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Sbailo' Ciro, Bonino Emma - 28 febbraio 1993
PR, SCADE L'ULTIMATUM. SONO 16.000 GLI ISCRITTI
di Ciro Sbailò

SOMMARIO: [Intervista] Dopo una breve cronaca della campagna iscrizioni, l'intervistatore chiede ad E. Bonino se sia possibile una "dilazione" temporale rispetto alla scadenza fissata. Bonino afferma che solo il giorno dopo, lunedì, sarebbero state prese le opportune decisioni. Quella in corso resta una campagna comunque importante, un "messaggio" lanciato dal paese... Sopratutto un segnale chiarissimo che la maggiore responsabilità per la crisi politica spetta all'informazione. Richiesta sul perché un socialista dovrebbe iscriversi al PR, E. Bonino risponde: "Per cercare insieme nuove strategie di attacco." I radicali si sono sempre posti il problema dello "specialie" rapporto col PSI, fin dall'epoca di Fortuna. Occorre che i socialisti si mobilitino per cercare "soluzioni" che diano fiducia al paese. Infine, Bonino ricorda che lo Stato di diritto è stato vulnerato, ancor prima che da Tangentopoli, dal comportamento di certa magistratura, dalle sue "omissioni" e peggio.

(AVANTI!, 28 febbraio 1993)

Il Partito radicale "lotterà fino all'ultimo". Marco Pannella non s'arrende e agisce secondo il principio "fai quello che devi, accada quel che può". Cita Agostino, Pannella. Al Congresso aveva citato Isaia e il Vangelo. Ma Marco è un laico e ai mairacoli non ci crede. Ieri sera gli iscritti al Partito radicale erano più di 16.000. Siamo ben lontani dai 30.000 necessari per salvare il partito transnazionale transpartitico. D'altra parte, è stata brillantemente supaerata la soglia del 51 per cento. Cosa decideranno i radicali? Sedicimila iscrizioni in venti giorni non sono poche: 800 iscrizioni al giorno.

Ma riepiloghiamo brevemente l'antefatto. La seconda sessione del XXXVI congresso radicale si apre il 3 febbraio con questo ultimatum lanciato da Pannella: 30.000 italiani iscritti al Pr o il partito transnazionale transpartitico rimarrà utopia. Ma lunedì 8 febbraio il numero degli iscritti è di poco superiore a 3.000. Da più parti - ricordiamo Franco Carraro e Claudio Martelli - vengono pressanti appelli perchè venga decisa una dilazione . Il congresso si conclude con l'elezione alla segreteria di Emma Bonino e con la decisione di spostare la "scelta fatale" al 28 febbraio .

Oggi è possibile iscriversi versando la quota minima di lire 270.000 con vaglia telegrafico intestato a: Partito Radicale, Via di Torre Argentina 76 - 00186 Roma. Oppure con carta di credito, telefonando alla sede del Pr: 06-689791.

Ieri i radicali hanno tenuto una grande manifestazione a Napoli nella sala dei Baroni. Oggi appuntamento a Milano (Teatro Lirico, ore 10) e a Bologna (Multisala di Via dello Scalo, ore 17). Infine lunedì, al Teatro Parioli, grande serata "per la vita del Partito radicale". Cosa accadrà se , come è probabile, l'obiettivo dei 30.000 iscritti non sarà stato raggiunto? Che fine farà il partito del garantismo, della nobiltà della politica, e della difesa dello Stato di diritto? Ne parliamo con Emma Bonino.

E' possibile una nuova "dilazione" alla luce del "trend" particolarmente positivo di questi giorni?

Domani, lunedì ci riuniremo assieme ai parlamentari iscritti per valutare i risultati della campagna di iscrizioni. Analizzeremo tutti gli aspetti di questa, che resta comunque una iniziativa politica straordinaria, su cui occorrerà che tutti, non solo i radicali, riflettano. Dicevano che la gente era stanca della politica. Balle: abbiamo fatto capire, palpabilmente, che la gente ha letteralmente fame di "nobiltà politica" ed è disposta anche a prendere una "tessera" di partito. Il Giorno ha parlato di "tesseramento della disperazione"; bellissimo, ma voleva dire , evidentemente, della "speranza".

In questi ultimi giorni, decine di volontari, di "nuovi radicali", si sono succeduti per l'arco delle ventiquattro ore ai telefoni a raccogliere le iscrizioni: iscrizioni a un minimo di duecentosettantamila lire, capisce?, e con Tangentopoli che impazza. E' chiaro il messaggio? ...

Inoltre, la campagna ha detto, definitivamente, che il problema fondamentale della politica è l'informazione, soprattutto televisiva. Quando Pannella, o magari io stessa andiamo "in voce" sul piccolo schermo, le telefonate al 06/689791 arrivano a valanga, con le carte di credito e i vaglia telegrafici. Il che vuol dire che la disaffezione verso la politica dipende in larga misura dal modo come l'informazione viene propinata dai mass media, soprattutto - ripeto - dalla Tv. Tutti questi (ed altri) elementi verranno al pettine lunedì. Ci riflettano però tutti , nel momento in cui balbettano su come salvare la politica e magari la democrazia del nostro paese. Cosa decideremo, noi? Francamente mi interessa di più sapere cosa decidono gli altri. Dunque...

Perchè un socialista dovrebbe iscriversi al Pr?

Per cercare insieme nuove strategie di attacco. Per non chiuderci più in difesa. Fin dalla nascita, e subito con la campagna del divorzio, i radicali si posero il problema dei rapporti "speciali" con il Psi, che anche allora era la govermo mentre i radicali facevano una dura opposizione. Il caso di Fortuna fu esemplare anche se all'interno del Psi la cosa non fu capita nel suo significato profondo. Negli anni settanta lanciammo la tesi del riequilibrio della sinistra con il rafforzamento del "polo socialista" , o "laico-socialista". E iniziative, sempre d'attacco e mirate a rafforzare quest'area, ne abbiamo prese in quantità, da allora: il caso Tortora, i referendum, in Parlamento... Oggi quel tema sembra sbiadito e forse inadeguato, i socialisti sono bersaglio primario della polemica su Tangentopoli (il che è sbagliato, perchè Tangentopoli investe mica solo i socialisti), ma c'è forse una ancor maggiore urgenza di non disperdere valori, energie umane, di progettare la gestione e il rilancio di una carica ri

formatrice in ambito europeo se non addirittura mondiale, su obiettivi di nuovo umanesimo adeguati alla sfida del duemila, ma già alle crisi in atto incombenti... Tutto questo non è carne viva del corpo socialista?

Questione morale: quale soluzione politica?

Non spetta a me, qui, delineare la soluzione "politica". Credo che questo sia compito del Parlamento, in primo luogo. Sicuramente, nessuna soluzione in cui l'aggettivo ("politica") voglia significare un modo per aggirare la questione delle responsabilità penali. Però quanti, inquisiti o raggiunti da avviso di garanzia, si sono iscritti al partito radicale ci danno in fondo il mandato di agire perchè la politica, nella sua "nobiltà" e responsabilità affronti senza infingimenti nè indugi, ma anzi con determinazione, i problemi emersi, per dar loro una soluzione. Io vorrei esortare i compagni socialisti, proprio perchè le loro difficoltà sono grandissime, a rovesciare la tendenza, a mobilitarsi e pensare, per cercare soluzioni valide, chiare, che diano fiducia al Paese in attesa. Anche qui, insieme potremo fare molto.

I radicali hanno sempre strenuamente difeso i principi dello Stato di diritto. Ma questi principi non vengono messi duramente alla prova proprio in questi giorni, nell'ambito delle inchieste sulle tangenti, attraverso l'uso disinvolto della custodia cautelare?

Lo Stato di diritto è stato vulnerato non da oggi e non solo da Tangentopoli. Sulla questione della custodia cautelare mi pare che comincino a sollevare perplessità anche autorità istituzionali, settori importanti dell'opinione pubblica. Ma occorre andare oltre, restituire nella sua integrità al Paese una politica delle garanzie dell'individuo, del cittadino, che sono state erose, messe in mora da tempo. Lo dicevamo: state attenti, perchè ogni attacco allo Stato di diritto finirà col creare problemi enormi, a tutti. E forse va detto ormai che lo Stato di diritto del nostro tempo, della società di massa, della società transnazionale , deve essere ancora creato, fatto nascere. Stato di diritto? O non piuttosto diritto positivo transnazionale? Ricordi il nostro slogan: "Vita del diritto, diritto alla vita?" E' attualissimo: quando il diritto decade, la vita stessa è a repentaglio.

I radicali si mobiliteranno per Mosconi. Ma ci sono anche altre vittime della disinvoltura di certi magistrati.

I magistrati che tu chiami disinvolti sono forse oggi vittime loro stessi di una situazione vissuta come eccezionale, con tutto il rischio per il termine "eccezione, eccezionale" porta con sé, ogni volta che si parla di diritto. Dunque, errori, eccessi, eccetera. Però il nodo della questione sta nel fatto che da decenni settori importanti della magistratura (i procuratori della Repubblica di Roma ad esempio) ma anche l'intero ordinamento giudiziario nelle sue strutture di governo, sono stati più nefasti di Tangentopoli. A Tangentopoli è questione di soldi; nelle omissioni (o peggio) di certa magistratura, c'è stata rapina di diritto. I riflessi sui comportamenti della gente sono stati incalcolabili e probabilmente sono all'origine stessa di Tangentopoli.

Quali altre iniziative intendono intraprendere i radicali per denunciare l'abuso della carcerazione preventiva?

Venerdì i deputati Taradash e Maiolo, e il consigliere regionale Inzani, hanno compiuto una visita d'ispezione a san Vittore, che non resterà senza seguito. Sempre che il partito radicale viva e cresca.

 
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