Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
ven 21 giu. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Il partito nuovo - 19 marzo 1993
Il miracolo italiano
Trentasettemila iscrizioni italiane. 7.500.000 dollari di autofinanziamento

SOMMARIO: Con il successo della campagna per le iscrizioni in Italia, il Partito Radicale, transnazionale e transpartitico, guadagna ulteriore tempo per dare concretezza ai suoi ragionevoli obiettivi. Occorre, ora, che i non italiani si iscrivano subito. Entro metà giugno si riunirà l'Assemblea dei parlamentari iscritti, che conta oltre 500 membri: 22 parlamentari europei; 4 Ministri, 8 sottosegretari e 180 parlamentari italiani; 9 Ministri, 4 vice Ministri e 272 parlamentari non italiani, residenti in 37 paesi, esponenti di 80 partiti nazionali.

(IL PARTITO NUOVO, 19 marzo 1993)

------------------------------------------------------

Il Partito Nuovo è scritto in italiano e tradotto, composto e stampato in altre quattordici lingue (albanese, ceco, croato, esperanto, francese, inglese, polacco, portoghese, romeno, russo, serbo, spagnolo, tedesco, ungherese). Viene inviato ad oltre quarantamila parlamentari e a circa duecentocinquantamila altre persone. Copre un'area di destinazione immensa: quattro continenti, oltre 100 paesi, di cui 34 europei)

------------------------------------------------------

La straordinaria risposta italiana

37 mila cittadini italiani, in pochissime settimane, si sono iscritti al Partito Radicale, versando ciascuno una media di duecento dollari, per sostenere la vita ed il progetto del Partito Nuovo, transnazionale e transpartito.

Questo é accaduto in un paese che attraversa una profonda crisi morale, civile, istituzionale, che vive una gravissima crisi di regime e - si é affermato - di rigetto della politica, di nausea per la sua classe dirigente.

Tranne un'eccezione, nel 1987, il Pr contava ogni anno fra i due e i tremila iscritti; nel 1992, 2.600. Il Pr del 1993 é in Italia, dunque, oltre quattordici volte più numeroso. Circa duecento parlamentari di dieci partiti italiani, tra i più storicamente ed attualmente ostili, contrapposti, con decine di ministri e viceministri, o ex persone di governo, centinaia di eletti regionali, provinciali, comunali, si sono uniti anch'essi - come all'improvviso - per dar forza a questa specie di sogno dai connotati così straordinariamente ragionevoli e concreti: unire in un'opera comune, in un unico soggetto e in un unico progetto politico, persone di tutto il mondo. Con l'obiettivo di conquistare non già il "potere", ma leggi, istituzioni comuni e risposte comuni alle più urgenti ed incalzanti necessità del nostro tempo e della nostra società: ecologiche, economiche, sociali, pacifiche, democratiche e nonviolente.

Avevamo compreso che non sarebbe stato possibile, senza questo intervento e questo contributo italiano, per motivi storici, disporre del tempo e dei mezzi necessari - anche se non sufficienti, da per loro - perché anche in altri paesi potesse diffondersi ed organizzarsi la conoscenza del "sogno" radicale, dei suoi obiettivi, delle sue necessità, della sua concretezza.

Le due sessioni del XXXVI Congresso

Per oltre un anno sembrava che questa estrema speranza fosse del tutto destinata al fallimento. Le due sessioni del XXXVI Congresso del Partito, con l'elevata e prestigiosa partecipazione di molte centinaia di deputati e parlamentari dell'ex impero comunista, da Vladivostock a Sarajevo, di quelli africani e dell'ovest europeo, sembravano dover essere la testimonianza di un'impossibilità. Tanto più dolorosa quanto più naturali e logiche sembravano essere le ragioni ed il successo dei primi tentativi di dar vita nel mondo ad una realtà nuova, transnazionale, transpartitica, nonviolenta. Erano indispensabili, constatavamo insieme, forze umane e finanziarie tali e tante, subito, che solamente dall'Italia potevano nell'immediato giungere. Dall'Italia, invece, nulla sembrava riuscire, giungere. Tranne la forza d'animo e d'opera di alcune centinaia di ormai esausti "sognatori".

Poi, d'un tratto, ce l'abbiamo fatta.

La forza delle idee è divenuta realtà e ha smosso l'indifferenza, la nausea della politica

Gli amici e i compagni che, ovunque nel mondo, a cominciare dai Parlamenti, dai Governi, dalla vita politica, condividono, vorrebbero condividere le nostre speranze ed i nostri progetti, che dicono a se stessi, prima che ad altri, che tutto questo sarebbe bellissimo, ma che realisticamente, nei loro paesi, non vi sono nemmeno lontanamente le condizioni perchè il Partito viva, si rafforzi, si estenda non marginalmente, ma adeguatamente, sappiano che in Italia tutti gli osservatori politici, per non parlare della gente, ritengono che si sia compiuto un vero e proprio, imprevedibile, miracolo.

E' accaduto, invece, che dopo anni ed anni di lotte drammatiche siamo riusciti a far conoscere alla gente il senso del nostro progetto e che alcune decine di migliaia di persone abbiano deciso di adottarlo, di sostenerlo, con sacrificio non indifferente, pagando quote di iscrizione ed inviando sottoscrizioni del tutto eccezionali e senza precedenti in Italia. Con entusiasmo e commozione.

La forza delle idee si é rivelata come una realtà, non come una petizione di principio o come una metafora: ha smosso la montagna dell'indifferenza, dell'incredulità, della nausea della politica, delle faziosità e delle appartenenze alle varie "etnie" politiche, dello scetticismo, molto spesso della povertà; poichè anche molti poveri hanno concorso a formare la ricchezza di questa risposta, per provvisoria e parziale che sia, rispetto alle esigenze spaventose di tanta parte del mondo, del mondo intero di oggi.

Un valore aggiunto

Forse, il contributo più prezioso che ci giunge dall'Italia è il fatto, la prova, che questo Partito Nuovo, con il suo simbolo della nonviolenza gandhiana e dell'unità transnazionale, è il frutto, ma anche la causa, di un evento inedito: senza in nulla rinnegare la propria fedeltà attuale e futura ai propri partiti, alle proprie etnie politiche, religiose, culturali, per decine di migliaia di persone se ne aggiunge e se ne afferma una nuova, altra, in cui trovano confluenza ed unità quelle divisioni, che pur restano, ma come ricchezza.

Un esempio, fra i tanti possibili, merita di essere fatto. Quello del nostro amico e compagno di Partito Muhamed Kresevljakovic, Sindaco della città martire di Sarajevo - in quei giorni, e tuttora, assediata da una violenza e da una barbarie che ricorda quella che ha distrutto Varsavia ed il suo ghetto al momento dell'alleanza fra nazisti e comunisti di Hitler e Stalin - che ha percorso l'Italia, ha parlato alle televisioni, oltre che per far conoscere la tragedia della sua città e del suo popolo e per chiedere ed organizzare aiuti politici e materiali, anche per spiegare agli italiani che aderire al Partito Radicale, al Partito gandhiano, democratico, transnazionale, era per loro il miglior modo per cercare di salvare anche la vita, il futuro, la democrazia, la pace nell'ex Jugoslavia, a Sarajevo.

Ulteriore tempo per affermare il progetto del 1993

Questo successo ci consegna, dunque, in tutti i nostri paesi, in tutti i nostri Parlamenti, ulteriore tempo per affermare anche il progetto del Pr del 1993, per dargli la forma necessaria ed andare avanti. Sarà anche necessario, però, che gli italiani che hanno compiuto questa scelta, che hanno fatto fiducia a noi transnazionali del Partito Nuovo del 1992 - che sono oggi non solo con noi, ma costituiscono la grande maggioranza di noi, che hanno manifestato oltre che generosità anche intelligenza e saggezza - possano constatare che il loro gesto è servito; serve. Ogni notizia di nuove iscrizioni nel mondo, nei Parlamenti democratici, di rafforzamento dell'azione dei radicali, e del loro numero, al di fuori dell'Italia, li convincerà a confermare anche per il 1994 la scelta di oggi e convincerà molti altri a seguire il loro esempio, già da ora.

I paesi dell'occidente democratico

Riteniamo giunto il momento di essere presenti in modo adeguato anche in altri paesi dell'occidente democratico, in primo luogo europeo, quello che sta vivendo la crisi dell'Unione europea e di non pochi dei suoi paesi membri.

Cercheremo, dunque, di fare un grande sforzo di informazione e di mobilitazione in un paese come la Francia, che potrebbe essere preziosa agli stessi fini ed almeno quanto l'Italia. La Francia ha bisogno del Pr almeno quanto questo ha bisogno dei suoi democratici, nonviolenti, federalisti europei e mondiali, fin qui troppo ripiegati su se stessi, introvertiti, affetti da sufficienza esagonale, nazionale.

Se questa difficile "campagna" avesse successo, molti altri paesi europei, dal Belgio alla Spagna, dal Portogallo alla stessa Germania, potrebbero a loro volta essere sensibilizzati.

Un appello per l'iscrizione ai non italiani

Ma i 37 mila iscritti italiani di queste settimane hanno determinato una nuova situazione, con il rischio di un'immagine paradossalmente più sfavorevole di quella del 1992, quando gli iscritti italiani sono stati meno di quelli russi, un quarto rispetto al totale. Infatti, se si aggiunge a questo dato numerico anche quello più politico e qualitativo dei duecento parlamentari, di decine di ex membri e di membri del Governo, degli artisti e degli intellettuali italiani di maggior fama mondiale, rischiamo di cancellare l'immagine di un Partito ormai pienamente altro da quello "italiano". E' stata straordinaria la risposta dell'Italia al progetto radicale. La rassegna stampa che compare in queste pagine ne dà, in parte, testimonianza.

La possibilità che i mass media italiani hanno dato di conoscere questa "grande compagnia di giro", come la definisce Vittorio Gassman, ha fatto sì che decine di migliaia di italiani dessero il loro sostegno agli obiettivi transnazionali del Partito Radicale.

"La cecità o la corruzione delle partitocrazie impone agli individui di prendere partito con un coinvolgimento in prima persona", dice ancora Gassman. Ecco, è proprio questo, forse, il messaggio più importante che proviene dalla risposta italiana: il riconoscimento, con l'iscrizione al Partito Radicale, di un'appartenenza nuova, altra, che si aggiunge, non rinnegando la propria appartenenza politica, etnica, religiosa, culturale.

Per questa ragione rivolgiamo un appello a tutti i nostri lettori non italiani - in particolare a tutti i parlamentari e a tutte le personalità che non hanno ritenuto lo scorso anno di unirsi a questo sforzo e a quest'impresa, non conoscendone adeguatamente la possibile forza - ad iscriversi, a raggiungerci, ad incoraggiarci ed incoraggiare con il loro esempio i loro amici, i loro connazionali, a dar forza ai progetti già in corso di realizzazione.

I progetti

Tra questi, ricordiamo la "campagna parlamentare mondiale per l'abolizione della pena di morte entro il duemila"; la "campagna" antiproibizionista contro la criminalità mondiale della droga, che vorremmo organizzare nel mondo anche grazie al Patto di Federazione stipulato con la "Lega Internazionale Antiproibizionista"; l'avvio delle urgentissime iniziative ecologiste, federaliste democratiche, nonviolente e democratiche sui vari fronti di guerra che marciscono e si estendono nel mondo; le iniziative esperantiste.

A giugno l'Assemblea dei parlamentari iscritti

Secondo la decisione del Congresso dovremo riunire entro il 15 giugno l'Assemblea dei parlamentari iscritti al Pr ed il Consiglio Generale, gli organi previsti dal nuovo statuto approvato nell'ultimo Congresso. Procederanno all'elezione del Presidente del Partito e dei loro rispettivi presidenti e discuteranno dei progetti e delle iniziative. Sarebbe molto positivo ed importante se all'Assemblea dei parlamentari vi fossero fisicamente (o moralmente) presenti moltissimi colleghi ed amici di nuova iscrizione, oltre che quelli iscrittisi nel 1991 e 1992.

Quel che accade nel mondo, purtroppo, mostra ogni istante, con maggior eloquenza e drammaticità, la ragionevolezza della nostra lotta, la forza incalzante della nostra speranza di fronte a tanta disperazione ed ai tanti pericoli di barbarie e di morte.

Per il diritto alla vita, per la vita del diritto, auguriamoci che anche la sorte voglia rendere possibile quello che è necessario, e bello, perseguire.

 
Argomenti correlati:
iscrizioni
trasnazionale
scioglimento pr
stampa questo documento invia questa pagina per mail