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Bocca Giorgio - 19 febbraio 1993
Santo Pannella salvaci tu
Fatti nostri di Giorgio Bocca

SOMMARIO: »Ha quasi affondato il partito radicale e adesso, a sorpresa, viene invocato a gran voce per guidarci fuori dalla crisi economica . L'autore giudica demenziale quanto affermato da Ernesto Galli Della Loggia che in un fondo sul "Corriere" aveva sostenuto la candidatura di Marco Pannella alla segreteria del Psi. Analoga critica nei confronti di »tale Giorgio Meletti che sempre sul "Corriere" aveva espresso apprezzamenti per il pensiero economico di Pannella.

(VENERDI' di REPUBBLICA, 19 febbraio 1992)

"Incorrotto e incorruttibile, capace di disegni politici vasti e ispirati, oratore popolare di razza, l'unica cosa nuova che abbia visto la luce a sinistra negli ultimi decenni. Per primo capì l'impalcatura classista antiindividualista, antioccidentale della sinistra italiana, il nesso tra aspetti oscuri e degenerativi della storia repubblicana e la realtà vera, ma rimossa, del passato fascista e resistenziale della nazione. Unico politico di sinistra dotato di una indiscussa capacità legittimatrice".

Ma chi è questo demiurgo? Questo messia? Questo personaggio provvidenziale? Marco Pannella in un fondo allucinante di Ernesto Galli della Loggia pubblicato sulla prima pagina del "Corriere della Sera". Marco Pannella il redentore, l'unico in grado di salvare il partito socialista italiano.

A sentire chi dirige il magno organo i lettori avrebbero dovuto capire che si trattava di un raffinato boomerang, la proposta di Pannella a segretario del Psi avrebbe dovuto far capire ai lettori smaliziati che in via Solferino si dava ormai per morto il partito socialista. Insomma un amabile scherzo sul suo cadavere.

Confesso la mia ottusità, non avevo capito, io questi ex sessantottini che si divertono a giocare nei giornali, a dissacrare, a stupire i lettori non li capisco.

Insomma, letto il fondo demenziale di Ernesto Galli della Loggia, sfoglio il magno organo e nella sezione "Corriere economia" trovo un articolo su un altro gigante dell'Italia contemporanea, questa volta un economista. Ne scrive tale Giorgio Meletti che dice di questo titano: "il suo pensiero economico ha, se non altro il dono dell'eternità. Un prestigioso storico dell'economia come Luciano Cafagna lo vorrebbe segretario del partito socialista. Il suo pensiero economico arriva dalla grande destra di Silvio Spaventa e di Quintino Sella filtrato per Gobetti, i fratelli Rosselli, Salvemini. Tutte le grandi battaglie politiche ed economiche dalla campagna antinucleare alla liberalizzazione della droga sono opera sua. In economia il suo senso dello stato reincarna la politica ottocentesca di Minghetti, Spaventa e Sella contro le società per azioni, lo scudo con il quale gli imprenditori privati si esentano dalle proprie responsabilità sociali".

E questo Keynes italiano, questo Adamo Smith chi sarà mai? Ma lui, Marco Pannella. Dallo stesso giornale si apprende che questo genio della politica e della economia medita di abbandonare la sua creatura, il Partito radicale, arrivato sotto la sua guida provvidenziale a meno di mille iscritti.

E' tempo di giochi nella politica e nell'informazione. Qualcuno ci aveva spiegato che il "Corriere" si era dato una grande strategia: diventare l'organo dell'Italia dei produttori. Con Pannella "superministro della economia" come propone Giorgio Meletti?

 
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