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Corriere della Sera - 1 marzo 1993
"Alle donne stuprate libertà di abortire"

SOMMARIO: Breve trafiletto in cui si registra quanto detto dal sindaco di Sarajevo M. Kresevljahovic sulla questione croata e in particolare sul problema delle 40.000 donne violentate dal "comunismo fascista", dal "nazionalismo serbo".

(CORRIERE DELLA SERA, 1 marzo 1993)

Milano - "Ogni iscritto al partito radicale rappresenta una speranza per Sarajevo. Siete l'unica speranza per le 40 mila donne violentate". Così ieri Muhammed Kresevljahovic ha coniato l'ultimo slogan per la campagna delle trentamila tessere.

"Vengo dal più grande campo di concentramento dell'Europa. Il presidente del Consiglio Amato ha tagliato il filo spinato dopo vari tentativi di portarmi in Italia - ha detto Kresevljahovic al teatro Lirico -. Sono qui a rappresentare la speranza di un ruolo più attivo del governo italiano per porre fine alla guerra bosniaca e trovare una pace giusta".

Ogni inizia il giro delle autorità: sono previsti incontri con il presidente del Consiglio e con il capo dello Stato.

Ringrazia il mussulmano Kresevljahovic, rapito ai serbi, che su di lui hanno messo una taglia, con una missione dell'aeronautica militare che ieri il ministro Andò ha definito un "concreto atto di solidarietà alle popolazioni bosniache".

Il sindaco della "Sarajevo multietnica che vuole resistere al nazionalismo serbo, una sorta di comunismo fascista", ha chiesto maggior impegno a Roma: "Ci aspettiamo che il governo italiano faccia di più contro i criminali di guerra serbi: è meglio condannarli oggi perchè non ce ne siano altri domani", ma "se continua così ci chiediamo se potrà restare un solo bosniaco a testimoniare al tribunale internazionale".

Sulla questione delle donne violentate il sindaco di Sarajevo ha detto: "Devono decidere da sole sul destino dei loro figli". "Hanno già subito una grande tortura, penso che si debba lasciare a loro la decisione: quello che è stato fatto non si è mai visto prima nella storia".

 
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