ai radicali. E così, con la benedizione del segretario Mino Martinazzoli, dopo Rino Nicolosi ed Enzo Patria, che hanno anticipato di 24 ore gli altri, nove "nuovi" deputati dello Scudocrociato si sono iscritti al partito radicale, transnazionale e transpartitico. Sono Agazio Loiero, Vito Bonsignore, Calogero Corrao, Vincenzo Culicchia, Angelo La Russa, Eolo Parodi (eurodeputato), Vito Riggio, Orazio Sapienza e Paolo Tuffi.

Marco Pannella sprizza gioia da tutti i pori annunciando le nuove iscrizioni democristiane. Ma non è finita qui. Arrivano nuovi parlamentari anche da altri partiti; sono Nicola Capria (Psi), Carla Rocchi (Verdi), Vasco Giannotti (Pds), Danilo Poggiolini (Pri) ed Egidio Sterpa (Pli). Salgono così a 150 i parlamentari italiani iscritti al partito radicale e appartenenti a undici gruppi diversi. I parlamentari non italiani sono 305.

E ancora, dalla redazione di Mixer di Rai 2 Giovanni Minoli e colleghi fanno a loro volta sapere che hanno deciso di iscriversi al Pr. Per Pannella tutto questo è motivo d'orgoglio e di speranza. D'orgoglio perchè è la vittoria delle sue ragioni, di speranza perchè si augura che questi esempi siano seguiti da tanta altra gente. Il problema è che le iscrizioni devono arrivare a trentamila e ieri pomeriggio erano drammaticamente a quota 1672.

Sono invece quasi arrivati a quota ottomila gli iscritti ai "Club Pannella" (l'obiettivo è arrivare a diecimila). Entrarne a far parte è facile e costa poco, molto meno che iscriversi al partito radicale. Ma cos'è, una nuova celebrazione del culto della personalità dell'indiscusso leader radicale, o un'alternativa al partito transnazionale? "Nulla di tutto questo - risponde uno dei promotori, Alessandro Onofri - il fatto è che si sta andando verso il sistema elettorale uninominale ed è in quest'ottica che vanno visti". Quali obiettivi si pongono i club? "Istituzione di un'altra autorità che indaghi sui profitti di regime. Emendamenti alla legge sulla droga. Appoggio ai referendum radicali e non rieleggibilità di chi ha accumulato dieci anni di poltrone". Quanto costa iscriversi? "Mille lire, trentaseimila per i sostenitori".

Nonostante i successi che va mietendo in queste ore, c'è un momento della giornata in cui Pannella riesce anche ad arrabbiarsi. E succede quando incontra i giornalisti che continuano a chiedergli "quando arriva Segni? Quando parla Martelli?". "Cercate il colore - dice stizzito nel corso di una conferenza stampa organizzata in una breve pausa del congresso - ma qui c'è gente venuta dalla Mongolia, dalla ex Jugoslavia. Questo è un fatto politico. Andatevi a leggere la relazione del segretario e del tesoriere, sono una miniera di suggerimenti giornalistici. Nessuno di voi ha detto che Mario Raffaelli, nostro iscritto e mediatore della Csce (la conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ndr.) per le questioni del Nagorno-Karabakh, qui al nostro congresso ha messo di fronte il rappresentante azero e l'armeno. Ha illustrato il piano di pacificazione per quei popoli".

"Nel nostro paese - dice ancora l'ex ministro degli esteri del Burkina Faso, Basile Guissou - Pannella è più famoso del presidente. Da più di dieci anni conduce con noi campagne per il problema della fame nel mondo, per il diritto alla vita". Ma qual'è la più grande vittoria ottenuta dal partito transnazionale nel Burkina Faso? Guissou spalanca gli occhi, stupito che chi gli sta di fronte non lo sappia (chi ha saputo dov'è il Burkina Faso?). E sbotta: "Mais la Constitution!". La Costituzione? "Sì, ed è la più democratica dell'Africa".

Leon Schwartzenberg, europarlamentare, è stato ministro della Sanità in Francia con il governo Rocard (1988). Sale sul podio e parla di droga, di antiproibizionismo. Di come il fatturato annuo di questo mercato raggiunga i 300 miliardi di dollari. "La proibizione - afferma - non è mai stata una soluzione. La peggiore droga oggi è proprio quella legata al potere".

E oggi partirà alla grande la campagna internazionale contro l'abolizione della pena di morte nel mondo entro il Duemila.

 
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