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Coppari Antonella, Cicciomessere Roberto - 15 aprile 1993
REFERENDUM/PERCHE' SI
CICCIOMESSERE: "BASTA, SE NE DEVONO ANDARE TUTTI"

intervista di Antonella Coppari

SOMMARIO: Il doppio sì nei referendum per l'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti e per l'introduzione del sistema maggioritaria costringeranno gli attuali partiti a sciogliersi. Il referendum non abolisce le sanzioni nei confronti dei corrotti.

(IL RESTO DEL CARLINO, 15 Aprile 1993)

-Perché sì al finanziamento pubblico?

Roberto Cicciomessere, deputato della lista Pannella, uno dei promotori del referendum non ha dubbi: "E' un si strettamente collegato con quello sul sistema elettorale: entrambi costringono i partiti ad andare a casa. Questa è la ragione di fondo".

-Che cosa chiede con esattezza il quesito?

"il referendum abroga il finanziamento annuale ai partiti, mentre vengono mantenute le sanzioni penali e il rimborso elettorale".

-E quest'ultimo non è una forma di finanziamento pubblico?

"E' legato alle spese elettorali che vengono obiettivamente compiute dai candidati. E' giusto salvarlo perché si rispetta un dovere costituzionale. Del resto è una cifra minima - sono trenta miliardi - rispetto agli 83 miliardi stanziati ogni anno per finanziare i partiti".

-C'è chi dice che anche dietro a questo referendum si celi un colpo di spugna.

"Parla così chi non conosce il quesito. Le sanzioni penali restano intatte. E dunque, l'esito dei referendum non inciderà affatto sui procedimenti già avviati nè su quelli futuri".

-Mettiamo che vincano, come sembra probabile, i si...

"Nessuno ha la faccia tosta di sostenere il no. L'opinione pubblica è dalla nostra parte".

-Allora, dopo la vittoria, che cosa accadrà?

"Verrà finalmente dato un segnale chiaro ai partiti che dicono di votare si, ma di fatto vogliono mantenere il sistema di corruzione esistente. Saranno costretti a cambiare modo di pensare".

-Già ora molti partiti piangono miseria: diverse sedi sono state chiuse, dipendenti rischiano il posto, addirittura il segretario del Psdi, Vizzini, si è dimesso per "carenza di fondi". Togliendo anche questi soldi, come potranno i partiti mantenersi?

"Con l'intervento dei cittadini. Noi radicali, raccogliendo tredici miliardi in tre settimane, abbiamo dimostrato che ci si può autofinanziare. Se gli altri non riescono a trovare simpatizzanti vorrà dire che chiuderanno bottega".

-Qual'è la sua opinione sul disegno di legge sul finanziamento pubblico ai partiti varato lo scorso mese?

"E' una truffa. Ripropone in sostanza il vecchio sistema, sottraendo agli iscritti il diritto del controllo sui finanziamenti".

-E in futuro?

"La questione deve essere affrontata dopo la riforma del sistema elettorale. Solo dopo aver compiuto questo passo si potrà cercare un nuovo sistema di finanziamento. Un buon sistema mi sembra quello che noi radicali abbiamo proposto dodici anni fa.

 
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