Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mar 16 apr. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Partito radicale
Boutros Ghali Boutros - 16 luglio 1993
Messaggio del Segretario Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite Boutros Ghali, in occasione della prima riunione dell'Assemblea dei Parlamentari iscritti al Partito Radicale Transnazionale

SOMMARIO: Il messaggio inviato dal Segretario generale Boutros Ghali ricorda come il preambolo della Carta delle N.U. fosse rivolto "anche agli uomini e alle donne dell'insieme della comunità umana", e dunque spingesse verso ampie "esigenze" di democrazia. "La rappresentazione parlamentare" è, di questa presa di coscienza, uno "strumento essenziale". La democratizzazione delle relazioni internazionali è massima aspirazione sua e dell'Organizzazione: egli è "sicuro" che tali aspirazioni troveranno "eco" nelle discussioni dell'Assemblea radicale. D'altra parte, l'"approccio transnazionale" è una ottima via "per raggiungere l'universale".

-------------------------

Signor Presidente, Eccellenze, Signore e Signori

il preambolo della carta comincia con queste parole: "Noi popoli delle Nazioni Unite..."

Questo significa che all'origine, i Padri Fondatori del testo di San Francisco desideravano, al di là degli Stati, indirizzarsi anche agli uomini e alle donne dell'insieme della comunità umana.

Questo significa anche quanto, già dalle prime righe, le esigenze della democrazia, erano scritte, in filigrana, nella Carta.

Questo significa, infine, quanto la rappresentazione parlamentare è uno strumento essenziale di questa presa di coscienza, dell'opinione pubblica internazionale, che l'Organizzazione delle Nazioni Unite è stata creata innanzitutto per ognuno di noi.

In effetti nessuno degli obiettivi dell'Organizzazione potrà realizzarsi veramente se l'insieme degli individui che compongono

la grande famiglia umana non verrà direttamente coinvolto.

L'imperativo di pace deve innanzitutto iscriversi nella coscienza degli individui. L'imperativo di sviluppo è inteso oggi come un diritto dell'uomo. La democrazia, infine, è un nuovo imperativo che ci assegniamo.

Questo significa anche la democratizzazione delle relazioni internazionali. Ho avuto occasione di dire nell'"Agenda per la Pace": " La democrazia ad ogni livello è essenziale all'instaurazione della pace per una nuova era di prosperità e di giustizia". Ho detto anche che " la pace nel senso più vasto del termine non potrà essere assicurata soltanto dal sistema delle Nazioni Unite o solo dai governi. Organizzazioni non governative, scuole, parlamentari, sfere di affari e professioni, media e grande pubblico devono tutti contribuire. L'Organizzazione potrà così tener meglio conto delle preoccupazioni e degli interessi di ciascuno, e quelli ai quali farà prendere una parte più attiva potranno far conoscere le sue iniziative e meglio capire i suoi lavori".

Sono sicuro che queste aspirazioni che sono le mie troveranno una eco nelle vostre discussioni e nei vostri dibattiti.

Credete bene che sarò molto attento. Voglio dunque, agli inizi della vostra assemblea, dirvi quanto capisco il senso della vostra azione.

Perché i partiti mi sembrano, in una democrazia, uno dei mezzi migliori per mobilitare l'opinione pubblica.

Perché il pensiero radicale mi sembra, nell'ordine delle idee, uno dei modi più fecondi per affrontare l'avvenire.

E perché l'approccio transnazionale mi sembra, nel nostro mondo, una delle migliori vie per raggiungere l'universale.

 
Argomenti correlati:
sofia
onu
messaggio
stampa questo documento invia questa pagina per mail