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Nikolova Gabriella, Boselli Michele - 18 giugno 1993
In Bulgaria, come in Italia, occorre introdurre il sistema elettorale maggioritario.
intervista di Gabriela Nikolova a Michele Boselli

SOMMARIO: Dopo una breve descrizione delle caratteristiche principali del Partito radicale, Michele Boselli spiega le ragioni della convocazione a Sofia del Consiglio generale del Pr ed auspica l'adozione anche in Bulgaria del sistema elettorale uninominale.

(KONTINENT, 18 giugno 1993)

Questa è l'opinione di Michele Boselli, 27 anni, da un anno vive in Bulgaria, dove è coordinatore del Partito transradicale.

- Sig. Boselli, quando è stato fondato il Partito radicale?

- Nel 1935 in Italia, e si sviluppa soprattutto per la difesa dei diritti umani e civili.

- Qual'e la collocazione del partito nella vita politica?

- Nello spazio politico ci collochiamo a sinistra. Dopo la trasformazione in partito transnazionale, non abbiamo più partecipato alle elezioni. Il partito unisce iscritti di 60 paesi e dei più diversi colori politici.

- Quanti sono gli iscritti?

- L'anno scorso, eccezionalmente, gli iscritti non italiani sono stati di più di quelli italiani. Quest'anno c'è una radicale differenza: gli iscritti italiani sono 10 volte di più, nauseati dalla corruzione negli ambienti politici. 37.417 italiani sono iscritti, per un totale di 41.175.

- Quali sono le vostre ambizioni in Bulgaria?

- Non sono diverse dalle nostre ambizioni in altri paesi: l'unione della gente per risolvere i problemi di ordine superiore.

- Con quali partiti bulgari potete risolvere queste grosse questioni?

- Il nostro sogno, che non credo sia un'utopia, è la costruzione degli Stati Uniti d'Europa.

- Quando, secondo lei, ci saranno le condizioni per costituire gli Stati Uniti d'Europa, è fattibile la vostra idea?

- Se dipendesse solo da noi, anche ieri. Ma c'è l'ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione. Inizialmente alcuni stati faranno l'unione federale. Italia, Germania, Benelux e probabilmente la Spagna. E se si facesse questo primo passo, in un anno altri 30-40 stati aderirebbero.

- Su cosa si basano i vostri contatti con i politici bulgari?

- Lavoriamo prevalentemente con i deputati iscritti al Pr, 20 del BSP (Partito socialista bulgaro, ndt), 11 della SDS (Unione delle forze democratiche, ndt), 5 del DPS (Movimento per i diritti e le libertà, ndt), 3 della NSD (Nuova unione per la democrazia, ndt) e 3 indipendenti. Tra di essi vi sono Georgi Petrov, Kadir Kadir, Chavdar Kiuranov, Nikolay Vassilev, Konstantin Adzharov e molti altri.

- Come condividono le vostre idee?

- L'iscrizione è libera, senza obblighi ideologici e di partito. Per esempio Georgi Petrov è con noi poiché vogliamo lottare contro la pena di morte, ma verosimilmente non è interessato all'introduzione dell'esperanto.

- Come è finanziato il Pr?

- E' autofinanziato con le quote di iscrizione. Non ci serviamo di sussidi statali.

- Avete qualche contatto con la loggia massonica?

- Non c'è alcun collegamento. Ogni massone può iscriversi, ma senza fare giochi segreti.

- Perché avete scelto Sofia per il vostro forum a metà luglio?

- Geograficamente la Bulgaria è circa a metà strada tra l'Italia e la Russia, i paesi dove il nostro partito ha il maggior numero di iscritti. E ci sono anche ragioni politiche nella scelta di Sofia: nei balcani la Bulgaria è un fattore di stabilità e sicurezza. La Bulgaria si trova alle porte della ex-Yugoslavia.

- Qual'è la vostra valutazione della situazione politica in Bulgaria? Vede qualche analogia con quella italiana?

- Le analogie con la vita politica italiana le vedo negli effetti negativi della legge elettorale. In Italia c'è stato il referendum del 18 aprile per l'introduzione del sistema elettorale maggioritario uninominale, che dà migliori garanzie alla democrazia. Noi vorremmo introdurre il sistema maggioritario anche in altri paesi, non solo in Italia.

 
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