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Pannella Marco - 21 febbraio 1993
Per l'ignobile lapidazione del ceto politico sintonizzatevi sul vero Tiggì di regime: il 3
di Marco Pannella

SOMMARIO: Definendo come "demenziale" il fatto che il ministro De Lorenzo sia costretto alle dimissioni per il solo fatto di aver ricevuto un avviso di garanzia, critica l'irresponsabile e pericolosa opposizione che su questo cerca di riscuotere forza contro il governo. Ma chi maggiormente si distingue in questa campagna "di regime", che chiede vendetta e non giustizia, è il telegiornale della terza rete.

(IL GIORNO, 21 febbraio 1993)

Lo spettacolo della lapidazione del ceto politico è insopportabile e ignobile, nelle forme e nei ritmi che gli vengono impressi da ceti e forze che del regime partitocratico sono stati corresponsabili pieni, istigatori, profittatori. Questa è partitocrazia, quanto quella di ieri.

Che dei ministri, come Franco De Lorenzo, siano di fatto costretti alle dimissioni per un semplice avviso di garanzia è semplicemente demenziale.

Un'opposizione che su questo cerca di riscuotere e riscuote, nell'immediato, forza contro i governi è irresponsabile e pericolosa.

Noi vogliamo giustizia, non vendetta. Ma la vogliamo. Sul piano giuridico, giurisdizionale; così come su quello politico.

Il processo abilissimo, sofisticato, violento che ogni giorno dalla 19 all'una di notte viene celebrato dal Tg3 apparentemente contro il regime è processo di regime, per il regime, da forze storiche, culturali, politiche, ideali del regime.

Le ignobili presentazioni, ignobili per come vengono usate, delle sofferenze dei minatori del Sulcis, quali vittime del Governo di oggi, della nequizia neoliberista, vanno respinte al mittente, Basterebbe leggere gli articoli di Ernesto Rossi, di quarant'anni fa, per sapere che, più ancora di altri, la sinistra, il sindacato, le belle e buone anime della buona coscienza a buon mercato sono responsabili dell'agonia morale di quel pugno di donne e uomini, oltre che dell'economia del Paese.

Occorre ricordare le decine di migliaia di miliardi gettati al vento per sostenere attività antieconomiche, anzichè operare radicali forme di riconversione, nel Sulcis, negli esperimenti di industrializzazione attraverso il mito di Ottana, grazie ad una destra e una sinistra egualmente petrolifera piuttosto che democratiche e capaci.

Per limitarci alla Sardegna. Vogliamo estendere l'analisi storica, politica, politica, civile alla Sicilia di Verzotto, dell'Eni e dell'Agip, di Gela e dintorni: ad esempio quel luogo da primato europeo dell'abusivismo crasso che è la Vittoria del compagno Monello?

O, ancora, alla truffa immane della cassa integrazione, sulla quale tutti, ma proprio tutti, da Garavini a Delors, da De Benedetti a Occhetto, passando per Pli, Pri, Psdi, Psi, Dc, Verdi, Bianchi, Neri fanno finta di nulla? Bossi e Orlando compresi?

Abbiamo appreso che stimano a centomila miliardi il danaro rubato da Tangentopoli per abbatterci, quando eravamo soli a combattere, non abbaiando ma mordendo, la partitocrazia.

Mettiamo tre volte tanto come equivalente di quel che è stato usato dalla Rai-Tv, in un ventennio, per meglio truccare i dadi della partita. I trucchi del Tg3, non voluti perchè ideologici, intimi, automatici, ne sono il seguito, non la negazione.

 
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