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Gentili Alberto, Pannella Marco - 21 febbraio 1993
»E' demenziale la prassi delle esecuzioni sommarie
Intervista a Marco Pannella di Alberto Gentili

SOMMARIO: »La lapidazione di chiunque riceva un avviso di garanzia costituisce un'aberrante distorsione e una ferita al diritto . »Amato deve evitare la crisi. Malgrado tutto serbo più fiducia nella sua ragionevolezza e capacità, che nelle opposizioni . La manifestazione dei radicali al cinema Adriano a Roma.

(IL MESSSAGGERO, 21 febbraio 1993)

D. - Prima Martelli, adesso Goria e De Lorenzo. Il Governo Amato ha perso tre pezzi importanti. Onorevole Pannella, basta un rimpasto?

"Io mi chiedo invece come è possibile immaginare, ancora oggi, una crisi di governo in Italia? E rispondo: basta un semplice starnuto perchè tutto voli in aria e la lira precipiti di nuovo nella borse del mondo. E' bastato ieri l'errore, umanamente comprensibilissimo, di un ministro che ha annunciato le sue dimissioni prima della chiusura della borsa, per provocare al Paese un danno di centinaia di miliardi. Il Presidente del Consiglio deve risolvere quindi la questione prestissimo, prima dell'apertura delle borse di New York e Tokyo. Non fosse che per questo".

D. - Non crede si sarebbero potute imboccare altre strade?

"Sì, ma non è stato fatto. Anche se lo consigliavo. E c'è da rammaricarsene. Perchè sicuramente ci sarebbe voluto un grande rimpasto con il lancio di una coraggiosa politica di governo".

D. - Sempre con Amato?

"Se mai verrà realizzato il "grande rimpasto", il nuovo esecutivo dovrà essere di una continuità certa con l'attuale governo. Quello di Amato è stato infatti (fino al 31 dicembre) il primo esecutivo che non ha minchionato gli italiani e ha avuto la forza di essere impopolare piuttosto che antipopolare. Di per se, certo, non basta. Tutt'altro. Ma è già qualcosa".

D. - E la lista Pannella potrebbe dare ministri al governo?

"Il nostro gruppo ha tutte le capacità e l'intenzione di dare un apporto politico anche determinante (molto al di là del proprio numero) a un governo d'attacco e creativo. E se Emma Bonino, Roberto Cicciomessere, Marco Taradash, o alcuni amici verdi si confrontassero al tipo di ministri che abbiamo fin qui avuto, potrebbero essere certamente candidati senza complessi. Ma non è questo il problema".

D. - Oltre a dei ministri, ha anche una proposta da suggerire ad Amato per realizzare il "grande rimpasto"?

"Serve un grande programma e un governo d'attacco e non di difesa. Di fronte a ciò gli attuali partiti, e in particolare quelli di opposizione, andrebbero in frantumi in quattro-cinque mesi".

D. - Perchè?

"Davanti a un grande programma e a un grande esecutivo sono certo che molti e molti parlamentari di ogni partito comincerebbero a comportarsi con assoluta, nuova, autonomia".

D. - E intanto cosa fa Pannella? Conferma l'appoggio al Presidente del Consiglio?

"In occasione della fiducia ci siamo astenuti. E se l'esecutivo Amato dovesse confermare di non essere più quello della manovra economica e della riforma della legge sulla droga e sui tre referendum Giannini, allora saremmo urgentemente legittimati a una opposizione feroce. Ma malgrado tutto, serbo più fiducia sulla ragionevolezza e le capacità di questo presidente del Consiglio che delle opposizioni".

D. - A proposito delle opposizioni. Pds, Pri e Lega nelle ultime ore hanno accentuato la spinta per la formazione di un nuovo esecutivo. Perchè lei non dà credito a questo tentativo?

"Il governo dei competenti è una vecchia, vuota rivendicazione di politici incompetenti o che fanno finta di esserlo. De Gasperi era incompetente su tutto, ma è stato competentissimo come governante. Il problema è quello di una sempre più chiara assunzione di responsabilità politica e progettuale dei governi e dei governanti".

D. - Anche la minoranza socialista chiede però "qualcosa di nuovo" a palazzo Chigi.

"Già, e trovo del tutto demenziali quei socialisti che lavorano contro la presidenza Amato. Se riuscissero nella loro impresa il Psi comparirebbe sulle pagine dei giornali soltanto per le vicende giudiziarie e non più per quelle politiche".

D. - Qual è la morale che trae dalla vicenda Goria-De Lorenzo?

"Che è una distorsione aberrante e una pericolosa ferita inferta al diritto la lapidazione di chiunque, politico o cittadino, abbia ricevuto un avviso di garanzia. E questo vale almeno per De Lorenzo: l'autorizzazione a procedere non è e non può essere l'autorizzazione a giustiziare con esecuzioni sommarie immagini e funzioni politiche e civili. Se questa demenziale pretesa dovesse essere soddisfatta in via di principio, sarebbe agevole provocare crisi di governo e dimissioni di presidenti del Consiglio, secondo il piacere di calunniatori o di specialisti dei ricatti".

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ALL'ADRIANO PER SALVARE IL PARTIO RADICALE

Al Cinema Adriano per salvare il partito radicale. Ci saranno l'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli, Vittorio Gassman, il neosegretario del Psi Giorgio Benvenuto, il deputato democristiano Francesco D'Onofrio e il repubbliaco Ottavio Lavaggi. Ci sarà anche Sergio D'Elia, coordinatore della campagna per l'abolizione della pena di morte entro il Duemila, e tanti altri politici e uomini di spettacolo. Alle dieci e un quarto di questa mattina prenderà il via una grande manifestazione a sostegno del Pr. L'obiettivo è quello di raccogliere iscrizioni e quote per evitare che il partito muoia.

Il tempo è poco. Solo una manciata di giorni per evitare la fine del Pr. Se entro la fine di febbraio non verrà raggiunta la quota di trentamila iscrizioni, il partio verrà sciolto. Lo hanno annunciato Marco Pannella ed Emma Bonino all'ultimo congresso che si è tenuto all'inizio del mese. Fino alle 17 di ieri erano state raccolte 6.239 adesioni. Tra gli ultimi iscritti l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il deputato del Pds Renato Nicolini, la scrittrice Barbara Alberti, il regista Alberto Lattuada, il pianista Giorgio Bracardi, l'imprenditore Luca Formenton.

La quota minima è di 270.000 lire, quella "consigliata" di 365.000 ("un caffè al giorno"). per iscriversi al Pr si può inviare un vaglia telegrafico in via di Torre Argentina 76. Si può anche fare un bonifico bancario indicando le seguenti coordinate: A 0102503200 100050419. Ci si può, infine, iscrivere con una semplice telefonata al numero 6864233, dettando il numero della propria carta di credito.

 
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