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Il partito nuovo - 19 marzo 1993
A Congresso da trentanove paesi

SOMMARIO: Sei le commissioni congressuali: "federalismo, nazionalità, democrazia linguistica", "campagna parlamentare contro la pena di morte", "sviluppo umano, sviluppo democratico, ambiente", "antiproibizionismo sulla droga", "nuovo diritto internazionale, pace e sicurezza", "una nuova regola statutaria".

L'approvazione della proposta di statuto presentata dal Segretario Sergio Stanzani. Una nuova regola di libertà, di democrazia, che tiene presente le esigenze della nuova realtà transnazionale e transpartitica. La mozione approvata. La vita del Pr legata al raggiungimento dei 30.000 iscritti in Italia.

Il Congresso ha eletto Emma Bonino e Paolo Vigevano, rispettivamente, a Segretario e Tesoriere. Entreranno in carica a metà maggio. Entro questa data dovrà essere convocata l'assemblea dei parlamentari iscritti al Pr e il Consiglio Generale, gli organi previsti dal nuovo statuto.

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La seconda sessione del XXXVI Congresso del Pr si è tenuta a Roma dal 4 all'8 febbraio scorso.

Il Presidente del Consiglio italiano, Giuliano Amato e il Pr avevano fatto di tutto perchè il Sindaco di Sarajevo, Muhamed Kreseljakovic, iscritto al Pr, potesse uscire dalla sua città assediata e aprire i lavori congressuali. Anche per questa ragione Emma Bonino e Sergio Stanzani si erano recati nei giorni precedenti a Sarajevo. Il Sindaco di Sarajevo era rimasto "prigioniero della politica", come egli dopo si sarebbe definito.

(IL PARTITO NUOVO, 19 marzo 1993)

Le presenze al Congresso

I lavori sono stati aperti dalle relazioni del Segretario del Partito, Sergio Stanzani e del Tesoriere, Paolo Vigevano, alla presenza del Presidente del Governo italiano, Giuliano Amato, dei presidenti delle due Camere italiane, Giovanni Spadolini e Giorgio Napolitano, del Primo Ministro macedone, Branko Crvenkovski, membro del Consiglio Federale del Pr, del Sindaco di Roma, Franco Carraro, socialista, iscritto al Pr, degli ambasciatori del Burkina Faso, della Gran Bretagna, di Israele, dei Paesi Bassi, dei rappresentanti delle ambasciate di Albania, Belgio, Bulgaria, Camerun, Costa d'Avorio, Croazia, Francia, Grecia, Lituania, Mozambico, Perù, Polonia, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera, Ungheria. I parlamentari non italiani presenti, esponenti di oltre 80 partiti nazionali, sono stati 150 - il Sindaco di Roma ha voluto rendere loro omaggio ricevendoli in Campidoglio durante la mattinata del 7 - quelli italiani, di tutti i gruppi politici, esclusa l'estrema destra, 50. T

utti membri del Consiglio federale del Pr.

I parlamentari non italiani sono giunti dai seguenti paesi: Albania, Armenia, Azerbaigian, Bolivia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Burkina Faso, Repubblica ceca, Costa d'Avorio, Croazia, Estonia, Francia, Georgia, Kazakistan, Kosovo, Lettonia, Lituania, Macedonia, Mali, Moldavia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Russia, Senegal, Serbia, Ucraina.

Oltre che da questi paesi, i cittadini non parlamentari (280), iscritti e non iscritti, sono giunti da: Austria, Belgio, Bielorussia, Germania, Kirghizistan, Iran, Israele, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Ungheria. Gli italiani presenti al Congresso, esclusi i parlamentari, sono stati 1360.

La situazione del Partito

La mozione della prima sessione del Congresso affidava agli organi del Partito, Segretario e Tesoriere, congiuntamente ai Presidenti del Partito, Emma Bonino e del Consiglio Federale, Marco Pannella, il compito della rifondazione del Pr e di verificare, quindi, la possibilità di potenziare e strutturare il Partito Nuovo, alla luce della conquistata transnazionalità e transpartiticità.

In relazione a questa delibera congressuale, le relazioni di Sergio Stanzani e di Paolo Vigevano, e i relativi documenti congressuali, hanno posto al Congresso la questione centrale: alla risposta sempre più vasta tra i parlamentari e i cittadini dell'est europeo - 7.778 gli iscritti del 1992, tra i quali oltre 300 parlamentari, esponenti di 80 partiti nazionali - non fa da contraltare un'adeguata risposta dell'occidente, ed in particolare dell'Italia. Solo 1.500 sono infatti, all'inizio del Congresso, le iscrizioni in Italia. Assolutamente insufficienti, considerando la situazione debitoria (circa 4 milioni di dollari a fine gennaio del '93) e la necessità di dare vita autonoma ed autofinanziata agli obiettivi del Partito. Se la situazione non dovesse rapidamente mutare - affermano Stanzani e Vigevano - ci si troverebbe nella necessità di dover vendere la sede di Roma per far fronte agli impegni presi con i creditori, per evitare il fallimento economico e politico.

Da oltre un anno, gli organi del Partito avevano individuato nel raggiungimento della "condizione tecnica" dei 30.000 iscritti in Italia, la possibilità concreta di dare vita alle azioni transnazionali, ai suoi progetti, di mobilitare attorno ad alcuni obiettivi precisi, puntuali, i parlamentari e i cittadini del mondo democratico. Questa "condizione tecnica", questa condizione preliminare, è stata riproposta, con tutta la sua drammaticità, dal Segretario e dal Tesoriere ai congressisti e alla pubblica opinione italiana.

Nuove regole statutarie

Sergio Stanzani ha sottolineato, tra gli altri, un altro punto: la necessità per il Partito di darsi nuove regole statutarie. La nuova dimensione transnazionale e transpartitica imponeva la rivisitazione dello statuto che il Pr si era dato nel 1967. Mantenendo fermi i principi che avevano permeato la vita italiana del Partito, era necessario tener conto di nuove necessità proprie ad un'organizzazione politica che vuole operare al di là delle frontiere nazionali, attraversandole e superandole, comunicare in tutti i continenti, apprestare gli strumenti e i mezzi perchè simultaneamente si possano intraprendere azioni comuni nel maggior numero possibile di Parlamenti, consentire che tutti gli iscritti siano messi nella condizione di partecipare alla sua vita, preservare le regole di libertà e democrazia che sono alla base del contratto che si stipula con l'iscrizione. Per queste ragioni, il Segretario ha presentato al Congresso una proposta di nuovo statuto per il Partito Transnazionale, che è stata oggetto di d

iscussione in un'apposita commissione ed è stata poi approvata dal Congresso.

Le sei commissioni

Idue giorni successivi all'apertura dei lavori sono stati dedicati alle riunioni di questa e di altre cinque commissioni: "Federalismo e nazionalità: diritti civili e politici, diritti delle minoranze, democrazia linguistica"; "La campagna parlamentare mondiale per l'abolizione della pena di morte entro il duemila"; "Sviluppo democratico, sviluppo umano, ambiente"; "Nuove regole in materia di proibizionismo sulle droghe"; "Nuovo diritto internazionale, pace e sicurezza". Molti gli interventi, soprattutto di non italiani, hanno caratterizzato il dibattito delle commissioni, di cui hanno riferito in Congresso Marino Busdachin, Sergio D'Elia, Olivier Dupuis, Danilo Quinto, Maurizio Turco, consiglieri federali del Pr e Mario Signorino, Presidente della sezione italiana degli "Amici della Terra".

Le decisioni

Il dibattito generale - interrotto nella mattinata di sabato per la "Convention per la costituzione della Lega contro la pena di morte" - è stato molto appassionato, intenso, a tratti drammatico, in ragione delle decisioni che il Congresso era chiamato a prendere: la vita o la cessazione delle attività del Pr.

L'ultimo giorno dei lavori, l'8 febbraio, è stato dedicato alle deicisioni, appunto. Innanzitutto la delibera che ha approvato la proposta di statuto presentata dal Segretario. Quindi, l'approvazione del bilancio del Partito relativo al 1992 e la mozione congressuale, che vi proponiamo nella sua interezza. Infine l'elezione degli organi. Sono stati eletti a Segretario e Tesoriere, rispettivamente, Emma Bonino e Paolo Vigevano. La mozione approvata prevede la loro entrata in carica a metà maggio, qualora si fosse raggiunto entro la fine di febbraio l'obiettivo dei 30.000 iscritti in Italia. Entro quella data, dovrà essere convocata l'Assemblea dei parlamentari iscritti al Pr, che dovrà eleggere al suo interno un Presidente. Insieme al Consiglio Generale dovrà eleggere il Presidente del Partito.

A conclusione dei lavori, i congressisti hanno eletto 60 membri del Consiglio Generale, ai quali si aggiungeranno 40 membri eletti nella riunione congiunta dei due nuovi organi.

 
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